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Siate il meccanico dei vostri muscoli: fate stretching!

Evitare gli infortuni praticando streching con costanza e criterio
Di Luca Usai | 11 Luglio 2017

Siate il meccanico dei vostri muscoli: fate stretching!

Uno dei compiti da svolgere che si comprende purtroppo sempre troppo tardi, rispetto a quando ci si iscrive in palestra, è quello di tutelare i propri muscoli.

Con tutelare i propri muscoli intendo tutte quelle azioni e/o esercizi che permettono di tenere in salute il muscolo nella sua totalità, questo comprende: tendini, fascia, tessuto connettivo e così via… Perché ce ne si accorge sempre troppo tardi?

Perchè, ahimé, certe nozioni si comprendono solo dopo averci sbattuto il muso.

Tutti consigliano di fare stretching e lavori di mobilità, quanti li fanno? Pochi! Quando poi ci si fa male (è capitato a tutti) viene da pensare “ah se l’avessi fatto prima”.

Più vi è un aumento delle masse muscolari maggiore sarà il rischio di infortuni, visti gli stress progressivi a cui l’apparato muscolo-scheletrico è sottoposto.

Pensiamo ad una comune macchina, se tre volte a settimana la mettiamo in pista per disputare una gara, senza farle la dovuta manutenzione post gara e ai box, il rischio di guasti in corsa aumenta di gara in gara. Stesso discorso per il corpo umano. Ci sono diverse azioni che garantiscono al muscolo di lavorare ogni sessione al 100%, vediamo di analizzare le principali.

Lavori di stretching e mobilità

Fare tanto stretching, non una volta al mese, ma con continuità. Il muscolo, soprattutto in palestra, tende a lavorare in continuo accorciamento e, di conseguenza, a lungo andare, si avrà un suo accorciamento totale.

Tranquilli, non c’è il pericolo che un giorno vi svegliate senza riuscire ad estendere il braccio, saranno tanti accorgimenti e fastidi che noterete dalle piccole cose, finché non diventeranno grandi. Lo stretching, che come tutti sappiamo allunga il muscolo dandogli elasticità, consente al fascio muscolare di mantenere una lunghezza ottimale.

Una maggiore elasticità muscolare garantisce più mobilità, ciò si traduce in un vantaggio biomeccanico e di attivazione durante gli esercizi. Se avete la zona lombare che assomiglia più ad un tronco che a dei muscoli avrete, come spesso capita, anche il bacino praticamente bloccato. Un esempio, pensiamo ad un esercizio come gli stacchi rumeni, ottimo per gli ischiocrurali.

Con una pessima mobilità del bacino ci sarà anche una minore attivazione, in quanto avverrà una limitata anteroversione del bacino e scarso pre-allungamento di tutto il back della coscia.

Meno attivazione uguale meno ipertrofia.

Se non si ha voglia di fare stretching (prendendo sempre come esempio quello della scarsa mobilità di tutta la catena posteriore, dato che quasi sempre è così), vi capisco, ma bastano 5 minuti sempre a fine allenamento, mai a freddo, nella posizione mostrata nella foto qui sotto. Mezieres e tutto il vostro back ringrazieranno.

Streching per la catena muscolare posteriore delle cosce

Manutenzione della fascia

La fascia è una sorta di tessuto connettivo che ricopre i muscoli, i tendini e i nervi fino alle ossa. Questo argomento è stato approfondito dalla letteratura solo negli ultimi anni. L’importanza di tale fascia sui muscoli è che essa permette di trasmettere la tensione meccanica prodotta dal miocita e garantisce ai muscoli di scivolare tra loro senza creare attrito, insomma partecipa dinamicamente all’attività muscolare. Già da qui capirete l’importanza di essa.

La brutta notizia è che, come per la maggior del corpo umano, anch’essa è sottoposta a stress sia endogeni (allenamento, poco stretching ecc) sia esogeni (stress psicofisici, infortuni ecc). Quando i suddetti fattori si sommano si va incontro alle aderenze miofasciali, ovvero quando la fascia stringe troppo il miocita non consentendogli un’azione completa e costringendo anche vasi e nervi. Come si risolve tutto ciò? Con i massaggi miofasciali o rilascio miofasciale.

Due importanti premesse:

  1. Fateveli fare solo da professionisti competenti o rischierete di soffrire per niente;
  2. Mi ricollego al punto 1, non sarà piacevole, ma sarà senza dubbio molto utile.

Dato che ci siete, e state soffrendo, fatevi dare una sistematina anche ai Trigger Point, qualora ne aveste. Questi sono un insieme di sarcomeri che contraendosi male si bloccano e creano una sorta di nodo che obbliga il muscolo a lavorare male.

I Trigger Point possono non causare dolore, così come solo fastidi. Un bravo professionista sa riconoscerli. Infine un occhio di riguardo va alla postura.

Badate bene: computer, scrivanie, computer a letto, banchi e così via rovinano le posture, nel senso che obbligano il corpo a stare in una posizione sbagliata e perciò i muscoli lavorano male e ci si ricollega a tutte le problematiche scritte in precedenza. Perciò tutelate i vostri muscoli e siate il meccanico del vostro corpo e, soprattutto se fate Bodybuilding, dei vostri muscoli!

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