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Ipotiroidismo sublinico: tra sintomi e terapia, la giusta dieta

Trattare e prevenire l'ipotiroidismo subclinico con la dieta e senza farmaci
Di Vincenzo Tortora | 05 Marzo 2016

Ipotiroidismo sublinico: tra sintomi e terapia, la giusta dieta

“Non riesco a dimagrire, devo farmi controllare la tiroide?”. Questa frase l’avranno sentita migliaia di volte professionisti della nutrizione e della salute di tutto il mondo. Un’altra molto ricorrente, dall’altro lato della scrivania è “La mia paziente non dimagrisce più: le faccio controllare la tiroide?”.

Va bene, controlliamo questa benedetta tiroide e vediamo cosa viene fuori. Il T3 è basso, ipotiroidismo. Perciò non dimagrisci!” Da qui nascono le seguenti psicosi:

  • Lato paziente: “Non è giusto, perché proprio io? Dovrò stare a dieta per sempre?”
  • Lato Nutrizionista: “Visto che il suo metabolismo è bloccato, devo ridurre le porzioni della sua dieta, soprattutto i carboidrati!”
  • Lato Endocrinologo: “Più Eutirox per tutti. Tanto costa poco, la complianza sarà massima.”

Che ne dite di analizzare il quadro, insieme, con calma e razionalità, prima di ricorrere alla dieta paleo per le malattie autoimmuni? Che poi, queste malattie autoimmuni… Non mi allargo, saranno oggetto di un futuro articolo.

Dieta e tiroide: la giusta direzione tra causa e conseguenza

“La tiroide non mi funziona bene, quindi non riesco a dimagrire”. Giusto? E se invece fosse: “Non riesco a dimagrire, quindi la tiroide non mi funziona bene”? Vorrei sapere come mai nel mondo della nutrizione e della salute si tenda sempre a focalizzarsi su una questione guardandola “da dietro”.

Un po’ come la storia del cortisolo alto al mattino, che ci spinge a pensare di dover mangiare carboidrati per doverlo abbassare. Perché, invece, non pensare al fatto che il cortisolo si elevi proprio per darci le energie necessarie per farci svegliare? Passiamo oltre, anche questo sarà oggetto di un futuro articolo.

Torniamo alla nostra tiroide. Ebbene sì, la dieta fa abbassare la funzionalità tiroidea (1). Se trovate strano quanto detto è perché non avete ben chiare le basi dell’Endocrinologia. Ma non serve essere dei post-doc per arrivare a una conclusione del genere: dovete pensare dal lato del corpo, piuttosto che guardare il corpo dalla vostra prospettiva.

Cosa succede quando facciamo una dieta, applicando dunque una restrizione energetica? Che il nostro organismo risponde in modo tale da preservare il più possibile le scorte energetiche. Il che significa cercare di ritenere quanto più grasso corporeo possibile e smantellare quanta più massa magra possibile.

Restrizione calorica e funzionalità tiroidea

Senza scomodare tutta l’orchestra di ormoni e sostanze che entrano in gioco in questo processo, concentriamoci sugli ormoni tiroidei, protagonisti di questo articolo. Dobbiamo anzitutto sapere che la tiroide produce T4 (forma inattiva degli ormoni tiroidei), che viene trasformato nel fegato e nei tessuti periferici in T3 (forma attiva).

Il T3 nei tessuti periferici determina rilascio di energia dalle scorte presenti: acidi grassi dal grasso corporeo, aminoacidi dal tessuto muscolare dal quale si ricavano aminoacidi e glucosio dal glicogeno (principalmente epatico, poco muscolare).

Va da sé che se le scorte energetiche sono carenti, l’organismo mette in atto dei meccanismi di difesa per non perdere ulteriormente grasso e massa proteica. Come? Abbassando la produzione di T3!

Abbiamo quindi scoperto che la dieta (o restriziona calorica) abbassa il T3. Vediamo dunque cosa non fare se la tiroide non funziona bene a causa della dieta.

La soluzione a tutti i mali è ben lontana dall’essere l’Eutirox

Cosa accade quando il nostro caro Endocrinologo prescrive Eutirox a chi, dopo una dieta restrittiva, si trova i valori di T3 sotto la norma? Niente di buono, ma sempre meglio Eutirox che Cytomel! Se non state capendo, vi spiego subito.

Eutirox è l’equivalente sintetico del T4. Cytomel lo è del T3. Se il nostro corpo si sta difendendo da una restrizione energetica abbassando il T3, secondo voi quanto può essere saggio alzare il T3 in maniera innaturale, farmacologica? Direi che è da incoscienti. In questo modo non si fa altro che indurre tutti quei processi che il nostro corpo cercava di rallentare: perdita di tessuto magro e massa proteica, da muscoli, ossa e organi.

Con l’Eutirox i danni sono minori, dal momento che post-dieta la conseguenza si riflette in una diminuzione della conversione del T4 a T3 a livello epatico. Se la conversione è inibita, aggiungere T4 non fa aumentare considerevolmente i livelli di T3, ma potrebbe avere dei vantaggi sulla soppressione della produzione di TSH (2).

Il TSH è l’ormone di stimolazione della tiroide, prodotto dall’ipotalamo per indurre la tiroide a produrre T4. Il TSH è regolato dai livelli di T3 e T4 circolanti, che ne sopprimono la produzione. Questo ha senso: se sono presenti già buoni livelli di ormoni in circolo, non è saggio stimolare ulteriormente la tiroide per produrne ancora.

Il problema è uno e di facile risoluzione: ipotiroidismo subclinico e dieta

Tiroidite di Hashimoto e disfunzioni autoimmuni? Infiammazione indotta da Neu5Gc? Prima di pensare a cose troppo complesse, facciamo un passo indietro e controlliamo la dieta: l’apporto energetico e il cibo che mangiamo possono ripristinare i valori tiroidei e far funzionare la “ghiandola del metabolismo” al meglio.

Nota bene: questo non significa che le tiroiditi e i problemi autoimmuni debbano essere presi sottogamba: saranno proposte soluzioni ad hoc anche per questi. Quello che voglio dire è che spesso un problema viene percepito come primario, quando in realtà è conseguenza di qualcosa di più profondo.

Cominciamo subito col dire che l’Eutirox, in questo caso, potrebbe non dare alcun vantaggio (3). Ma vediamo di capire come si presenta l’ipotiroidismo subclinico e come fare per risolverlo. Stanchi, affaticati, irritabili, freddolosi, con la pelle secca e opaca e i capelli deboli? Probabilmente la vostra tiroide non sta funzionando al meglio.

Se poi fate dei dosaggi ormonali e trovate DHEA-S e testosterone bassi, T4 elevato elevato, T3 basso e TSH elevato… Cominciate a pensare a come risolvere la situazione e a considerare tutti gli stressor che agiscono sul vostro corpo (dieta, allenamento, carenza di sonno, distribuzione dei pasti, stress psicologici) per ripristinare una corretta produzione degli ormoni tiroidei.

I tre migliori alimenti per la tiroide

Uno studio (4) ha dimostrato come la presenza di certi alimenti nella dieta potesse risolvere la condizione di ipotiroidismo subclinico. Ai soggetti dello studio è stata somministrata una dieta con tre porzioni di carne (grassa) a settimana, verdure a foglia verde larga almeno cinque volte a settimane e prodotti caseari interi (latte intero o burro, ogni giorno) e i valori tiroidei si sono normalizzati.

Gli alimenti grassi e gli acidi grassi saturi migliorano la funzionalità tiroidea? Forse sì, forse no. Secondo alcuni studiosi non è l’aumento degli acidi grassi saturi ma la diminuzione degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) a ripristinare il T3 (5). C’è di più: i cibi prescritti nello studio sopra citato contengono ottime dosi di ferro, iodio, vitamina A e rame, micronutrienti utili per la funzionalità tiroidea.

Raccomandazioni pratiche pronte all’uso

L’ipotiroidismo sublicinico fa parte di un quadro più generalizzato di stress indotto da dieta, allenamento e stile di vita non idonei al nostro corpo. La soluzione è dunque multifattoriale. Interessato è, infatti, anche l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, per cui va ripristinato anche quello.

Soluzioni dietetiche

A livello dietetico, sono tre le cose da ricordare (a parte prendere gli integratori, elencati giù): aumentare i carboidrati ad almeno 150 grammi al giorno, evitare il digiuno intermittente (il che porta a concludere che i carboidrati debbano essere distribuiti, almeno in 2 o 3 pasti) e consumare cibi “ricchi” come fegato, frattaglie, burro, olio di fegato di merluzzo, tuorli, cocco (6).

Questi cibi, ricchi non solo di grassi e acidi grassi saturi, sono ricchi di microelementi quali iodio, zinco, selenio, rame, cromo, manganese, vanadio, con un ruolo importante nella salute della tiroide (6)

Integratori consigliati

Lo iodio e il selenio sono al primo posto tra gli integratori utili al ripristino del corretto funzionamento della tiroide. 50 mg dell’uno e 200 mcg del secondo, una volta al dì, sono ciò che serve per lo scopo proposto.

Saggia scelta costituisce l’aggiunta di 1 grammo al giorno di vitamina C, per migliorare l’assorbimento dello iodio (7) nonché proteggere dallo stress ossidativo. A tale scopo, fondamentale diventa l’N-acetilcisteina per ripristinare il glutatione ridotto nel fegato e quindi l’attività della deiodinasi (che, ricordate, converte il T4 in T3) (8).

Anche il DHEA, in dosi di 50 mg al giorno, può essere utile, dal momento che bisogna pensare anche all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In tal senso, è da evitare la caffeina e gli stimolanti in genere: questi richiedono che le surrenali producano cortisolo, affaticando queste ghiandole ulteriormente.

Allenamento

L’allenamento deve essere ben programmato per evitare stress eccessivo. Bisogna tenere presente che chi è soggetto a questo tipo di problematiche lo sarà sempre e il suo allenamento dovrà essere regolato di conseguenza.

Non gettarsi in lunghe sedute di allenamento aerobico, effettuare allenamenti anaerobici basati su scatti o sforzi di breve durata e molto intensi, è sicuramente una buona strategia da seguire mentre si cerca di ripristinare la funzionalità della tiroide.

Stile di vita

Il sonno e gli impegni lavorativi dovrebbero essere ben regolati. Senza entrare nel dettaglio, dal momento che saranno pubblicati articoli in merito, bisognerebbe cercare di ripristinare il ciclo circadiano tramite il modo in cui ci si espone alla luce e si dorme. È bene dormire in stanze completamente buie ed esporsi alla luce al risveglio.

Gli impegni della vita lavorativa non dovrebbero influire e intralciare il relax e la vita di tutti i giorni: darsi degli orari e delle scadenze piuttosto che rincorrere freneticamente, senza mai raggiungerli, determinati traguardi, è certamente un valido contributo che può ridurre lo stress a carico del corpo intero.

Riferimenti

  1. Fontana L et al. Effect of long-term calorie restriction with adequate protein and micronutrients on thyroid hormones. J Clin Endocrinol. Aug, 2006.
  2. Fatourechi V. Sublinical hypothyroidism: an update for primary care physicians. Mayo Clin Proc. Jan, 2009.
  3. Pearce EN. Update in lipid alterations in subclinical hypothyroidism. J Clin Endocrinol. Feb, 2012.
  4. Gawlik A et al. Subclinical Hypothyroidism in Children and Adolescents: Is It Clinically Relevant? Int J Endocrinol. 2015.
  5. Ullrich IH et al. Effect of low-carbohydrate diets high in either fat or protein on thyroid function, plasma insulin, glucose, and triglycerides in healthy young adults. J Am Coll Nutr. 1985.
  6. Neve J. Clinical implications of trace elements in endocrinology. Biol Trace Elem Res.
  7. Abraham GE, Brownstein D. Evidence that the administration of Vitamin C improves a defective cellular transport mechanism for iodine: A Case Report. www.optimox.com.
  8. Flanagan RJ, Meredith TJ. Use of N-acetylcystein in clinical toxicology. Am J Med. Sep, 1991.

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Commenti (61)

  • lorenzo Candela

    lorenzo Candela

    26 Aprile 2016 at 13:10 | #

    Grande articolo! Semplice e completo. Chiedo qua, in modo che la risposta possa risultare utile a chi ha lo stesso dubbio: anche chi soffre di sindrome da basso T3, quindi con T4 e TSH nella norma dovrebbe evitare lunghi periodi di digiuno e scendere al di sotto di 130/150g di carb al giorno?
    Grazie :)

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    12 Gennaio 2017 at 12:45 | #

    Ciao Lorenzo

    Mi ero perso questo commento!

    Io direi di sì. Meglio essere più "soft" in questo tipo di problematiche.

    Leggi anche questo, che potrebbe interessarti visto la domanda.
    http://www.oukside.com/blog/fitness/item/squilibri-tiroide-rt3

    Rispondi

  • Chiara

    Chiara

    11 Marzo 2017 at 13:32 | #

    Chiedo anche io se posso visto che non ho mai letto così tante informazioni utili in un articolo.
    Ma se è il T4 ad essere basso e il T3 nella norma, la dieta c'entra qualcosa?
    Grazie :)

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    13 Marzo 2017 at 08:29 | #

    Ciao Chiara,

    In quel caso sarebbe utile osservare cosa succede "ai piani superiori" (ipofisi/ipotalamo) e se c'è della produzione ectopica. Questo T3 da qualche parte dovrà venire! :)

    In tal caso io credo la dieta sia meno influente, perché questa incide molto più proprio sulla conversione T4 -> T3 (la restrizione diminuisce questa conversione).

    C'è un PERO': di quale T3 parliamo? Perché se lo metti tutto insieme (con l'rT3) quanto appena detto (in questo commento, intendo) "salta". In questo caso leggi questo: http://www.oukside.com/blog/fitness/item/squilibri-tiroide-rt3

    Spero di essere stato utile.

    Un saluto.

    Rispondi

  • Simona

    Simona

    06 Aprile 2017 at 19:26 | #

    Salve,
    ho letto di tf3 o ft4 alti, ma a me è stato riscontrato che sono nella norma, ho solo tsh alto a 7,56.
    Io già uso sale (anche troppo..tanto che amici dicono che ne uso troppo)...

    Anche nel mio caso dovrei :
    integrare:
    Iodio 50mg al dì
    Selenio 200 mcg ak dì
    1gr vitamina C al giorno
    N-acetilcisteina (che non sò cos'è)
    DHEA (che non sò cos'è)
    Evitare Caffè (ma tanto non ne bevo)
    Esporsi al sole ogni giorno appena sveglia e fare movimento giornaliero ma senza sforzare troppo.
    ?
    Mi hanno anche detto di non mangiare farine, zucchero e dolci,...ed un sacco di roba tra cui: frutta dolce (ma la frutta per me è tutta dolce), miele, manzo, ecc..
    Inoltre io sono portatrice sana di anemia mediterranea e tendo all'anemia, il mio quesito è posso seguire una dieta che mi aiuti con tsh alto (ricordo ft3 e gt4 normali) ma non mi danneggi in altro?
    Grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    06 Aprile 2017 at 19:54 | #

    Ciao Simona,

    Rispondere a questa tua domanda non è così semplice in quanto - purtroppo - non basta del corpo vedere il "qui e ora" ma bisognerebbe anche conoscere la tua storia. In particolare, in questo caso, non ci basta sapere che il TSH sia elevato ma bisognerebbe capirne la causa indagando a fondo.

    Quindi, in linea di massima, sono validi tutti i consigli che leggi e quelli che ti hanno dato. Se alcune cose non le conosci, semplicemente non considerarle neppure; meglio non prendere nulla che prendere senza sapere se su di te potrebbero sortire un buon effetto.

    Mentre il resto da te citato non è pericoloso in sé anche se dovresti chiedere sempre parere al tuo Medico o Specialista che ti segue.

    Lo stesso dicasi per la "dieta", che è qualcosa di molto più ampio e complesso e non deve essere ridotta a un semplice schema; potresti beneficiare di una dieta mal fatta che però agisce esattamente sulle cause della tua condizione, facendoti migliorare, e magari avere svantaggi con una dieta "perfetta sulla carta" che però non è appropriata a te (ti ricordo che ci vorrebbero anche tanti altri dati, come composizione corporea, tipo, preferenze alimentari, risposta ai diversi nutrienti, etc.).

    Se non hai nessuna "guida", potresti affidarti ai Professionisti del Team, che arrivano alla strategia dopo un processo che comprende varie domande e un lungo questionario per capire chi/cosa c'è dietro la situazione che descrivi:

    http://www.oukside.com/ptcoach

    Un cordiale saluto.

    Rispondi

  • francesco ragone

    francesco ragone

    12 Settembre 2017 at 10:35 | #

    Ciao Vince. Una domanda, siccome per i pazienti ipotiroidei io vado di ciclizzazione dei carboidrati. tenendo le proteine 1,5g/kg e i grassi 0.8-1g/kg. Meglio non scendere in caso di ipotiroidismo sotto i 130/150g/kg di carboidrati al giorno? Ho una ciclizzazione con carbo 150 on e 100 off avrebbè senso? ovviamente arrivati ad una fase di stallo esco dalla ciclizzazione e faccio 1-2 settimane in normocalorica. Che ne dici Vins? io vorrei capire se è cosi sbagliato scendere sotto questi 150g di carbo famosi

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    12 Settembre 2017 at 10:48 | #

    Ciao Francesco,

    Come hai detto tu va bene e, sì, è bene considerare le cose su un time frame non di poche ore ma di qualche giorno.

    È vero che potrebbero non essere utili diete ciclizzate spinte (e.g. 0, 0, 250, 0 0, 0, 500) anche se la media sarebbe la stessa, ma una moderata ciclizzazione può invece essere molto proficua (come quella da te illustrata).

    ;)

    Un caro saluto

    Rispondi

  • francesco ragone

    francesco ragone

    13 Settembre 2017 at 16:04 | #

    Grazie mille Vins :D leggo quel link che mi hai mandato in privato e continuo a massacrarti di domande :D

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    14 Settembre 2017 at 09:24 | #

    Non rientrando nella nostra netiquette parlara all'orecchio in pubblico, questo è il link di cui si parla: https://www.oukside.com/blog/motivazione/potenza-credenze

    Per capire che a volte ci si concentra su fattori iper specifici perdendo di vista il quadro generale.

    Nel quadro generale rientrano le credenze, "potenti farmaci" per la salute generale.

    Un caro saluto,
    Vincenzo.

    Rispondi

  • Francesca

    Francesca

    17 Settembre 2017 at 15:40 | #

    Ho letto questo interessantissimo articolo poiche dalle ultime analisi è emerso un tsh nella norma e T3 e T4 un po bassi. Contestualmente ho emoglobina, ferritina basse. Posto che faró ulteriori accettamenti clinici, è possibile che questo sbalzo sia dovuto a diete fai da me unite a intense sedute di allenamento??tutto ció ha comportato negli ultimi mesi un non equilibrato diario alimentare.
    Grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    18 Settembre 2017 at 09:26 | #

    Ciao Francesca,

    decisamente sì. Conviene che ti ri-regolarizzi dal punto di vista dietetico e dell'esercizio per poi eventualmente ripetere le analisi.

    Queste ultime, in ogni caso, non dovrebbero fuorviarti, ricorda che sono delle "istantanee" e vanno valutate in un contesto molto ampio.

    Un caro saluto,
    Vincenzo

    Rispondi

  • annalisa

    annalisa

    19 Settembre 2017 at 10:24 | #

    Ciao Vincenzo,
    anni fa mi è stato riscotrato ipotiroidismo di Hashimoto e il medico mi ha prescritto l'eutirox.. inzialmente da 25 e poi da 50. Mi alleno 3 volte a settimana, in modo intenso, e uso un termogenico bruciagrassi: pensi ci siano controindicazioni? Lo devo dire al medico? Grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    19 Settembre 2017 at 10:36 | #

    Ciao Annalisa,

    I termogenici lavorano sempre interferendo con surrene e tiroide. Meglio prestare (più) attenzione rispetto a chi non ha problemi su queste ghiandole.

    Io sono per sospenderli del tutto, eventualmente utilizzando estratti naturali (non per questo senza azione farmacologica), ma SEMPRE a cicli, come ad esempio in questa guida: https://www.oukside.com/shop/risorse-gratuite/caffeina-stimolanti-fitness-sport

    In ogni caso, rivolgiti sempre a personale esperto (Endocrinologo) per queste problematiche.

    Un caro saluto,
    Vincenzo

    Rispondi

  • carlotta

    carlotta

    05 Ottobre 2017 at 12:01 | #

    anche io soffro di tiroidite di hashimoto e assumo eutirox 50. pensi ci possano essere interferenze se assumo un termogenico con tirosina e iodio?
    grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    06 Ottobre 2017 at 10:26 | #

    Ciao Carlotta,

    I termogenici agiscono sempre sull'asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide. Alla lunga non sono proprio il top e vanno sempre in un certo senso "ciclizzati".

    Caffeina, stimolanti & co. sono sostanze farmacologiche; che siano farmaci ma presi così alla leggera dipende solo dal fatto che la caffeina è commercializzata a bassissimo costo.

    Già senza problemi vanno utilizzati con un certo grado di attenzione; in situazioni di alterazioni tiroidee, l'attenzione è esponenzialmente aumentata. Se non sei esperta nel settore, ti consiglio di non affidarti ai termogenici (lasciano il tempo che trovano in ogni caso).

    Spero di aver chiarito.

    Un caro saluto

    Rispondi

  • carlotta

    carlotta

    06 Ottobre 2017 at 11:13 | #

    Grazie, molto esaustivo.
    Conosci un bravo endocrinologo a Venezia?

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    06 Ottobre 2017 at 12:03 | #

    Ciao.

    Aspettiamo gli altri che potrebbero aiutarti. Io non ne conosco, mi 'spiace.

    A presto.

    Un caro saluto

    Rispondi

  • wanda rizza

    wanda rizza

    07 Ottobre 2017 at 08:59 | #

    Ciao Carlotta,
    potresti contattare Alfredo Saggioro, che non è endocrinologo ma si occupa di Medicina Funzionale anche per quanto riguarda i problemi della tiroide. Riceve a Mestre.

    Wanda

    Rispondi

  • Giovanna

    Giovanna

    02 Dicembre 2017 at 01:52 | #

    Ciao Vincenzo innanzitutto complimenti per gli articoli che scrivi sempre interessanti e utili. Ti volevo chiedere in caso di paziente in sovrappeso che non perde peso che ha TSH e fT3 alto e fT4 nella norma così come anche gli anticorpi antiperossidasi e antitireoglobulina che rientrano nel range di normalità cosa consigli da un punto di vista alimentare? Inoltre credi che la sua difficoltà a perder peso sia associata a questi valori? Grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    04 Dicembre 2017 at 10:59 | #

    Ciao Giovanna e grazie per le parole e il tuo commento.

    Per la domanda: l'associazione può starci, ma va chiarita la direzione causa->conseguenza.

    Qui ci sarebbe anche da prendere in considerazione il tempo in cui i vari "stressor" hanno agito:

    A. Da quanto sono così quei valori (ti rispondo io: "NON SI SA" - perché le analisi ti fanno vedere solo il qui ed ora)?
    B. Da quanto la persona è in "stallo" col peso?
    C. Quali altri stressor ci sono addosso?
    D. È così importante considerare quei valori su quella persona? (della serie "La vita non è solo tiroide" :) ).

    Un TSH elevato e un T3 elevato (ammesso che siano PIÙ elevati rispetto a un punto iniziale che non è stato controllato) potrebbero spiegarsi - ma senza possibilità di conferma in quanto NESSUNO fa questo tipo di analisi - con il fatto che le TBG (proteine leganti gli ormoni tiroidei) diminuiscono, specie all'inizio, con una restrizione calorica / dieta.

    Conseguentemente l'fT3 aumenta.

    Dovrebbe quindi diminuire anche il TSH, ma magari "non c'è stato tempo" per questo abbassamento.

    Tutto ciò è impossibile vederlo da analisi cliniche/laboratoristiche, perché abbiamo bisogno di un quadro dinamico e non statico (a meno che non ci si trovi in una clinica con possibilità di fare quelle analisi ogni 2-3 giorni). Motivo per cui lasciano il tempo che trovano per TUTTI i problemi secondari e non primari sulla tiroide.

    Il consiglio è: non fare MAI dosaggi degli ormoni tiroidei in persone che non avevano primariamente (prima di mettersi a dieta, iniziare attività, etc.) motivo di avere problemi tiroidei.

    Il motivo è semplice: chiunque, se si mette a dieta, avrà i sintomi tipici di bassa funzionalità tiroidea... Pelle secca, capelli sottili, unghie sfaldate, freddo, sonnolenza, torpore. Ma è cosa ovvia: è la risposta adattativa allo "stressor dieta".

    Fare analisi in quel contesto significa andarsi e convincere dell'esistenza di un problema fittizio, quando in realtà è un fisiologico (e vitale) meccanismo che DEVE mantenersi così com'è e non essere contrastato.

    Spero di essere stato utile.

    Un caro saluto,
    Vincenzo

    Rispondi

  • Martina Pellegrini

    Martina Pellegrini

    11 Dicembre 2017 at 17:05 | #

    Ciao Vincenzo,
    ho letto con interesse questo bellissimo articolo ed ho una curiosità e una domanda:
    1) attraverso quale meccanismo biologico ipotizzi che una dieta più ricca in grassi saturi e bassa in PUFA possa ripristinare la situazione? Forse per stimolazione indiretta dell'attività della deiodinasi epatica?
    2) piuttosto che semplicemente ridurre i PUFA in generale, non sarebbe bene precisare di mantenere un corretto rapporto tra omega 3 e omega 6?

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    12 Dicembre 2017 at 09:16 | #

    Ciao Martina, grazie per il tuo commento!

    Allora,
    1) Non voglio anticipare un articolo al quale sto lavorando in prima linea, ma ecco un anticipo...

    I carboidrati fanno aumentare la produzione di T3 da parte della tiroide, ma questo non è un bene come si pensa quando si vanno a fare Reverse Diet e cose simili...

    È un meccanismo di compenso perché... Più carboidrati = minore uptake di iodio da parte della ghiandola.

    I grassi (saturi) invece aumentano l'uptake di iodio, e sul lungo termine sono vincenti (e una dieta "sbilanciata" verso i saturi) risulta vincente perché modula in maniera appropriata uptake di iodio e funzionalità tiroidea.

    Vedi qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15142639

    2) Il che ci fa propendere verso l'ipotesi "Sono i grassi saturi a migliorare la funzionalità tiroidea" (sempre da https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15142639) e i PUFA un fattore collaterale.

    Certo, l'equilibrio o-3/o-6 va considerato, tenendo comunque a mente che - se si tratta di modulazione dell'infiammazione (cioè se stai pensando a quello come meccanismo) - quest'ultima è la determinante di un microcosmo in cui il bilanciamento o-3/o-6 (a meno che non parliamo di dieta totalmente sregolata) è solo una parte.

    Comincia a diventare una parte molto influente quando, come detto, parliamo di dieta totalmente sbilanciata.

    -

    Spero di essere stato utile
    Vincenzo

    Rispondi

  • Martina Pellegrini

    Martina Pellegrini

    12 Dicembre 2017 at 18:41 | #

    Grazie mille, davvero esaustivo! Ho visionato anche l'articolo che mi hai citato... non vedo l'ora di leggere il "sequel" che stai preparando :D

    Rispondi

  • Lorena DUrso

    Lorena DUrso

    10 Gennaio 2018 at 13:37 | #

    Esaustivo e chiaro come sempre. Non smetterò mai di complimentarmi. Colgo l'occasione per chiedere se, in caso di tiroidectomia, varrebbero le stesse indicazioni pratiche per combattere un plateau del dimagrimento. Grazie mille

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    11 Gennaio 2018 at 09:41 | #

    Grazie a te :)

    In merito alla tua domanda: tecnicamente in quel caso hai sostituzione farmacologica della ghiandola con ormoni assunti dall'esterno.

    Il problema: quando assumiamo sempre la stessa dose (ad esempio, 100 mcg di Eutirox) di ormone, stiamo bypassando i meccanismi di regolazione endogena (il nostro corpo non produrrebbe sempre la stessa quantità di ormone, proprio perché risponde ai cambiamenti ambientali e dello stile di vita).

    Una domanda potrebbe essere: e se quell'ormone assunto endogenamente non si convertisse bene a livello periferico (ammesso che venga assunto T4 e non T3)? Magari una maggiore assunzione di carboidrati (semplicemente non andare in "potenziale chetosi", cioè stare sopra i 120/150 g di carboidrati al giorno) potrebbe già risolvere la cosa.

    Per il resto: ci sarebbe appunto da capire nel dettaglio qual è "l'imbuto" che sta bloccando tutto.

    Spero di aver dato un input utile.
    Un caro saluto,
    Vincenzo

    Rispondi

  • omar

    omar

    09 Febbraio 2018 at 20:55 | #

    Le faccio i complimenti articolo esaustivo è stata una fortuna trovarlo. Io ho valori di S-tiroxina libera FT4 sempre nella norma e invece valori di S-Tiretropina FT4 che oscillano in un range fra 5940 ad un max di 7810. Credo sia ipotiroidismo subclinico, anche perché i sintomi come stanchezza mancanza memoria e apatia ci sono tutti. Ho letto degli integratori fra i quali iodio selenio e le dosi indicate, esiste un prodotto che li racchiude tutti oppure vanno acquistati singolarmente? Infine per quanto tempo assumerli e rifare controllo esami tsh?
    La ringrazio

    Rispondi

  • Galo

    Galo

    11 Febbraio 2018 at 05:03 | #

    Un genial artículo y bastante recomendable.
    Saludos

    Rispondi

  • Noemi

    Noemi

    12 Febbraio 2018 at 17:17 | #

    Salve, innanzitutto complimenti per l’articolo molto interessante! Volevo chiederle, ho appena ritirato gli esami della tiroide ed è uscito un TSH un po’ elevato 5.63 mentre Ft3 e Ft4 nella norma. Devo preoccuparmi? Consigli? Grazie mille!

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    13 Febbraio 2018 at 09:01 | #

    Ciao,
    potrebbe essere utile questo: http://www.biogroup.it/tireoage-low.html

    Un caro saluto

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    13 Febbraio 2018 at 09:02 | #

    Ciao
    Direi di non preoccuparsi prima di vedere altri esami e - naturalmente - se non ci sono sintomi tipici di un qualche problema a carico della tiroide...

    Un caro saluto

    Rispondi

  • Michele

    Michele

    13 Febbraio 2018 at 14:29 | #

    Complimenti per l'articolo esaustivo davvero ? assumo tirosint 50 da 2 mesi soffrendo da un ipotiroidismo autoimmune subclinico cronico, la mia domanda è, si può interrompere la cura e provare con cura naturale come la dieta dal momento in cui in tutti gli analisi fatti ft3 e ft4 sono sempre regolari a differenza del tsh che oscilla sempre tra valori normali e non, fin da bambino? Nelle ultime analisi tutto regolare dopo i 2 mesi di tirosint tranne gli anticorpiperossidasi che son risultati molto alti.. Grazie in anticipo

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    13 Febbraio 2018 at 15:03 | #

    Ciao Michele,
    su questo sarebbe più idoneo parlare col proprio Medico Curante, perché la terapia sia aggiustata in base alla risposta del proprio corpo.

    Nel caso comunque di problemi auto immuni le cose sono più delicate, e la tiroide potrebbe avere funzionalità alterata a prescindere (non per questo in maniera completamente indipendente) dalle scelte dietetiche/di stila di vita.

    Un caro saluto

    Rispondi

  • Germánico

    Germánico

    14 Marzo 2018 at 20:42 | #

    Un estupendo texto y muy aconsejable. Enhorabuena

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    31 Marzo 2018 at 02:39 | #

    Articolo da lezione. Grazie! Volevo chiedere una cosa. Fino al 2016 mai avuto problemi di tiroide o metabolismo. Longilineo, ho sempre mangiato tutto senza mai ingrassare.....a parte maniglie e pancetta frutto anche di scarsa attività fisica e dieta cmq in surplus.
    Fino quando a 39 anni (si perde il senno) e decido di mettermi a dieta. In meno di un anno, facendo digiuni e mangiando insalate, passo da 90 a 70. Sono 185 cm. Decido poi di iscrivermi in palestra e dopo più di un anno intenso e continuato iniziano i problemi. Il primo sintomo temperatura corporea che si abbassa ad una media 36.2, extrasistole, mani e piedi freddi. A seguito di un mal di gola che va e viene da un mese faccio una eco alla tiroide che esattamente 10 mesi fa stava bene, ma adesso la trova.un po disomogenea. Mi prescrive analisi che ho fatto e la settimana prossima ritirero. Ora a naso credo di aver fatto un guaio. Spero di non aver compromesso nulla. Magari sarà una semplice tiroidite....ma ho bisogno di invertire la rotta. Come mi consiglieresti di procedere? Reverse diet o cosa? Per gli allenamenti come posso fare? Grazie ancora

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    31 Marzo 2018 at 12:25 | #

    Ciao Mario

    ritengo che la prima cosa da fare sia: non focalizzarsi troppo sul problema, bensì affrontarlo come una cosa che "è lì" e semplicemente fa il suo corso insieme al resto.

    Come da articolo, la tiroide risponde a qualcosa... Tu hai "sintomi" tipici che si riscontrano dopo un dimagrimento, e il corpo ci mette un po' per assestarsi.
    Devi considerare che ora si trova a un peso inferiore a quello a cui tenderebbe, per cui mette in atto tutti gli adattamenti del caso, che tu stai vivendo sulla tua pelle.

    La prima cosa è sicuramente puntare a costruire massa muscolare; in questo modo, garantendo un innalzamento del peso corporeo ma senza de facto ingrassare (cioè migliorando la composizione corporea) l'organismo allenterà il suo "stato di allerta".
    Non dico che in questo modo sparisca la disomogeneità che hai riscontrato alla tiroide, ma il fatto che il corpo abbia messo in moto "qualcosa" (per adattarsi a quella perdita di peso) ha sicuramente influito.

    Quindi a mio avviso non occorre nessuna enfasi particolare se non mantenere una costanza per garantire una buona composizione corporea; nel corso del tempo verrà raggiunto un equilibrio che si attesterà attorno a questo nuovo stato.

    Questo senza, ovviamente, trascurare controlli periodici per capire come risponde la tiroide.

    Spero di essere stato utile
    un caro saluto

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    31 Marzo 2018 at 13:06 | #

    Grazie, chiarissimo come sempre.
    Adesso é una settimana che non mi alleno, mi sento un po spossato. Vorrei riprendere martedi, o aspetto gli esami e poi valutiamo? In modo anche da reimpostare una corretta dieta con i macro appropriati. Ne approfitto ancora per chiedere se si possono fare e quanto costano analisi per il rt3.

    Augurissimi per una serena Pasqua di Risurrezione a tutti voi!

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    31 Marzo 2018 at 13:20 | #

    Grazie e auguri anche a te.
    In linea di massima ti direi che non c'è motivo per smettere di allenarsi (a patto che non ci si "SOVRALLENI" ;) ).

    Per l'rT3 riferisciti a questo articolo -> https://www.oukside.com/blog/benessere/volti-nascosti-tiroide

    Rispondi

  • Pina

    Pina

    02 Aprile 2018 at 12:03 | #

    Salve, grazie per questi articoli e le risposte che mi avete dato negli altri post. Che cosa intendete per carboidrati? Ho letto in altri articoli che potrebbero essere una causa dei problemi alla tiroide. In alcuni reset tiroidei vengono addirittura eliminati. Grazie ancora e buona Pasquetta a tutti.

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    02 Aprile 2018 at 12:16 | #

    (ri) Ciao Pina :)

    Carboidrati = riso, patate, pane...
    tutto questo non toglie di mezzo il discorso "qualità".

    Eliminare i carboidrati è quasi sempre sbagliato e sicuramente non utile per un "reset".

    Tante cose vengono dette in merito, ma si concentrano su dettagli invece di vedere il funzionamento reale.
    Al massimo si può parlare di introdurre meno glutine, meno zuccheri, e meno cibo spazzatura...

    ma mai nella vita intenderemo carboidrati = pasta e pizza bianchi raffinati.

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    11 Aprile 2018 at 20:57 | #

    Salve,

    Ho ritirato le analisi.
    Tsh ft3 ft4 pth normali, altissimi invece gli anticorpi tpo 600 e abtg 1200....mi inizio a preoccupare? ??Conviene fare esame diabete e rft3? Grazie..

    Rispondi

  • Nicola Triglione

    Nicola Triglione

    12 Aprile 2018 at 17:19 | #

    Buonasera Mario,
    Non c'è motivo di preoccuparsi quando gli ormoni rientrano nel range di normalità. Tuttavia la produzione di anticorpi depone per un processo cronico infiammatorio ai danni della tiroide. Le consiglio di trovare un professionista che si occupi di questa condizione supportando la funzionalità tiroidea con un piano nutrizionale ed una adeguata supplementazione.

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    12 Aprile 2018 at 18:34 | #

    Grazie, mi sono dimenticato di dire che anche la d3 era carente.
    Purtroppo non è facile trovare qualcuno bravo e con le giuste competenze in chiave attuale. Il medico di base ha detto che devo rassegnarmi perché la mia tiroide sarà distrutta e dovrò prendere eutirox. Girando in rete ho trovato un centro a roma che cura la tiroide con trattamenti biplogici e poi un libro di una dottoressa sulla dieta dei biotipi. Che consiglio potreste darmi? Anche di lettura. Conviene diventare vegetariano, vegani? Sono ancora in tempo per salvare la mia tiroide? Grazie a tutti

    Rispondi

  • Wanda

    Wanda

    13 Aprile 2018 at 11:41 | #

    Buongiorno Mario,
    non è assolutamente necessario diventare vegetariani o vegani, molti alimenti di origine animale come le uova e il pesce sono fondamentali per l'apporto di nutrienti chiave per la tiroide.
    Senz'altro la lettura di alcuni libri può esser utile, ma la invito ad affidarsi a un professionista che sia esperto di problematiche della tiroide, e di non mettere in atto diete o cambiamenti alimentari fai-da-te.
    Non sono affatto d'accordo con quanto detto dal suo Medico di base, messaggio decisamente allarmista. Seguendo un'alimentazione e integrazione mirate e soprattutto gestendo altri potenziali fattori di stress per la ghiandola tiroidea, la situazione potrebbe cambiare in positivo.
    Intanto supplementi la vitamina D quotidianamente. Le consiglio 2 cp di Vitamina D 2000 UI (Metagenics) da assumere sempre durante un pasto.
    A distanza non riesco a dirle molto altro, ma ribadisco la necessità di affidarsi a un professionista.

    Wanda

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    13 Aprile 2018 at 13:51 | #

    Buongiorno Wanda,
    Grazie per i consigli, lei può suggerirmi qualcuno, o magari lei stessa può seguirmi?
    Qui quelli che ho sentito la pensano tutti come il medico di base. Grazie ancora

    Rispondi

  • Wanda

    Wanda

    13 Aprile 2018 at 14:56 | #

    Posso seguirla anch'io, le chiedo però di scrivermi via email così le dico dove ricevo (Milano e Roma) .
    Email: drwandarizza@gmail.com

    Grazie!
    W

    Rispondi

  • Mario

    Mario

    13 Aprile 2018 at 15:31 | #

    Grazie dottoressa! Le scrivero sicuramente, perché c'è tanta confusione! Ad esempio leggevo la dieta di mozzi per la tiroide e dice di evitare tutti i cereali e la frutta. Mentre per altri andrebbero bene i cereali integrali e la frutta. Chi dice che troppe proteine acidificano e fanno male chi invece consiglia dieta prevalentemente con proteine! Mha....grazie ancora dottoressa, buon fine settimana

    Rispondi

  • Maddalena

    Maddalena

    02 Maggio 2018 at 23:01 | #

    Salve e complimenti per questi bellissimi articoli. Vorrei chiederti un consiglio. Ho una paziente con un BMI 47.1, 27 ANNI, da sempre obesa, 123 Kg, attualmente prende Eutirox 75 (lun-ven) e Eutirox 100 (sab-dom), per ipotiroidismo da TCA, il peso più basso che ha raggiunto è 97 kg, ha insulinoresistenza e iperinsulinemia, l'endocrinologa le ha anche prescritto la Metformina. Quale potrebbe essere l'approccio dietetico migliore? Dare una dieta con carboidrati 130/150 g o provare già a ciclizzarli? Sarebbe ipotizzabile, se non ci dovessero essere risultati con una dieta "normale", una chetogenica più in là o si aggiungerebbe un ulteriore stressor ad una situazione già drammatica? Grazie.

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    03 Maggio 2018 at 09:14 | #

    Ciao Maddalena e grazie a te.

    Dunque, SECONDO ME, a parte il trattamento per la tiroide - per quello attendiamo anche il parere della Dott.ssa Rizza o il Dott. Triglione - di base c'è che si sta trattando una "resistenza insulinica" con Metformina anche se la resistenza è secondaria alla condizione.

    Mi spiego: in una donna di quasi 100 kg, mi preoccuperei più se non avesse resistenza insulinica, ed è "normale" che l'abbia.

    Questo ci porta anche al tuo uso della parola "normale" in riferimento alla dieta: la situazione "normale" per questa persona è avere resistenza insulinica, quindi se la tua "dieta normale" è intesa come "da usare su persone nella media", e vuoi applicarla in questo caso, stai sbagliando modo di applicazione (cioè stai applicando qualcosa acriticamente indipendentemente dalla situazione).

    -- questo parlando senza avere la minima idea di cosa tu intenda per "dieta normale" (magari stai pensando alla cosa giusta, non so) --

    In linea di massima questa situazione richiede di 'giocare' un po' con i carboidrati.
    E fare su e giù è certamente utile nonché strategia che sarebbe da perseguire a lungo termine come "normale" per la vita di qualsiasi persona (in linea col funzionamento del nostro organismo nonché con gli stressor a cui siamo sottoposti abitualmente oggigiorno).

    Spero di essere stato utile.
    Un caro saluto

    Rispondi

  • Nicola Triglione

    Nicola Triglione

    04 Maggio 2018 at 06:58 | #

    Ciao Maddalena,
    E' probabile che l'ipotiroidismo sia multifattoriale ed oltre alla componente autoimmune, l'aumento del TSH sia causato da resistena leptinica ed alta concentrazione di citochine infiammatoria circolanti come avviene tipicamente in soggetti obesi. Inizialmente mi concentrerei sulla perdita di peso rivalutando ogni tre mesi l'intera funzionalità della tiroide per adeguare/modificare la terapia sostitutiva.

    Rispondi

  • Maddalena

    Maddalena

    04 Maggio 2018 at 07:44 | #

    Grazie mille per le vostre risposte. Per il momento penso che mi orienteró verso una dieta con carboidrati ciclizzati (avevo pensato anche di darle un'oloproteica ma la paziente è poco propensa e poco compliante). In effetti la paziente lamenta diversi sintomi riconducibili a questo quadro clinico: stanchezza, spossatezza, malessere generalizzato. Inoltre ha anche VES alta. Per ora è prioritaria la perdita di peso. Grazie per le vostre risposte.

    Rispondi

  • Daisy

    Daisy

    19 Maggio 2018 at 01:08 | #

    Me ha apasionado este post y nunca antes había estudiado
    una opinión como esta sobre el tema, excelente ! Enhorabuena

    Rispondi

  • Azzurra

    Azzurra

    20 Luglio 2018 at 16:22 | #

    Salve, volevo chiedere una cosa.. io sono affetta da tiroidite di hashimoto da diversi anni, dalla gravidanza della prima figlia.ho 30 anni e prendo tirosint 0.75 cinque giorni su sette mentre i restanti due 0.50.ho iniziato da un mese circa una dieta tramite una dietologa alla quale ho esposto la malattia.ho perso all'incirca 5 kg e ho ripetuto le analisi comunicandole alla mia endocrinologa che ha ritenuto opportuno abbassare le dosi di 0.25 al giorno.mi chiedevo.. questo è dovuto alla funzionalità della dieta? Vuol dire che la tiroide sta pian piano riacquistando le sue funzionalità e per questo necessita di meno dosi? Non vorrei che ciò influisse sul corretto andamento della dieta.

    Rispondi

  • Wanda

    Wanda

    22 Luglio 2018 at 10:06 | #

    Buongiorno Azzurra,
    grazie per la domanda.

    E' senz'altro possibile che il calo ponderale (soprattutto se si tratta di perdita di solo grasso con conservazione del tessuto muscolare) abbia avuto un effetto positivo sia sul metabolismo generale sia su quello tiroideo, favorendo la conversione T4->T3 negli organi periferici.
    La riduzione del dosaggio di Tirosint non comporta di per sé alcun rischio, è anzi un modo per "dare fiducia" alla tiroide e vedere come risponde.
    Può esser utile una rivalutazione periodica degli anticorpi tiroidei come ulteriore conferma.

    Wanda

    Rispondi

  • mauro rocca

    mauro rocca

    17 Febbraio 2019 at 12:50 | #

    Buongiorno,
    Seguo una ragazza con tiroidite di Hashimoto che le causa ipotiroidismo, sulla supplementazione di iodio ci sono pareri contrastanti in letteratura, il suo endocrinologo le ha detto che non deve assumerlo assolutamente.
    Oltre che leggere gli studi di Brownstein, qual e' il tuo parere?
    Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      18 Febbraio 2019 at 08:29 | #

      Buongiorno Mauro,
      Rispondo non in merito all’argomento ma a una questione generale che riguarda i “contrasti” in letteratura.

      La realtà è che non esistono contrasti. A essere contrastanti sono solo e sempre le interpretazioni di tali dati.

      Per leggere e analizzare uno studio bisognerebbe armarsi di pazienza, un foglio di calcolo e occhiali da vista.
      Mettere tutti i dati nel foglio di calcolo e andare a calcolare le “forze” assolute e relative di ogni studio in base alla numerosità e i risultati ottenuti.
      (FERMO RESTANDO che il setting sperimentale sia adeguato)

      Questo perché...

      Se hai un esperimento riportato in uno studio in cui gli Autori concludono:
      “Sembra che, nel 90% dei casi, l’intervento non ha generato l’effetto atteso”

      è diverso se il campione studiato è di 100 persone oppure di 10.000 persone.
      Nel secondo caso avrai il 10% di persone in cui invece qualcosa di buono è successo. Il 10% sono, in quel caso e come esempio ipotetico, BEN 1000 persone.
      Dal punto di vista statistico, può restare un dato “poco significativo”, ma nel mondo reale saltare alla conclusione significherebbe considerare che quelle persone “non esistono”.

      Gli studi citati - selezionati per loro impatto sull’argomento e sui quali si può approfondire cercando “a ventaglio” - riflettono questo tipo di analisi e successiva sintesi.
      (Altrimenti sarebbe bastato dire “Ecco gli studi, leggeteli” :) ).

      Compito poi di chi lavora nel campo è fare i propri test, analizzare i risultati e (dati alla mano), trarre conclusioni sul “proprio campione di popolazione”.

      — Scusa l’intromissione, ma ci tenevo a sottolineare questo punto. Troppe volte viene detto che in letterature si trovano incongruenze o “tutto e il contrario di tutto”, la realtà è che si trovano solo se “si legge” a mo’ di storiella la letteratura scientifica.
      Non dico sia il tuo caso ma è facile farsi trasportare da questo modus operandi.

      La letteratura scientifica va non letta, bensì analizzata con rigore scientifico, cioè basandosi sui pilastri fondanti della Matematica e della Statistica.

      Spero di essere stato utile.

      Aspettiamo la Dott.ssa Wanda se vuole aggiungere qualcosa.

      Rispondi

      • mauro rocca

        mauro rocca

        18 Febbraio 2019 at 14:09 | #

        La ringrazio per la risposta.
        Sono d'accordo con lei in cio' che dice in linea generale ed ovviamente sul come analizzare la letteratura scientifica, visto che ho avuto anche la fortuna di vedere dall'interno queste dinamiche sugli studi sperimentali.
        Con risultati contrastanti intendo questo, le linee guida internazionali, che sulla carta fanno riferimento alle review ed agli studi sull'argomento, indicano un fabbisogno giornaliero di iodio di 150 mcg, invece secondo quanto qui sopra riportato si vanno a consigliare dosaggi molto maggiori, per qual motivo le linee guida in argomento non vengono aggiornate e valutate su questi studi? qui si crea il "contrasto" a cui mi riferivo.
        Nel caso esempio numerico che lei proponeva, la problematica e' quella dei fattori confondenti, se ha funzionato su solo su quella bassa percentuale di soggetti e' stato per via di questo trattamento o per via di altri fattori o per via di altri fattori non ha funzionato sugli altri? per questo la statistica mette un limite entro il quale puo' essere valido un risultato e dopo si cerca di risolvere quelle domande che ne vengono.
        Se no saremmo nel caos del tutto puo' andar bene a seconda della situazione e dei "dipende" che, come dite anche voi nel vostro bellissimo libro, non e' affatto una corretta via di pensiero.

        Tornando appunto a questo caso specifico mi chiedevo appunto perche' questa enorme differenza tra linee guida e apporto consigliato da queste ricerche citate, che intanto andro' ad analizzare.

        Grazie davvero per l'utile discussione.

        Rispondi

        • Vincenzo Tortora

          Vincenzo Tortora

          18 Febbraio 2019 at 18:08 | #

          Figurati, grazie a te
          (scusa, son per il "Tu', senza maleducazione, ma con meno formalismo :) ).

          Per ciò che chiedi in fondo, aspettiamo Wanda.
          Per quanto, invece, sopra... Eh... Bellissima domanda. E la risposta è spesso "Trovare il miglior compromesso". tra spinte a migliorare la salute, spinte socioeconomiche, statistica e tanto altro.
          Forze che non possiamo ben controllare...

          (a proposito dei "numeri" e la Statistica, consiglio il libro Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà.
          Ci sono spunti molto carini e molto di legato proprio a questo argomento: Scienza, Statistica, Matematica e... ERRORI -----> https://amzn.to/2GBFyDB )

          Rispondi

          • mauro rocca

            mauro rocca

            19 Febbraio 2019 at 11:04 | #

            Va benissimo il tu, e' un piacere discutere tra professionisti,
            Aspettando la sua risposta, sono andato ad analizzare un po' della letteratura di riferimento e, penso anche nel vostro interesse, vorrei discuterne con te e/o con lei in privato se avete una mail di riferimento.
            Ti ringrazio, anche per il consiglio su quel libro

            Rispondi

            • Vincenzo Tortora

              Vincenzo Tortora

              19 Febbraio 2019 at 12:39 | #

              Ciao,
              puoi lasciare la tua email nel form qui: www.oukside.com/contattaci

              Grazie! ;)

              Per tutti gli altri lettori: avremo premura di aggiornarvi qualora ci fosse bisogno di calibrare le informazioni sulla base di nuovi dati, studi e tutto ciò che possa essere utile a tal proposito.

              Un caro saluto

              Rispondi

  • Anonimo

    Anonimo

    06 Marzo 2019 at 01:00 | #

    Buongiorno Mauro,
    la tua domanda è più che legittima, me la sono posta anch'io numerose volte e ti ringrazio dunque per avermi dato l'occasione di ampliare il mio pensiero in merito.

    Quando decisi di scrivere questo articolo sapevo che stavo toccando un argomento molto controverso, ed infatti il mio scopo era ed è quello di porci domande critiche in situazioni simili a quella da te descritta.
    Ahimé In Italia (e non solo) non si parla come si dovrebbe dello iodio, nemmeno in termini più "light". Se dovessimo attenerci alle sole linee guida basterebbe comprare il sale iodato (ndr: mossa inutile!). Anyway, non è questo il punto. Io per prima all'inizio delle ricerche mi ero accorta che su Pubmed non esistessero i lavori di Brownstein, ma su questo non mi dilungo perché credo la risposta di Vincenzo (qui e via email) sia stata più che esauriente. Ho letto il libro di Brownstein, tutto quello che ho potuto trovare sul web (cercando dai server americani si trova qualcosa in più), seguito i gruppi FB creati da persone che assumono Lugol & co (e chi mi conosce sa quanto io NON sia social, ma la curiosità mi ha spinta a seguire quei gruppi proprio per capire quale fosse la linea di confine tra realtà e fantasia).
    Ho fatto tutto questo (e ho provato la soluzione Lugol su me stessa per circa due mesi, per verificare l'assenza di effetti collaterali e valutare se notavo differenze rispetto alla somministrazione di altri integratori per la funzionalità tiroidea) e in quel periodo ho scritto l'articolo, perché ho scelto di dar voce a una possibile strategia di integrazione per il trattamento di alcune condizioni tiroidee.

    Il mio pensiero è che la supplementazione dello iodio vada sempre decisa dopo aver effettuato la misurazione della ioduria nelle 24 hr e la iodiemia basale, mai a caso, sia in presenza di patologie auto-immuni che non. Ogni situazione è diversa dalle altre. Perché l'endocrinologo dice "no" a priori? Se ha una motivazione valida, saremo i primi a dire "ha ragione". Ma questa motivazione non è a mio parere l'apparente mancanza di scientificità degli studi di Abraham e Brownstein.

    Inoltre, ci tengo a dirlo, lo stesso Brownstein spiega che lo iodio va abbinato ad altri micronutrienti - vedi magnesio, selenio, vitamina C.

    Wanda

    Rispondi

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