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Perché non dimagrisco?

Non cercare diete efficaci, non le troverai. Scopri su cosa concentrarti.
By Walter Mattia Parisi | 24 Gennaio 2019

Perché non dimagrisco?

“Adesso funzionerà, una volta per tutte!”, sono state le parole di Andrea, un ragazzo appassionato di Fitness che ha deciso di raggiungere la sua tanto agognata forma fisica ideale, dopo anni di tentativi con varie diete ed allenamenti.

È entusiasta perché ha trovato sul web un (ennesimo) “programma nutrizionale perfetto”. Ne parlano tutti, è stato un successo per persone in condizioni fisiche peggiori della sua (ha visto anche le foto del prima-dopo) e nella lista delle diete efficaci, risulta prima nella lista e… Ha anche uno di quei nomi accattivanti: Ultimate Body Program.

Questa volta però, per non fare di testa sua e ripetere i numerosi insuccessi passati, ha deciso di affidarsi ad un professionista.

Gli è stato consegnato il programma che desiderava, ma con talmente tante pagine da far invidia ad una tesi universitaria, dove sono indicati anche i millilitri di acqua da bere nei giorni dispari della settimana; eppure, questo non lo ha demoralizzato. Anzi: spinto dall’entusiasmo, ha deciso di intensificare anche gli allenamenti, spingendo il suo corpo al limite.

Dopo aver seguito pedissequamente tutte le grammature ed aver dato il massimo in ogni esercizio, è risalito sulla bilancia e non ha visto il peso di sempre, perché questa volta... è addirittura aumentato!

È stato allora che ha esclamato le fatidiche, tre parole: "Perché non dimagrisco?". Suona familiare? Vi siete rivisti nella situazione di Andrea e, come lui, avete messo in discussione ancora una volta quelli che ritenevati esercizi e diete efficaci? Tranquilli, ci siamo passati tutti. Ma se siete già impazienti di chiudere questa pagina per andare a cercare (di nuovo) come funziona la dieta del Facebook Fitness Guru o quale altro allenamento tentare, allora… Rallentate! Concedete alla vostra mente qualche minuto di relax, quanto basta per finire questo articolo: scoprirete perché spesso, tra tutti gli innumerevoli fattori che influenzano il numero della bilancia, la soluzione al problema non è da ricercare in cosa si fa, ma in come lo si fa.

Frenetica ricerca delle diete efficaci

“Ogni tipo di stress lascia una cicatrice indelebile, e l’organismo paga per la sua sopravvivenza ad un evento stressante diventando un po’ più vecchio.”

Le parole di Hans Selye - endocrinologo ungherese ricordato come il “Padre dello Stress” - sintetizzano magnificamente cosa accade al nostro corpo quando è sottoposto, e sopravvive (adattandosi e migliorando), a qualsiasi tipo di stressor.

Uno stressor è qualsiasi agente chimico o biologico, condizione ambientale, stimolo esterno o evento che causi il rilascio degli ormoni dello stress nell’organismo.

In poche parole, uno stressor è qualsiasi cosa che alteri l’omeostasi dell’organismo e lo induca al cambiamento, sia positivo che negativo.

Ogni stressor, sia esso fisiologico (i.e. caldo/freddo, rumori, infortuni, patologie, dolore), chimico (i.e. tabacco, alcol, farmaci) o psicologico (i.e. traffico, ritardi, discussioni, etc.), segue le tre fasi della General Adaptation Syndrome o GAS:

  • fase di allarme: la reazione iniziale allo stressor, che comporta:
    • ↑ catecolamine (epinefrina e norepinefrina);
    • ↑ ipotalamo-ipofisi-surrene (↑CRH, ↑ACTH, ↑cortisolo).
  • fase di resistenza: il corpo migliora le sue capacità di far fronte allo stressor e si adatta allo stimolo.
  • fase di esaurimento: il corpo esaurisce le risorse per tener testa allo stressor, il sistema immunitario collassa ed aumentano, per contro, le probabilità di infortuni, problemi cardiovascolari, infezioni e malattie.

Fase di esaurimento della risposta allo stress

Starete sicuramente pensando, a questo punto:

“Ma, allora, tutto ciò che ci circonda è uno stressor?” Sì, è esattamente così!

Ma non tutti gli stressor vengono per nuocere, anzi è fondamentale che l'organismo viva lo stress così come l’infiammazione ed il cortisolo elevato. In acuto sono fattori positivi, in cronico non sono auspicabili.

È anche per questo che non esistono "diete efficaci", ma solo la corretta introduzione di abitudini dietetiche in maniera mirata e ben temporizzata. Non si può "stare a dieta" per sempre. Vediamo perché...

La mancata risposta allo stress(or)

L’elemento chiave mancante nella corretta modulazione degli stressor è riassumibile in una sola parola: recupero.

Il grafico precedentemente mostrato è la rappresentazione di coloro che, come il nostro Andrea all’inizio dell’articolo, iniziano una nuova dieta e/o un nuovo allenamento senza prima concedere al corpo un adeguato recupero dal precedente stressor.

Se volessimo rappresentare la corretta risposta dell’organismo ad uno stressor, ridisegnando il grafico della GAS e cambiando il nome delle fasi in:

  • Omeostasi → Recupero (dallo stressor);
  • Allarme → Stimolo (dato dallo stressor);
  • Resistenza → Adattamento (del corpo allo stressor);

avremmo qualcosa di questo tipo:

Stimolo e risposta adeguate per generare adattamento

Dunque:

  • Nessuno stressor → Nessun adattamento/miglioramento
  • Stress → Infiammazione → Adattamento e miglioramento
  • Stress prolungato → Infiammazione cronica → Peggioramento/Burnout

Una volta raggiunto l’adattamento, non ha più senso continuare a stimolare il corpo, che è al massimo della capacità di trarre beneficio dallo stressor. In questo frangente, infatti, l’organismo non chiede nient’altro che recupero e ve lo farà notare, con segnali più o meno evidenti, tra cui lo stallo dei progressi (i.e. stressor non più “stimolante” o performante).

Di nuovo, ecco perché non esistono diete efficaci contro il "blocco metabolico" (se così lo si vuol chiamare): bisogna comprendere cosa sta succedendo più nel profondo. Perciò, armatevi di pazienza e... Continuate la lettura!

Tipi di stressor: Eustress e Distress

Immaginate di voler dare una spinta alla vostra motivazione, per lavoro o qualsiasi altro compito, e di mettere su del buon rock (stressor): le canzoni scorrono piacevolmente e vi lasciate trascinare dal ritmo degli strumenti, riuscendo a produrre meglio (stimolo).

Dopo 1-2 ore di ascolto, però, quasi non fate più caso a che musica state ascoltando (adattamento).

Ma voi amate il rock - chi non lo ama? - e decidete di aggiungere altre canzoni alla lista per “smuovere la situazione”; ma la situazione non cambia. Anzi, peggiora.

Quelle che prima erano “note”, ora sono diventate semplice “rumore” che crea disturbo nei vostri pensieri. Non solo non avete più piacere di ascoltare musica rock: non volete più ascoltare musica in generale (esaurimento).

La carica che avevate guadagnato, adesso è completamente sparita e siete persino un po’ infastiditi da suoni e rumori, una sensazione che non c’era prima di cominciare ad ascoltare musica (omeostasi finale < omeostasi iniziale).

Prima di tornare a desiderare un po’ di musica, sentirete la necessità di un lungo silenzio per mettere pace nei vostri pensieri (lungo recupero necessario).

Non fraintendetemi: il problema non è stato il rock (lo adoro, proprio come voi!), piuttosto la cattiva gestione dello stimolo.

Avete - usando i termini coniati da Selye - trasformato un Eustress o stress positivo in Distress o stress negativo, ignorando i segnali del vostro corpo. Cambiate l’argomento dell’esempio appena fatto da “musica” a "diete efficaci / allenamenti mirati", e avrete ricreato la situazione di Andrea e di coloro che si sono ritrovati, almeno una volta, nei suoi panni.

È difficile riuscire a catalogare uno stressor come Eustress o Distress, poiché spesso dipende dalla percezione soggettiva dello stressor, dal contesto in cui si verifica e dall’obiettivo che avete in quel momento.

Talvolta, lo stesso stressor è avvertito come Eustress o Distress dalla stessa persona, ma in contesti ed obiettivi differenti: riprendendo l’esempio sopracitato, ascoltare musica rock ad alto volume può essere stimolante durante un’impegnativa sessione di allenamento per aumentare la performance, ma essere un disturbo mentre cercate di chiacchierare con la persona che vi piace.

Ci sono, tuttavia, caratteristiche che identificano uno stressor come positivo o negativo, indipendentemente da percezione soggettiva, contesto ed obiettivo:

EUSTRESS o STRESS POSITIVO

DISTRESS o STRESS NEGATIVO

  • Crea motivazione
  • Focalizza le energie
  • È piacevolmente stimolante
  • È percepito come affrontabile e superabile
  • Migliora la performance
  • Migliora il mood
  • È a breve termine
  • Crea ansia e preoccupazione
  • Disperde le energie
  • È spiacevole
  • È percepito come al di fuori delle proprie capacità
  • Peggiora la performance
  • Può causare problemi fisici o mentali
  • Si perpetua nel tempo

Consigli per modulare gli stressor

Quando il corpo ha raggiunto la fase di adattamento o, peggio ancora, di esaurimento per uno stressor, ci sono principalmente due accortezze da prendere:

  1. Ridurre l’intensità dello stressor, specialmente in caso di Resistenza/Adattamento.
  2. Ridurre la frequenza dello stressor, specialmente in caso di Esaurimento/Burnout (oltre a ridurre l’intensità).

L’entità della riduzione dipende dalla gravità della situazione e dal contesto in cui ci si trova: quanto più a lungo si è esposti ad uno stressor e quanto più il contesto è sfavorevole, tanto più importante deve essere la riduzione.

Se cercate su Internet "diete efficaci per blocco metabolico" tutto questo non vi viene detto e si passa già a consigli per dimagrire decontestualizzati e probabilmente insostenibili per chi è ormai stanco di "seguire un'altra dieta" (o allenamento).

Di seguito, alcuni consigli concreti per modulare gli stressor Dieta e Allenamento e su come applicare le due modulazioni in caso di Resistenza/Adattamento e Esaurimento/Burnout.

Consigli generali per lo stressor “Dieta”

Questi sono gli aspetti della dieta sui quali concentrarsi durante il percorso di dimagrimento.

Alimentazione ipocalorica “a cicli”

La restrizione calorica è avvertita dall’organismo come una “situazione di emergenza”, poco importa il nobile fine per il quale iniziate una dieta e quanto questa sia annoverata tra le "diete efficaci": in ogni caso, non potrete tenerla vita natural durante.

Il deficit calorico comporta un progressivo abbassamento dei livelli di tireotropina, ormone luteinizzante, ormone follicolo-stimolante - rispettivamente TSH, LH, FSH - e leptina (3, 4): tutto si traduce in una riduzione del metabolismo basale, dimagrimento difficoltoso ed aumento del senso di fame.

Bisognerebbe evitare di protrarre il deficit calorico per più di 6-8 settimane, per impedire che il corpo si adatti alla restrizione calorica e riduca l’utilizzo del tessuto adiposo a scopo energetico.

Temporizzazione dei macronutrienti

Per rendere più produttivi i cicli di dimagrimento, sarebbe saggio distribuire i grassi e carboidrati in maniera differente durante la giornata, e possibilmente distanti tra loro.

Buone quantità di grassi durante la giornata, senza o con pochi carboidrati, inducono un aumento dell’ossidazione dei grassi stessi (5), riducendo di conseguenza l’ossidazione di glucosio a digiuno e con effetto risparmiatore sulla massa muscolare. Ciò è ottenibile introducendo dei grassi facilmente disponibili ed utilizzabili dai mitocondri, come gli MCT e SCT (Medium- e Short-Chain Triglycerides), di cui, ad esempio, sono ricchi il burro chiarificato “ghee”, il burro/olio di cocco, la massa di cacao.

Concentrare la maggior parte dei carboidrati e delle calorie la sera (limitando i grassi), oltre ad aver dimostrato in alcuni casi di migliorare dimagrimento e gestione dell’appetito in soggetti sovrappeso/obesi rispetto ad una dieta convenzionale (6), favorisce la compliance alla dieta e, aspetto da non sottovalutare, migliora il sonno notturno.

Come creare diete efficaci, davvero: porzioni e categorie alimentari

Non dover pesare ogni volta gli alimenti e dipendere dalla bilancia da cucina (o dall'app contacalorie e il Fitness tracker in voga...), permette di seguire una dieta flessibile, diminuire l’impegno mentale e ridurre il Distress, che invece, in concomitanza alla restrizione calorica, può accelerare lo stato pro-ossidante dell’organismo (2) e costringere ad un recupero anticipato.

Pasti liberi e ricariche di carboidrati programmate

Una volta a settimana, come ultimo pasto della giornata, concedersi tutto quello che si desidera, senza limiti di quantità e qualità (ma sempre con buon senso e consapevolezza). Se credete che questo consiglio non sia adeguato per il dimagrimento a lungo termine, vi rimando alla guida all'uso del pasto libero, che ne descrive nel dettaglio i vantaggi per Fitness, dimagrimento e benessere a tutto tondo.

Ricordate, se volete creare realmente diete efficaci ,non potete pensare di non inserire momenti di deliberata libertà alimentare.

Come modulare lo stressor “Dieta”

In caso di Resistenza/Adattamento in Dieta (i.e. stallo dei progressi) o comunque dopo un ciclo di alimentazione ipocalorica:

  • Aumentare le calorie (Riduzione dell’intensità dello stressor Dieta): è uno dei pochi metodi per ristabilire l’omeostasi nei sistemi endocrini e normalizzare i livelli di ormoni tiroidei. L’obiettivo è quello di seguire una dieta normocalorica prima di ricominciare un nuovo ciclo di alimentazione ipocalorica. Raddoppiare la quota di carboidrati giornalieri per almeno 1-2 settimane, ad esempio, può essere una soluzione rapida ed efficace.

In caso di Esaurimento/Burnout in Dieta (i.e. stallo dei progressi + scarso livello di veglia nella fase attiva, sonno non ristoratore, bisogno di stimolanti, etc.), o comunque in persone che seguono un’alimentazione ipocalorica “da sempre”:

  • Reset metabolico + Aumento progressivo delle calorie (Riduzione dell’intensità dello stressor Dieta): la cronica, elevata cortisolemia causa insulino-resistenza (1, 3, 4) e, quindi, incapacità di trarre beneficio dall’incremento repentino di carboidrati che, al contrario, potrebbero creare pesantezza e letargia, aggravando maggiormente la situazione. In questi casi:
    • Eliminare i carboidrati nei primi 1-2 giorni e fare spuntini a base di grassi, per stimolare l’ossidazione lipidica.
    • Aumentare gradualmente i carboidrati e mantenerli per almeno 3-4 settimane. Non abbiate paura se aumenterete di peso, il corpo raggiungerà presto una situazione di equilibrio ed avrete più energie fisiche e mentali per il prossimo ciclo di dimagrimento.

  • Cicli brevi di alimentazione ipocalorica (Riduzione della frequenza dello stressor Dieta): quanto più grave e prolungata è stata la fase di Esaurimento/Burnout precedente, tanto più il corpo sarà sensibile alla successiva restrizione calorica e tanto più rapidamente potrebbe raggiungere la fase di Resistenza/Adattamento. È quindi consigliabile ridurre la durata dei successivi 1-2 cicli di alimentazione ipocalorica a 3-4 settimane.
    Questo aiuta a valutare la tolleranza del corpo al ritorno dello stressor Dieta in quanto “restrizione calorica”. Successivamente, in seguito all’assenza di sintomi da Adattamento nelle 3-4 settimane, si può considerare il ritorno a cicli ipocalorici di 6-8 settimane.

Consigli generali per lo stressor “Allenamento”

Di seguito, i punti fondamentali per l’allenamento contro resistenza sui quali concentrarsi durante i periodi di dimagrimento.

Preferire allenamenti Full-Body

Diversi studi hanno dimostrato un’equivalenza nel guadagno di forza ed ipertrofia tra Full-Body Training e Split-Training (sessioni di allenamento dedicate solo ad alcune parti del corpo). In alcuni casi (7), si sono verificati migliori guadagni ipertrofici con il Full-Body Training, rispetto allo Split-Training, e con la metà delle sessioni settimanali (2 allenamenti/settimana in Full-body Training vs 4 allenamenti/settimana in Split-Training).

Al di là dei risultati scientifici, da tenere comunque in considerazione, il vantaggio maggiore del Full-Body Training è quello di potersi dedicare fisicamente e mentalmente a pochi, importanti esercizi senza disperdere energie e attenzione per decine di esercizi in ogni sessione.

Scegliere 1-2 esercizi che coinvolgano grandi catene cinetiche della parte superiore ed inferiore del corpo (i.e. Squat/Jump Squat, Deadlift/Hip Thrust, Bench Press/Push-up, Military Press/Pike Push-up, Pull-up/Chin-Up), permette di ottenere ottimi risultati e progressi tramite uno stimolo allenante in tutto il corpo, in non più di 20-40 minuti per sessione d’allenamento, 2-3 volte alla settimana.

Basso volume ed alta intensità

Il pensiero comune circa l’allenamento durante periodi di dimagrimento, è che sia necessario bruciare tonnellate di calorie con decine di serie, ripetizioni ed esercizi. Niente di più controproducente.

L’allenamento non deve essere visto come un modo per creare deficit calorico (a quello ci pensa la dieta), ma come stimolo metabolico per indurre il muscolo a migliorare la funzionalità mitocondriale e, quindi, l’ossidazione dei grassi.

Durante la restrizione calorica, concentratevi su movimenti multiarticolari, ripetizioni medio-basse e carichi elevati. Allenamenti di forza e potenza stimolano adeguatamente testosterone e GH (ormone della crescita), senza innalzare eccessivamente il cortisolo (8), rispetto ad “allenamenti da ipertrofia” con serie e ripetizioni medio-alte e basate sul metabolismo lattacido.

Stretching dinamico

Diversamente dallo stretching statico, movimenti che portano il corpo a compiere dei ROM - Range Of Motion - ripetuti (i.e. jump/air squat, slanci frontali/laterali, affondi frontali/laterali, etc.) aumentano l’afflusso di sangue ai muscoli e la temperatura corporea, oltre a migliorare forza, potenza, resistenza, velocità ed agilità muscolari (9).

Prima di iniziare l’allenamento vero e proprio, un piccolo circuito di stretching dinamico dei maggiori gruppi muscolari o un warm-up con carichi progressivi degli esercizi che si andranno a eseguire, consente un adeguato innalzamento della temperatura corporea e riscaldamento di articolazioni, tendini e legamenti, migliorando la mobilità e la coordinazione dell’esecuzione.

Come modulare lo stressor “Allenamento”

In caso di Resistenza/Adattamento in Allenamento (i.e. stallo dei progressi):

  • Diminuire lo stimolo allenante (Riduzione dell’intensità dello stressor Allenamento): quando pianificato appropriatamente, un periodo di allenamento più leggero (a.k.a. “settimana di scarico”) può giovare molto al benessere fisico e mentale, e non solo. Può prevenire gli infortuni da sovraffaticamento o sovrallenamento, dando un po’ di respiro ad articolazioni, tendini e legamenti messi a dura prova durante allenamenti ad alta intensità o volume.
    Per uno scarico facile e veloce, senza perdersi in percentuali e numeri, è sufficiente dimezzare per 1 settimana il peso utilizzato in ogni esercizio e/o, specie per chi si allena a corpo libero, dimezzare il numero di serie totali per ogni allenamento.

In caso di Esaurimento/Burnout in Allenamento (i.e. stallo dei progressi + peggiore performance durante l’allenamento, peggiore condizione fisica post-allenamento, etc.):

  • Reset metabolico + mobilità/stretching/yoga (Riduzione dell’intensità dello stressor Allenamento): l’esaurimento neuromuscolare, che corrisponde all’Esaurimento/Burnout dello stressor “Allenamento”, si verifica solo quando ci si allena per mesi senza una programmazione, una dieta adeguata all’entità dello stimolo allenante e periodi di recupero/scarico.
    In questo caso, eliminare l’allenamento contro resistenza e, per almeno 1 settimana, dedicarsi a 1-2 sessioni di stretching/mobilità/yoga, per ridurre lo stress cronico accumulatosi e migliorare la connessione mente-muscolo, magari con il “posing”.

    Eventualmente, inserire del cardio blando a digiuno focalizzandosi sulla respirazione.

  • Reintroduzione modificata dello stimolo allenante (Riduzione della frequenza dello stressor Allenamento): inserire nuovamente l’allenamento contro resistenza dopo la modulazione dell’intensità, preferibilmente scegliendo solo un esercizio che stimoli tutto il corpo (i.e. Deadlift o Thruster).

  • Per un paio di settimane, dimezzare il numero di allenamenti, il carico del peso e le serie totali, senza mai arrivare al cedimento tecnico (i.e. se si era soliti allenarsi 4 volte la settimana → massimo 2 allenamenti a settimana).
    Solo dopo la modulazione di intensità e frequenza dello stressor “Allenamento” (3-4 settimane totali), si può valutare il ritorno ad allenamenti più impattanti.

In ogni caso, è fondamentale che la modulazione dello stressor “Allenamento”, sia in caso di Resistenza/Adattamento che di Esaurimento/Burnout, si associ alla modulazione corrispondente dello stressor “Dieta”.

Riferimenti

  1. Selye H. Stress and the general adaptation syndrome. British Medical Journal. 1950.
  2. Hasan S. et al. Effect of chronic unpredictable stress on short term dietary restriction and its modulation by multivitamin-mineral supplementation. Appetite. 2013.
  3. Redman et al. Caloric restriction in humans: impact on physiological, psychological, and behavioral outcomes. Antioxidants & redox signaling. 2011.
  4. Lecoultre et al. The fall in leptin concentration is a major determinant of the metabolic adaptation induced by caloric restriction independently of the changes in leptin circadian rhythms. Journal of clinical endocrinology and metabolism. 2011.
  5. Bergouignan et al. Increasing dietary fat elicits similar changes in fat oxidation and markers of muscle oxidative capacity in lean and obese humans. Public Library Of Science. 2012.
  6. Sofer S. et al. Changes in daily leptin, ghrelin and adiponectin profiles following a diet with carbohydrates eaten at dinner in obese subjects. Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. 2013.
  7. Aaron W. et al. Comparison of Whole and Split Weight Training Routines in Young Women. Canadian Journal Of Applied Physiology. 1994.
  8. Crewther et al. The Salivary Testosterone and Cortisol Response to Three Loading Schemes. Journal of Strength and Conditioning Research. 2008.
  9. Herman SL, et al. Four-week dynamic stretching warm-up intervention elicits longer-term performance benefits. Journal of Strength and Conditioning Research. 2008.

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Commenti (4)

  • Sara

    Sara

    23.03.2019 | 20:06 | #

    Salve mi chiamo Sara ho 36 anni e vengo da anni di restrizioni caloriche, con periodi di fase "burnout" in cui pur mangiando praticamente nulla tengo a ingrassare, e periodi in cui va meglio.
    Soprattutto noto enormi differenze tra i periodi in cui sono stata incinta ( 3 volte) dove inspiegabilmente e contrariamente alle altre donne il mio metabolismo si mette al massimo dell'efficienza. Invece durante l'allattamento incontro delle fasi di stallo.
    Adesso a 8 mesi dall'ultimo parto ho fatto delle analisi per vederci piu chiaro: risultano quasi tutti i parametri nella norma compreso il TSH, ma ho riscontratoun valore molto basso di ft4, sotto la norma di un punto e mezzo. Non mi e' stato testato il ft3, ne altri ormoni.
    Vorrei proprio che qulacuno mi aiutasse ad uscire da questo vicolo cieco in cui si arriva a mangiare quasi nulla e ad ingrassare, ma qui in svizzera non trovo aiuto in merito. TRa 6 settimane mi ripeteranno le analisi per vedere sei valori evolvono, che cosa altro dovrei chiedere di testare?
    Come potrei essere aiutata?
    Grazie in anticipo
    Sara

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      24.03.2019 | 13:30 | #

      Ciao Sara,

      la situazione è abbastanza comune ma, purtroppo, manca un dato importante: l'fT3 (leggi questo, in merito: https://www.oukside.com/blog/benessere/squilibri-tiroide-rt3)

      Inoltre, tutti questi "sconvolgimenti" potrebbero essere risolti non necessariamente a livello nutrizionale, che nella maggior parte dei casi - e, "a naso", nel tuo - implica una dieta più gestibile, flessibile, meno stressante e meno restrittiva. Insomma, una "non dieta", come la definiamo qui (senza paura di ingrassare: come hai letto nell'articolo di Walter, sarà vero il contrario).

      Abbinare esercizio fisico (specifico per la tua situazione, per fortificare magari muscolatura che è interessata dal parto), esercizi di rilassamento, gestione di tutto questo in un contesto di vita "globale" dovrebbe essere il tuo obiettivo.

      Se vuoi il nostro aiuto per tutto questo, in maniera integrata, offriamo programmi ad hoc come qui specificato: oukside.com/personal

      In ogni caso, il consiglio è quello di non concentrarti TROPPO su un singolo fattore (dieta) ma ampliare la visione e pensare che magari, in questo caso, la dieta va intesa come qualcosa che ti dia soddisfazione, energia, benessere... Non che te lo tolga, dandoti risultati temporanei che poi Puff! Scompaiono in poco.

      ;)

      Spero di essere stato utile
      Un caro saluto,
      Vincenzo

      Rispondi

  • Nadia Gibatti

    Nadia Gibatti

    10.07.2019 | 23:39 | #

    Seguo la ketogenica da più di un anno ho fatto un po’ di pasticci con pastiglie di tiroide secca e iodio anziché perdere peso ho messo su 4 kg ora ho fatto esami tiroide sono in ipotiroidismo con peso bloccato sono disperata non so più cosa fare grazie a chi mi risponde

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      11.07.2019 | 08:53 | #

      Ciao Nadia,

      ti descrivo i passi da fare ora:

      1) Stai serena :)
      2) Se puoi, prenditi 7-10 giorni in cui "niente dieta / niente esercizio", solo mare e relax (o montagna e relax)
      3) Non fare più analisi (o, falle, ma non farti influenzare da esse)
      4) Sospendi tutto ciò che prendi "per la tiroide"
      5) Inizia un programma di Benessere a tutto tondo (come questo -> https://oukside.com/learn; oppure fatti guidare con questo: https://oukside.com/grow)

      In generale, se stai bene, non ti serve nessun integratore specifico. Basta un buon multivitaminico (questo ti sarà uitile dopo i 7-10 giorni di "break" detti sopra).

      Un caro saluto

      Rispondi

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