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Positivi, immediati, concreti, specifici (PICS): impostare al meglio gli obiettivi

"Voglio migliorare": troppo astratto! Ecco come renderlo pratico...
Di Anna Bezzeccheri | 24 Ottobre 2018

Positivi, immediati, concreti, specifici (PICS): impostare al meglio gli obiettivi

“Voglio dimagrire” “Voglio aumentare la massa muscolare” “Voglio migliorare le performance nello sport” sono espressioni comuni di chi si avvicina al mondo del Fitness, della Nutrizione, della Salute. Qual è il problema di questi obiettivi?

Il problema è che questi sono obiettivi esterni, che a differenza degli obiettivi interni dipendono da cause esterne e quindi non sono sotto il controllo di chi cerca di raggiungerli.

Se sono esterni e fuori controllo, vuol dire che non bisogna cercare di ottenerli? No… Vuol dire che bisogna cambiare il modo in cui si presentano, agganciandoli ad obiettivi interni da cui dipendono e di cui sono conseguenza.

Per un Professionista o un Cliente non c’è niente di meglio di arrivare alla condizione in cui tutti gli attori che partecipano (chi elabora, chi segue) a “dieta per dimagrire” o “allenamento per la ricomposizione corporea” abbiano in testa questo:

Il peso / dimagrire / fare ricomposizione corporea / migliorare la performance / o qualsiasi altra reazione il corpo mostri a un certo cambiamento, sono conseguenza proprio di quel cambiamento.

L’obiettivo quindi è da cercare nel “come mettere in atto il cambiamento” e non nella conseguenza che genererà lo stesso.

Detto questo, uno step aggiuntivo per porsi sempre obiettivi nel modo giusto, è capire “come devono essere gli obiettivi” perché siano veri obiettivi.

Positivi: legati alla motivazione

Gli obiettivi devono essere “positivi”, contrapposti a “negativi”. Bisogna cioè muoversi verso qualcosa e non allontanarsi da qualcosa.

"Non voglio essere grasso" non è un buon obiettivo.

Non lo è neppure "Voglio essere magro". Semplicemente perché il peso e le forme corporee sono risultati che - per quanto Personal Trainer e Nutrizionisti ne dicano - sono fuori dal nostro controllo, non dipendono solo da quanto si mangia e quanto ci si muove.

Avoglia a dire "mangia meno e muoviti di più" o "Per dimagrire devi fare ipocalorica e spendere più calorie", fosse così semplice saremmo tutti magri, forti e muscolosi. Ambiente, stress e tanti altri micro (e macro) fattori fuori dal nostro controllo determinano il peso e le forme corporee.

Un buon obiettivo è "Voglio arrivare a un peso in cui posso sentirmi bene".

Immediati: devono potersi “vedere”

Che gli obiettivi siano immediati vuol dire che devono essere visibili di qui a poco tempo; da questo deriva il solito consiglio di “spezzettare il percorso in micro obiettivi”. E infatti...

Che debbano essere immediati non vuol dire che si debba pensare di poter ottenere il risultato subito, ma che un obiettivo deve essere spezzettato in altri obiettivi più piccoli (più vicini) perché siano tangibili e visibili concretamente.

L'obiettivo di prima, "Voglio arrivare a un peso in cui posso sentirmi bene", richiede del tempo e dovrebbe essere il goal finale.

Sarebbe bene spezzettarlo partendo ad esempio da qualcosa del genere: "Metto questi pantaloni, mi stanno ma un po' strettini; il primo passo sarà entrarci comodamente entro la fine del mese prossimo".

Concreti: devono potersi “toccare”

Sarebbe bene che gli obiettivi possano essere “toccati allungando la mano”. Cioè collocarsi in uno spazio che sia un po’ oltre lo stato attuale (fuori dalla cosiddetta comfort zone) ma non troppo da indurre a pensare che sia impossibile raggiungerli.

Gli obiettivi astratti sono certamente "pregiati", ma possono rimanere lì dove sono senza che ci si avvicini.

"Voglio arrivare a un peso in cui posso sentirmi bene" è certamente una vittoria per una persona (piuttosto che "Voglio perdere peso") ma non è ancora abbastanza. Resta ancora astratto.

Meglio, invece, quello utilizzato nel caso del pantalone "Voglio entrare in questo pantalone": il pantalone è un oggetto tangibile, la taglia (quindi la circonferenza vita/fianchi) pure. Significa che dei centimetri andranno persi e l'obiettivo in questo modo è concreto.

Specifici: devono poter essere espressi

Se non si riesce in parole semplici a definire un obiettivo, vuol dire che non è specifico abbastanza (o è ancora astratto).

"Voglio migliorare" è sia astratto sia aspecifico.

Migliorare cosa? Quando? Perché?

L'esempio del pantalone ci torna ancora in aiuto: "Voglio entrare in questo pantalone entro fine mese" è un obiettivo molto specifico, in termini di cosa e di tempo.

Si potrebbe aggiungere il perché (o meglio, esplicitarlo):

"Voglio entrare in questo pantalone entro fine mese, perché voglio sentirmi più comodo nei vestiti che indosso".

Un processo che risulta molto valido nell’individuare un obiettivo specifico è quello "dei 5 perché?": in questo modo si scava fino alla vera motivazione che è poi quella che aiuterà la persona ad essere più focalizzata.

Gli obiettivi devono essere sempre sotto il proprio controllo; si torna al discorso sul "Perdere peso" "Essere più magri" e come ottenerli.

Perdere peso è una conseguenza, non un impegno. È la conseguenza di mangiare meglio, fare allenamento, avere il giusto focus. L'obiettivo dovrebbe essere dunque cambiato in "Voglio iniziare a mangiare meglio / Fare esercizio / Sapere come mantenere la motivazione”.

Obiettivi “frattali”: annuali, mensili, giornalieri…

Un frattale è una struttura fisica che si ripete uguale a se stessa indipendentemente da quanto piccola è la “fetta” che si analizza. Immaginate il cavolo romano: se staccate una rosetta, è come un cavolo in miniatura; se da essa staccate un pezzetto, questo è ancora un cavolo in miniatura (più piccolo del precedente).

Gli obiettivi dovrebbero essere impostati seguendo un andamento simile: per quanto breve sia l’intervallo di tempo che si analizza, bisogna direzionarsi verso il raggiungimento di uno specifico obiettivo.

Dai macro-obiettivi a lungo termine si possono quindi individuare dei micro-obiettivi sul mese, sulla settimana e infine sul giorno. Questi permettono il focus necessario per essere motivati a realizzare un progetto a lungo termine, in quanto ricalcano le caratteristiche descritte in questo articolo.

Se l’obiettivo è - ad esempio - arrivare a idratarsi correttamente partendo da una condizione in cui ci si “dimentica di bere”, si può partire da scegliere di bere 10 bicchieri d’acqua al giorno (o, perché no, cercare di berne 2 dividendo la giornata coincidente con le proprie pause - entro le 11:00, entro le 13:00, entro le 16:00, entro le 20:00 e così via).

Altri esempi possono essere: fare tutte le ripetizioni di un esercizio previsto in un allenamento, come micro-obiettivo per il più grande “fare esercizio con costanza nella settimana”; dedicare 15 minuti al completo relax come micro-obiettivo del più grande “migliorare la gestione dello stress”.

Diventerà semplice e d’aiuto per la persona creare un diario con le task del giorno da “flaggare” e questo aiuterà il raggiungimento dell’obiettivo finale.

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