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Sistema Immunitario, Infiammazione e Nutrienti: come e quali scegliere

Alimenti, nutrienti e integratori per modulare la risposta del Sistema Immunitario
By Team Oukside | 05 Giugno 2019

Sistema Immunitario, Infiammazione e Nutrienti: come e quali scegliere

Il Sistema Immunitario è sempre più spesso al centro dei discorsi nel campo del Fitness e del Benessere. Si parla di come, quando compromesso, può inficiare sui risultati che speriamo di ottenere da ogni nostro buon proposito di fare esercizio, mangiare bene e curare il sonno. Ma cos’è il Sistema Immunitario, perché è così importante e come possiamo “prendercene cura”?

Per capire come il Sistema Immunitario interagisce con tutto ciò che ci proponiamo per migliorare il nostro stato di Fitness e Benessere (migliorare la dieta, fare esercizio, avere cura di noi in senso ampio, ottimizzare il sonno, gestire lo stress, e così via) è opportuno comprendere che il Sistema Immunitario non è qualcosa che se ne sta lì zitto e buono finché non ci rendiamo conto che è “attivo” (come in caso di infezioni, virus e simili).

Il Sistema Immunitario rappresenta in ogni istante la risposta che il nostro corpo mette in atto per rispondere a uno stimolo, qualsiasi esso sia. È dunque sempre in attività, e quello che dovrebbe farci preoccupare non è l’attivazione del Sistema Immunitario ma una sua non consona attivazione a seguito di uno stimolo.

Prendiamo per esempio le allergie, alimentari così come aree. Quando vediamo gli effetti di un’allergia - iniziando a starnutire se siamo allergici ai pollini e pensiamo sapientemente di fare una bella passeggiata in campagna senza essere muniti di antistaminico - il Sistema Immunitario sta rispondendo in maniera “eccessiva” a stimoli per i quali non dovrebbe avere quella risposta.

C’è anche un’altra faccia della medaglia, però: ci sono alcune condizioni in cui “non vediamo” gli effetti del Sistema Immunitario, poco evidenti da comparire in maniera eclatante, quindi, ma abbastanza forti da procurarci tutta una serie di sintomi che in genere etichettiamo come derivanti da “condizioni infiammatorie”. Si inizia a instaurare una infiammazione cronica latente o infiammazione cronica di basso grado, che ci porta a problemi quali intolleranza al glucosio, scarsa sensibilità all’insulina / resistenza insulinica, ingrassamento, spossatezza cronica, sensibilità a particolari cibi e tanto altro.

La domanda, quindi, è: cosa attiva in maniera “anomala” il Sistema Immunitario, al punto da farci vedere reazioni allergiche o malattie autoimmuni (quando il Sistema Immunitario se la prende con le cellule del nostro stesso organismo) o ancora da non farci vedere effetti eclatanti ma mostrare sintomi fastidiosi, come nel caso di infiammazione latente di basso grado?

Per rispondere, dobbiamo prima fare una panoramica su come funziona e di cosa si compone il Sistema Immunitario.

Il Sistema Immunitario: come funziona

Il Sistema Immunitario è un elegante e complesso set di componenti che contrastano infezioni, varie patologie sistemiche e condizioni “sotto soglia”, cioè non classificate come patologiche ma nefaste sulla salute a lungo termine. Il Sistema Immunitario di una persona in salute è in grado di distinguere da ciò che è “self” da “non self”. Il non self è tutto ciò che di esterno (cibo, polline, acqua, aria) viene in contatto con il nostro organismo, il quale, proprio grazie a un efficiente Sistema Immunitario, lo “ripulisce” da patogeni, tossine e agenti che potrebbero far danni nell’organismo. Un Sistema Immunitario depresso non è in grado di svolgere questo delicato compito al meglio e, pertanto, l’organismo è più sensibile a sviluppare determinate patologie e/o condizioni.

Quando, d’altro canto, il Sistema Immunitario riconosce come “non self” ciò che invece è “self”, si può parlare di malattia autoimmune.

In generale, il nostro corpo ha due sistemi di difesa: l’immunità naturale e l’immunità acquisita. L’immunità naturale è la prima a rispondere quando l’organismo è sotto attacco e si avvale di globuli bianchi e barriere fisiche per minimizzare il danno dell’invasore. L’immunità acquisita, invece, coinvolge gli anticorpi, prodotti nei confronti di specifici antigeni. Questo tipo di risposta richiede alcuni giorni per far comprendere all’organismo che si tratta di un attacco e, appunto, mettere in moto le difese. Una volta che il corpo ha sintetizzato i propri anticorpi, il Sistema Immunitario è in grado di procedere molto velocemente e con massima efficienza, specialmente nei casi di un secondo attacco.

Focus on: globuli bianchi

I globuli bianchi, cellule del sistema immune naturale, difendono l’organismo da sostanze chimiche e processi biochimici che produrrebbero molecole dannose. In particolare:

  • cellule natural killer: distruggono una varietà di cellule tumorali e producono anticorpi target specifici;

  • linfociti T CD8: secernono citochine che attraggono i macrofagi e incrementano l’attività fagocitaria; sono distruttori specifici di cellule; eliminano le cellule infettate da tossine. Eseguono sorveglianza immunologica distruggendo le cellule con antigene specifici attivato dalle cellule progenitrici;

  • T helper (T4): stimolano l’immunità cellulare e l’infiammazione; secernono citochine che stimolano la proliferazione di cellule B e T; incrementano la sintesi di anticorpi;

  • cellule soppressori T: reprimono l’attività di cellule T inefficaci;

  • cellule della memoria T: riconoscono l’antigene che hanno infettato l’ospite nel passato; quest’azione permette una risposta immunitaria più rapida e efficace;

  • linfociti B: differenziano la produzione di anticorpi dalle cellule progenitrici; presentano l’antigene alle cellule T helper; alcune frazioni assumono il ruolo di immunoglobuline;

  • plasmacellule: sono le principali cellule secernenti anticorpi;

  • cellule della memoria B: discendono dalle cellule B che residuano da una risposta immune;

  • macrofagi: fagocitano gli antigeni; li presentano alle cellule T pr essere eliminati; secernono citochine per avviare il processo di proliferazione delle cellule T e B;

  • neutrofili: sono la maggior difesa nei confronti dei batteri; primi in scena nei confronti delle infezioni;

  • eosinofili: sono i primi difensori nei confronti di parassiti e nei casi di allergie;

  • cellule dendritiche: presentano gli antigeni alle cellule T e B; sono i più potenti stimolatori delle cellule T;

  • cellule presentanti l’antigene: presentano degli epitopi sulla membrana cellulare che allertano la cellula immunitaria del possibile attacco. Identificano la cellula presentante l’antigene: macrofagi, cellule dendritiche, linfociti B.

Barriere fisiche e chimiche

La prima linea di difesa del nostro corpo è la cute; esistono, tuttavia, barriere secondarie come: lacrime, sudore e saliva, le quali sono efficienti nei confronti dei batteri. Inoltre, l’acido cloridrico è un liquido letale nei confronti di molti patogeni.

Altra importantissima ed enorme barriera è rappresentata dall’intestino. Quando si parla di malattie autoimmuni, infiammazione e intestino, spesso si presentano argomenti quali “leaky gut syndrome”, per intendere che le cellule intestinali non sono più così impermeabili al passaggio di sostanze tossiche e nocive, che possono quindi penetrare nell’organismo.

Infiammazione e febbre

L’infiammazione è una risposta non specifica all’infezione od a una lesione tissutale. I 4 segni dell’infiammazione sono: rossore, dolore, gonfiore e calore. Il processo infiammatorio ha inizio quando alcune cellule rilasciano citochine, incluse alcune interleuchine (IL-1, IL -6) e il tumor necrosis factor (TNF-α).

È chiaro, dunque, che l’infiammazione non è negativa ma deve essere presente per un organismo in salute, specie quella acuta e di breve durata. Diverso discorso per l’infiammazione cronica di basso grado, già citata.

All’infiammazione è connessa la produzione di ROS - specie reattive dell’ossigeno - o radicali liberi. Questi ultimi sono sempre più temuti nel campo del benessere e della salute ma è fondamentale capire che non è da contrastare la produzione di radicali liberi ma modularla in caso sia eccessiva, e inoltre accettare il fatto che essa non dipenda solo dalla dieta o da quanti antiossidanti si assumano, ma dal proprio stato di Fitness a tutto tondo.

Modulazione del Sistema Immunitario

Nasce ora una domanda: se quelle descritte sono le componenti del Sistema Immunitario e il modo in cui possono farlo funzionare, come vengono modulate affinché il Sistema Immunitario stesso generi le sue risposte?

La domanda aprirebbe un capitolo molto interessante, vasto e complesso che ha a che fare con la Psico Neuro Endocrino Immunologia, una materia che finalmente ha riunito lo studio del nostro corpo nella sua interezza e ci suggerisce che qualsiasi cosa accada a corpo e mente modula la risposta del Sistema Immunitario.

Ci concentriamo qui prevalentemente sul modo in cui è possibile modulare la risposta del Sistema Immunitario a partire da ciò che ingeriamo. Sarebbe presuntuoso voler trattare tutto in un unico articolo: si dovrebbe parlare di Immunità ed Esercizio, Immunità e Sonno, Immunità e Stress, Immunità e Dieta, Immunità ed Emozioni, Immunità e Relazioni sociali e così via.

Si dovrebbe parlare, in sostanza, di “Immunità e stato di Fitness” (se ci seguite da un po’, sapete cosa intendiamo: Fitness come stato di Benessere globale), ma concentrarsi su tante cose insieme significherebbe non concentrarsi realmente su nessuna. Facciamo però notare che, pur suggerendo qui nutrizione e integrazione per “curarsi” del Sistema Immunitario, le soluzioni proposte non servono assolutamente a niente se a monte non c’è ad esempio una corretta gestione dello stress, una certa consapevolezza di sé, una buona igiene del sonno.

D’altro canto, dovreste aver capito che non siamo i tipi da presentarvi solo un piccolo aspetto da curare del vostro percorso di Fitness, nascondendovi gli altri. Seguite il blog e riuscirete a migliorarvi nel tempo in tutti.

Nutrizione, immunità e genetica

Gli studiosi stanno cercando di approfondire quali geni influenzano nutrizione e Sistema Immunitario. È la Nutrigenomica ad esplorare le interazioni tra nutrizione, geni e fattori ambientali.

L’associazione tra diabete, malattie cardiovascolari, aterosclerosi, obesità e patologie oncologiche è ben nota: i nutrienti sono importanti per variare l’espressione genica. Da questa evidenza, si deduce che deficit nutrizionali alterano il metabolismo e la struttura del DNA.

Ad esempio, uno studio ha indagato il link tra diabete di tipo 2, genetica e dieta: questa disfunzione glicemica è proprio dovuta ad uno stile di vita sedentario, il sovrappeso e l’appartenenza ad etnie a rischio (stesso discorso anche per il diabete gestazionale, alterazione del metabolismo che compare per la prima volta in gravidanza). Nonostante alcuni individui siano geneticamente predisposti allo sviluppo di questa patologia, altri, invece, sono in grado di controllarne i sintomi mediante dieta e attività fisica.

Nel futuro, alcuni test genetici saranno utili per creare programmi nutrizionali tagliati su misura in base ai profili (una sorta di make up genetico) al fine di favorire la condizione di salute.

Supportare il Sistema Immunitario con nutrienti specifici

Un Sistema Immunitario in salute cresce e si fortifica mano a mano che l’età aumenta grazie a una buona nutrizione, attività fisica e riduzione dello stress. Lo si può supportare abituandosi all’utilizzo / l’inclusione di determinati alimenti, nutrienti e integratori nella propria vita quotidiana.

Non serve imbottirsi di antiossidanti, né occorre farlo in continuazione; basta scegliere ciò che più si riesce a inserire nelle proprie abitudini e/o farlo in momenti specifici, ad esempio quelli in cui si è più sovraccarichi e non negli altri, così da mantenere queste buone abituini vita natural durante.

Vitamina D

Gli adulti e i bambini con buone concentrazioni di vitamina D solitamente non si ammalano di influenza, raffreddore e altre virali condizioni. La vitamina D inibisce l’espressione genica delle citochine pro-infiammatorie, mentre stimola i peptidi antimicrobici delle cellule immunitarie. In sintesi, la vitamina D è un potentissimo difensore nei confronti di molte patologie.

L’integrazione di Vitamina D è spesso necessaria, specie nei mesi invernali ed a certe latitudini, mentre nei mesi da Maggio a Settembre potrebbe essere sostituita da passeggiate all’aperto in cui si prende il sole almeno su mani e viso per 20-30’ x 2-3 volte al giorno.

Glutatione

Il glutatione costituisce una difesa del nostro organismo nei confronti del danno da radicali liberi. Il glutatione è un potentissimo antiossidante: basse concentrazioni sono correlate con lo sviluppo di molte patologie. La malnutrizione e l’avanzare dell’età sono due condizioni che prevedono una riduzione dei livelli di glutatione e l’instaurarsi di condizioni patologiche; inoltre, questa sostanza esegue un ruolo anche di detossificazione a livello epatico.

Data la sua scarsa assorbibilità, se si vuole incrementare il glutatione è necessario integrare i precursori del glutatione: NAC (N-acetilcisteina), glutammina e S-adenosil-L-metionina. Supplementare anche con acido lipoico e vitamina E e C può essere utile.

Glutammina

La glutammina è il più abbondante aminoacido presente nel nostro corpo. Un suo deficit potrebbe causare una deplezione dei livelli di glutatione e, in questi casi, sarebbe opportuna l’integrazione alimentare. La glutammina svolge molte attività immunomodulatrici: i linfociti e i macrofagi la utilizzano per i propri processi biochimici e, qualora ci fosse un suo deficit, è alto il rischio di insufficienza d’organo in certe condizioni.

La glutammina è utilissima per gli atleti di endurance, favorendo il recupero tra una sessione di workout e l’altra, permettendo al Sistema Immunitario di non “indebolirsi” a seguito del susseguirsi delle sessioni di allenamento.

La glutammina, inoltre, “nutre” le cellule intestinali che possono trarre enorme beneficio da periodi (3-6 settimane) di assunzione al mattino a digiuno di 10-20 g di glutammina.

S-adenosil-L-metionina

La S-adenosil-L-metionina (SAMe) è un aminoacido molto importante dal momento che è coinvolto in circa dodici processi biochimici, sintesi di DNA e RNA, metionina e creatinina incluse. La SAMe è, di conseguenza, implicata nella sintesi del glutatione.

N-acetilcisteina

La NAC (N-acetilcisteina) è un antiossidante e agisce come protettrice del DNA e da scavenger nei confronti dei radicali liberi. Essa stimola la produzione di glutatione laddove ce ne sia bisogno a livello tissutale e modula la concentrazione di alcune citochine. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato come l’N-acetilcisteina inibisca la formazione e la proliferazione di cellule cancerogene.

Antiossidanti

Gli antiossidanti sono promotori del Sistema Immunitario: vitamina C, E, e le vitamine del gruppo B aiutano in moltissimi pathways biochimici. In particolare:

  • vitamina E: protegge la membrana cellulare dall’attacco dei radicali liberi e aumenta l’efficacia dei linfociti;

  • vitamina C: previene la produzione dei radicali liberi, riduce il danno del DNA, inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie e partecipa alla sintesi della vitamina E;

  • vitamine del gruppo B: la B12 e la B6 sono cofattori nella sintesi di cisteina, componente chiave del glutatione; le vitamine del gruppo B sono anche utili in caso di iperomocisteinemia con obiettivo di riduzione dell’omocisteina;

  • acido lipoico: è un potente antiossidante con effetti antivirali, inibitori nei confronti dei radicali liberi e migliora in generale la risposta immunitaria. E’ solubile sia nell’acqua che nel grasso ed è in grado di generare altri antiossidanti come la vitamina C e E, così come di favorire i livelli di glutatione.
Coenzima Q10

Il coenzima Q10, sintetizzato dalla tirosina, è presente in elevate quantità nel muscolo cardiaco e ha dimostrato un’ampia azione benefica. Infatti, è un essenziale cofattore della sintesi di ATP, è un antiossidante, svolge azione di scavenger nei confronti dei radicali liberi, inibisce la perossidazione lipidica e lavora sinergicamente con la vitamina E. Il coenzima Q10 stimola e migliora la risposta immunitaria.

Le proteine whey

Le proteine whey sono proteine isolate dal siero del latte, altamente assorbibili e ricche di antiossidanti. Tale attività è spiegata dalle elevate concentrazioni di glutammato e cisteina, precursori del glutatione. Inoltre, ci sono altre sostanze che contribuiscono a migliorare il Sistema Immunitario:

  • lattoglobuline: modulano la risposta linfatica;
  • lattoalbumina: ha un effetto diretto sui linfociti B e T e riduce lo stress ossidativo;
  • lattoperossidasi: inibisce la tossicità del perossido di idrogeno.

La lattoferrina è il maggior componente di queste proteine: inibisce l’assorbimento dei batteri a livello intestinale, attiva le cellule natural killer, limita i processi di metastasi e incrementa l’IL-2.

Rame, zinco e selenio

Il rame, lo zinco e il selenio sono tre metalli che influenzano l’attività antiossidante riducendo lo stress ossidativo. Il selenio è coinvolto nella sintesi del glutatione e, tra i bambini, è molto diffusa una sua carenza. Contenuto nell’aglio e nella carne, è bene valutare i parametri biochimici laddove ci sia bisogno di rafforzare il Sistema Immunitario. Lo zinco è connesso a una riduzione dei tassi di infiammazione e di produzione dell’IL-2, così come è importante per la funzionalità dei linfociti B e T. Zinco e rame sono entrambi coinvolti nell’azione della SOD - superossido dismutasi -, un potente enzima con attività antiossidante.

Deidroepiandrosterone

Il deidroepiandrosterone (DHEA) è un ormone utilizzato per la sintesi di estrogeni e di testosterone. Mano a mano che l’età avanza, i suoi livelli decrescono e si scoprono sempre maggiori ruoli benefici di una sua eventuale supplementazione. Gli effetti sono anti-tumorale, antiaging, immunomodulatore, neurotrofico e antiossidante. Inoltre, ci sono risultati positivi su sistema cardiovascolare, composizione corporea, sistema nervoso centrale, funzionalità sessuale e Sistema Immunitario.

Bassi livelli di DHEA sono stati correlati a un incremento di IL-6, che ha azione pro-infiammatoria, e sono stati osservati in chi è affetto da artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, ha HIV positivo, in casi di sepsi e di trauma. In chi supplementa tale ormone (o il suo metabolita) si è potuto osservare un significativo decremento delle cellule soppressorie del Sistema Immunitario e un incremento di quelle helper; inoltre, in chi integra DHEA si sono notati miglioramenti pressori e un aumento dei neutrofili, che rispondono all’infezione in prima linea.

Acidi grassi polinsaturi

Gli acidi grassi polinsaturi,come gli omega 3 contenuti nell’olio di pesce e in quello di semi, sono noti per il loro ruolo anti-infiammatorio. Gli acidi grassi polinsaturi riducono la risposta infiammatoria causata dal TNF-α.

Molti soggetti non hanno un rapporto equilibrato tra gli acidi grassi polinsaturi, cioè tra omega 3 e omega 6: vuoi per le continue supplementazioni di omega 3 degli ultimi anni, vuoi per consigli nutrizionali scorretti. Questo squilibrio può peggiorare la condizione di infiammazione cronica latente.

In generale, gli omega 3:

  • contrastano la soppressione del Sistema Immunitario;
  • sopprimono la produzione del TNF-α e modulano l’infiammazione;

ma la loro integrazione non dovrebbe essere fatta “a prescindere” in quanto su un corpo già molto infiammato la via che potrebbero prendere è quella perossidazione, peggiorando l’infiammazione già presente. Per questo, consigliamo più che altro basarsi su integrazione mirata e temporanea, non vita natural durante.

Probiotici

Il tratto gastrointestinale ospita colonie di batteri (la cosiddetta microflora intestinale, oggi meglio noto come microbiota) che supportano il Sistema Immunitario.

I batteri probiotici hanno il compito di prevenire la colonizzazione di quelli non benefici e di limitare l’attacco di antigeni che potrebbero scaturire forme di allergia: il microbiota intestinale supporta la salute del Sistema Immunitario a livello del colon e molti studi condividono che qui risieda circa il 70% dell’efficacia totale del Sistema Immunitario.

I probiotici si trovano in alimenti fermentati come yogurt e kefir, che, una volta ingeriti, raggiungono l’intestino stimolando la crescita di batteri buoni. In particolare, i lattobacilli proteggono l’ospite, ossia l’uomo, stimolando l’immunità naturale, migliorando i processi di fagocitosi e l’attività delle cellule natural killer. Una dieta ricca di fibra, povera di zuccheri, di carne e di alimenti poco raffinati è molto più indicata nei casi in cui sia necessario modificare il microbioma intestinale. Infatti, laddove l’età e la genetica siano degli attori immodificabili per elevare l’efficacia del nostro Sistema Immunitario, modificando le specie batteriche del colon è possibile incrementare le proprie difese e quindi modulare l’infiammazione.

Estratto di semi d’uva

Le sostanze chimiche presenti nei semi d’uva, note come proantocianidine, hanno potenti proprietà antiossidanti e stimolanti il Sistema Immunitario: incrementano l’attività dell’enzima SOD (superossido dismutasi glutatione) e del glutatione stesso; contengono forti concentrazioni di vitamina E e C; rafforzano il ruolo delle cellule natural killer,promuovono la produzione di IL-2 e reprimono quella di IL-6.

Estratto di tè verde

L’estratto di tè verde, che contiene una classe di componenti nota come catechine, sta divenendo sempre più popolare per le sue abilità antiossidanti nei confronti dei radicali liberi. Ricco di vitamina C e B, grazie all’epigallocatechina gallato influisce positivamente sul profilo lipidico, modula i processi infiammatori e quelli riparatori del DNA.

Estratto di uova iperimmune

L'uovo iperimmune è un uovo di una gallina che è stata vaccinata contro alcune malattie infettive; l’animale sviluppa anticorpi specifici che potenziano il Sistema Immunitario per combattere le malattie incluse nella vaccinazione. Questi anticorpi passano, successivamente, nelle uova della gallina. L’estratto di proteine concentrate prende il nome di “uovo iperimmune”, conferendo appunto proprietà immunologiche a chi lo consuma.

Andrographis (chiretta verde)

La chiretta verde è una pianta erbacea annuale diffusa in India e nello Sri Lanka, dal gusto amaro, prescritta soprattutto nei casi di febbre e influenza. L’andrographis paniculata è stata poi studiata per isolarne i composti attivi: i fitochimici attivi, riconosciuti come andrografanine o andragrafolidi, stimolano la sintesi dei globuli bianchi per riconoscere e neutralizzare le cellule non self.

Beta glucani

I beta glucani possono ottimizzare la risposta alle patologie e all’infiammazione. Dal momento che noi non ne produciamo, l’unica fonte è l’esterno: crusca, avena, lieviti naturali dovrebbero far parte delle nostre diete, assieme a verdura ricca di fibra.

I beta glucani sono polisaccaridi indigeribili che hanno azione immunomodulatoria: stimolano l’attività dei macrofagi e ne potenziano le difese, così come favoriscono la sintesi dei linfociti e rilasciano metaboliti chimici attivi contro virus e antigeni. Inoltre, i beta glucani hanno un’attività ipolipemizzante e ipoglicemizzante.

Come e quali nutrienti/integratori per il Sistema Immunitario

Essendo il Sistema Immunitario un sistema complesso, è ovvio che si possano tirare fuori centinaia di nutrienti che possono aiutarci a ripristinare una sua “sana” risposta nei confronti dei vari stimoli a cui ogni giorno siamo sottoposti. Nutrienti, integratori e alimenti descritti sono già molti e non è realistico pensare di potere utilizzarli tutti.

L’idea è di farlo “a gruppi”, scegliendo 2-3 nutrienti/integratori, per periodi di 4-6 settimane ogni 2-3 mesi. Ovvero: sceglierne 2-3, prenderli per 4-6 settimane, sospendere e dopo 2-3 mesi passare a un altro “gruppo” di 2-3 integratori/nutrienti. Sarebbe sempre utile fare questi inserimenti nei momenti di maggior “carico” (impegni lavorativi, di allenamento, sensazione di scarso benessere generale), che spesso coincidono anche con i cambi di stagione.

Ad alcuni ci si abituerà al punto che entreranno a far parte della propria routine, come sicuramente potrà succedere con le proteine whey, l’olio di pesce e la vitamina C. Altri invece richiederanno un piccolo impegno extra in momenti specifici, come suddetto. Ecco le indicazioni sulle modalità d’uso:

  • selenio: 200-400 μg/die;
  • zinco: 30-90 mg/die;
  • vitamina D: 5000-8000 U/die;
  • vitamina C: 1000-5000 mg/die;
  • estratto di aglio: 1200 mg/die o consumare 3-4 spicchi d’aglio/die;
  • estratto di andrographis: 25-150 mg/die 30 minuti prima del pasto;
  • beta glucani: 100-600 mg/die 30 minuti prima del pasto;
  • whey protein: 20-40 g/die;
  • DHEA: 15-25 mg/die per le donne: 25-75 mg/die per gli uomini;
  • L-carnitina: 1-2 g/die;
  • CoQ10: 100-200 mg/die;
  • lattoferrina: 300 mg/die;
  • probiotici;
  • olio di pesce: provvedere a 1400 mg/die di EPA e 1000 mg/die di DHA;
  • estratto di timo;
  • estratto d’uva: 150 mg/die;
  • estratto di tè verde:725 mg/die;
  • NAC: 600-1800 mg/die;
  • acido lipoico: 300-600 mg/die;
  • estratto di uovo iperimmune: 5-10 g x 1-2 volte/die.

Riferimenti

Adattato da Life Extension. Disease Prevention and Treatment 5ht Edition. LE Publications, Inc. 2013.

Ultimo aggiornamento:
18 Luglio 2019


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