Un distillato di sapere, a un solo clic di distanza.

~1-2 volte al mese, distilleremo per te e ti invieremo preziosi consigli per il tuo progresso di Fitness.

Un distillato di sapere, a un solo clic di distanza.

~1-2 volte al mese, distilleremo per te e ti invieremo preziosi consigli per il tuo progresso di Fitness.

Iscrivendoti, accetti Termini e Privacy. P.S.: odiamo lo spam quanto non poter mangiare pizza e gelato ogni sera. Sei al sicuro.

Iscrivendoti, accetti Termini e Privacy. P.S.: odiamo lo spam quanto non poter mangiare pizza e gelato ogni sera. Sei al sicuro.

La tecnologia per l’educazione nutrizionale e il fitness coaching

Tecnologia e Fitness: un aiuto per i PRO, per educare al meglio i propri Clienti
By Team Oukside | 21 Agosto 2019

La tecnologia per l’educazione nutrizionale e il fitness coaching

In questo articolo cerchiamo di capire come la tecnologia può aiutare i Professionisti del Fitness, chi fa Educazione Nutrizionale e chi si occupa di Fitness Coaching, ovvero miglioramento della Persona a tutto tondo.

Dire che la consulenza / il Coaching online è uguale alla consulenza di persona è scorretto. Semplicemente perché le due cose appartengono a due mondi differenti, due modi di comunicare differenti.

Nella consulenza di persona, la differenza sostanziale non è la capacità di effettuare misurazioni antropometriche o analisi della composizione corporea (sono davvero così importanti? Ne parleremo dopo...), ma la possibilità di cogliere il linguaggio non verbale dato da gestualità, postura ed espressioni.

Aspettate però a dire “Vistooo?! La consulenza di persona la vince, comunque”, in quanto, non è così. Se esistono differenze in termini di “definizioni”, molto diverso è il discorso in termini di “effetti” che le due cose producono. Il (Fitness) Coaching Online, infatti - se ben fatto - produce risultati molto simili, se non in certi casi superiori, al Coaching di persona (1).

Sono molti i punti che occorre analizzare, per cui… Facciamolo!

La comunicazione non verbale è solo “linguaggio del corpo”?

Molti pensano che comunicazione non verbale significhi esclusivamente saper analizzare il linguaggio del corpo. Ma questa è una loro carenza, la mancanza di un’estensione di questo a un “nuovo mondo”, quello della Tecnologia.

Facciamo un esempio. C’è una bella differenza tra un Cliente che scrive al suo Professionista questo:

Dottore scusi il distrrbo vlv chiederle ma come devo fare per mngnare oggi che sn fuori??!???

e tra un Cliente che, invece, scrive questo:

Salve, Dottore.

Mi scusi per il mio disturbo, ma vorrei chiederle quanto segue.

Tra un paio di giorni avrò una cena fuori, non so bene cosa si mangerà ma credo non sia proprio in linea con il piano nutrizionale concordato.

Secondo il suo parere, cosa potrebbe essere meglio fare?

  1. Mangiare abbastanza liberamente, riducendo poi il mio pasto libero successivo
  2. Mangiare il più possibile in linea con il piano nutrizionale

In attesa di un suo riscontro, la ringrazio di cuore.

La comunicazione non verbale, dunque, in un ambito in cui il corpo non si può vedere, si declina in quella che è la forma con cui si comunica. L’uso della punteggiatura, la disposizione delle parole e del testo, il “flusso” comunicativo, la posizione in cui è inserito l’elemento chiave e così via… Sono tutti elementi che fanno parte della “comunicazione non verbale in forma scritta”.

Nell’esempio sopra, è chiaro capire che la prima persona riflette uno stato di disorganizzazione mentale, fretta e ansia; mentre la seconda centra il punto come un cecchino, in maniera posata e morigerata.

(E non abbiamo parlato di chi manda i vocali! Per la maggior parte, costituiscono l’emblema del caos mentale di cui soffrono.)

Empatia e comunicazione de visu od a distanza

Con la persona davanti abbiamo la possibilità di creare più velocemente un legame empatico, che porta sul momento a sensibili variazioni anche dello stato ormonale (abbassamento del cortisolo e aumento dell’ossitocina), infondendo nella persona uno stato di calma e maggiore serenità (2).

Tali modifiche, purtroppo, potrebbero non avvenire semplicemente leggendo un messaggio o una e-mail, o potrebbero avvenire in molto tempo. In ogni caso, non è da tutti saper comunicare in forma scritta infondendo quella sensazione di fiducia che i Clienti richiedono quando si interfacciano con un Professionista.

Un altro aspetto di diversità riguarda un affascinante meccanismo del nostro cervello, che mette sullo stesso piano ambiti che, in realtà, non lo sono. La nostra pigrizia cognitiva ci porta ad associare i concetti di “vicinanza fisica” con quelli di “vicinanza emotiva” (per capirlo, basti pensare a quanto ci colpisce un incidente che accade ad una persona in un altro Continente, rispetto ad uno che accade al nostro vicino).

Questo aspetto fa sì che il rapporto Professionista - Cliente venga percepito più forte se i due sono territorialmente vicini.

I vantaggi della consulenza online / a distanza

Quanto detto non toglie che oggi, dove la Tecnologia ha permeato le nostre vite, l’utilizzo di sistemi informatici per seguire le persone nella loro strada per il benessere possa rivelarsi un mezzo utile e alla portata di tutti.

Qualora si scelga di seguire i propri Clienti online sarebbe bene avere un “luogo virtuale” dedicato alla comunicazione. Diventa quindi poco efficiente ed efficace l’utilizzo dei comuni strumenti per la messaggistica (WhatsApp, Messenger, & co.), in quanto sono ormai dei “mercati di piazza”.

Se possono essere utili per brevi appunti e notifiche, sul lungo periodo possono rivelarsi confusionari, aumentando la facilità di perdere delle informazioni importanti. L’e-mail permette una comunicazione più ragionata, ma può essere anch’essa dispersiva.

Molto più utile sarebbe avere un proprio “luogo virtuale”, o usare uno strumento di comunicazione ad accesso riservato (noi, ad esempio, abbiamo usato per molto tempo Twist - sia per comunicazione interna che per il rapporto con i Clienti).

Nella comunicazione scritta possono inoltre essere facilitate quelle persone che hanno difficoltà ad aprirsi, per timidezza o soggezione in un incontro di persona (cosa sempre più frequente, specie nei giovani). Anche lo stesso Professionista, avendo tempo per pensare alla risposta, può calibrare meglio le parole, cosa che in una performance verbale non è possibile.

Con un sistema di messaggi (anche automatici) organizzato è possibile tenere costantemente la persona motivata, si possono richiedere feedback frequenti e lavorare su percorsi di miglioramento dove è richiesto un monitoraggio assiduo, difficile da incastrare in uno studio o ambulatorio.

Sfruttando un servizio online è possibile educare la persona ad un corretto auto-monitoraggio dei progressi:

  • rilevamento del peso, con possibilità di suggerire una standardizzazione (ad esempio la mattina a digiuno) cosa che a livello ambulatoriale diventa difficile fare;
  • rilevamento delle circonferenze dei punti di interesse;
  • fotografie;
  • utilizzo di questionari/moduli più utili se autosomministrati che non in presenza di un Professionista;
  • invio di materiale educativo (ad esempio, una “F.A.Q.” - lista delle risposte a domande frequenti ricevute nel proprio lavoro).

Tutto questo può spingere il Cliente ad essere più autonomo e faciliterà il mantenimento dei risultati e delle abitudini costruite nel tempo.

La consulenza di persona è davvero di persona?

Oggigiorno, purtroppo, in tema “Tecnologia”, l’ambiente Fitness, Salute, Nutrizione, è intriso di una profonda ignoranza. Questa ignoranza è molto pericolosa per tutto il settore che, se dovesse stare a certi “consigli”, rischierebbe di stagnare e certamente di “farsi superare a destra” da chi ha maggiore conoscenza del settore tecnologico.

Al di là di questo, sarebbe opportuno chiedersi “Ma davvero la consulenza di persona è del tutto di persona?”. In sostanza, dovremmo credere che un Professionista vede la persona in studio e successivamente non ha alcun rapporto con quella persona, telefonico, via SMS, WhatsApp, e-mail, o altro? E, ammesso sia così, questo costituisce un beneficio per il Cliente?

Tutte le prove suggeriscono il contrario: fornire anche solo la “sicurezza” di una presenza, sapere che in ogni momento si può avere un input, un breve consulto, un consiglio, un sostegno, cambia radicalmente le cose. Far passare al Cliente che può chiedere consiglio solo previo appuntamento e presentandosi in studio è sicuramente un deterrente che può demotivare anche proprio ad iniziare il percorso di cambiamento.

E di certo tutti o quasi i Professionisti hanno capito questo e si rendono disponibili “a distanza / online” (con i consueti strumenti per la comunicazione) per supporto e sostegno. Cosa utilissima, che va al massimo ben organizzata, ma sicuramente non esclusa e anzi favorita.

Per questo, vediamo i punti essenziali per organizzare il lavoro di Fitness Coaching Online senza farsi sopraffare.

Fitness Coaching Online: come organizzarlo

Per “Fitness Coaching Online” si intende un percorso in cui il Professionista - con il ruolo di Coach o, meglio, Mentore - permette al suo assistito - il Cliente - di raggiungere un risultato di Fitness e benessere in linea con i suoi obiettivi, e di mantenerlo nel tempo, tramite canali di comunicazione che permettano un rapporto a distanza.

Purtroppo, la consulenza online è stata invasa da finti Professionisti che hanno creduto che non ci volesse organizzazione, quando invece potremmo dire che è proprio il contrario: il rapporto a distanza richiede più impegno in quanto occorre stabilire alcuni punti fermi che non è per tutti semplice rispettare.

Vediamo insieme quali sono, per fornire un servizio di qualità ai propri Clienti.

Scegliere un canale e usare solo quello

Il mondo odierno ci ha (purtroppo) esposto a troppi canali di comunicazione, le persone hanno rapporti superficiali perché una volta si scrivono su WhatsApp, l’altra su Messenger, l’altra ancora su Direct di Instagram… Come si può pensare di “tenere il filo del discorso”?

Ecco perché - per un Professionista - è fondamentale avere forza e coraggio di scegliere un solo canale e usare solo quello. E se un Cliente scrive altrove? Bisogna invitarlo a continuare sul canale scelto. Questo non è sempre facile e si potrebbe pensare di “accompagnare” il processo nel modo descritto nell’esempio:

  • Si sceglie come canale l’e-mail; anche se “più lenta”, il Cliente sa che riceverà sempre risposta dal Professionista entro 48 h (o il tempo concordato insieme);
  • Il Cliente, d’un tratto, prende il telefono e scrive via WhatsApp, ponendo una domanda;
  • Il Professionista può prendere quella domanda, copiarla e incollarla sull’e-mail rispondendo lì.

Ripetere questo processo 2-3 volte produrrà due risultati:

  1. L’abitudine a scrivere tramite il canale scelto e la consapevolezza che su quel canale c’è migliore organizzazione in termini di possibilità di risposta (e lettura) - la messaggistica istantanea può essere utile giusto per scambi velocissimi;
  2. La comprensione di non superare determinati confini, ragionando prima di fare qualsiasi domanda venga in testa e sicuramente ponendola in modo più chiaro, conciso e organizzato.

Il vantaggio di scegliere un canale e usare solo quello, inoltre, permette di rendere il rapporto online quanto più simile a quello offline, ancora meglio se si usa una piattaforma non comune, in cui si entra esclusivamente o quasi per quel rapporto professionale. Come entrare in un ufficio o studio, ma virtuale.

Organizzare il lavoro e creare un database

Per un Professionista, la consulenza online potrebbe presentare lo svantaggio che, non avendo un “processo fisico da seguire” (prendere dati davanti al Cliente, porgli domande, segnare appunti), non venga stabilito quale supporto utilizzare per archiviare appunti e dati.

Abbiamo già discusso di come usare un “gestionale” gratis per i Clienti, qui ribadiamo l’importanza di avere un’organizzazione molto precisa del processo che si seguirà per ogni Cliente, dal primo contatto fino alla fine del percorso insieme.

Questo permetterà due cose:

  1. Recuperare velocemente la “cartella Cliente” e sapere subito dove si è; importante quando si hanno molti Clienti e non si può fisicamente ricordare il punto in cui ognuno si trova;
  2. Generare una propria statistica, il che vuol dire avvicinarsi sempre più ad un lavoro “evidence based” (che, ripetiamo, non è quello in cui si forniscono quante più note bibliografiche, ma quello che segue un processo scientifico: raccolta dati, analisi, sintesi); utile anche, ad esempio, per la “F.A.Q.” accennata sopra.

Impostare orari di lavoro precisi

Consulenza online, troppo spesso, significa ritenersi responsabili di una reperibilità 24/7. Non è solo impossibile, ma truffaldina. Chi la dichiara prende in giro i Clienti (come si può mai pensare di essere reperibili 24/7? E il tempo per dormire? Mangiare? Stare con i cari?).

-- A meno che non si abbia un team di persone che fanno i turni; se fosse così, ne sapreste molto più di chiunque altro di come si gestisce il Fitness Coaching Online, e non stareste leggendo questo articolo. --

Rendersi sempre disponibili, purtroppo, non permette di definire dei confini ben precisi e, a dirla tutta, scaturisce in una sorta di “controllo” da parte del Professionista che non lascia spazio alla crescita personale del suo Cliente.

Pensate a quante volte - voi stessi - avete pensato di porre una domanda a un vostro “Mentore”, l’avete scritta, e in quello stesso momento avete capito che avevate già la risposta (affronteremo il fenomeno anche dopo). In quel momento avete subìto una crescita inconsapevole e repentina, ma utilissima: quell’informazione si è indissolubilmente legata a voi.

Un Coach - o per meglio dire, un Mentore - non è la persona sempre presente per fornire risposte, ma quella che infonde una conoscenza che permette di arrivare alle risposte anche senza la sua presenza. Questo è il vero significato del termine educare.

Se si è sempre presenti non lasciando mai spazio per il ragionamento autonomo, si finisce per diventare dei “risponditori automatici” che non lasciano altro oltre a qualche consiglio tecnico che potrebbe essere facilmente reperibile da libri, riviste, web o conoscenze. Si diventa, in una parola, sostituibili.

Sarebbe utile, dunque, stabilire degli orari in cui rispondere a tutte le e-mail, i messaggi, e quant’altro (a seconda del canale scelto). Che la cosa sia inizialmente dichiarata (“I miei giorni di risposta sono Martedì, Giovedì, Venerdì, tra le 10 e le 12”) oppure no, nel giro di qualche giorno il Cliente sarà tranquillo e sicuro che la risposta arriverà a determinati orari.

In caso contrario, paradossalmente, sarà più facile che si generi “ansia da non risposta”, in quanto non si sarà creata una struttura precisa. Il Cliente riceverebbe risposta costantemente, è vero, ma cosa accadrebbe se ci fosse un imprevisto?

Inviare reminder a frequenze prestabilite

Oltre a fornire supporto per domande e dubbi, sarebbe utile inviare dei reminder di tanto in tanto, che dovrebbero essere standardizzati e automatizzati.

Standardizzati significa che sono simili tra loro (“Ti scrivo oggi per ricordarti di darmi qualche feedback, il peso misurato stamani e la scala del tuo umore nella giornata di ieri”, ad esempio). Questo è utile anche per raccogliere dati e fare una propria statistica. Automatizzati significa che sarebbe bene assegnarsi delle scadenze, ad esempio ricordarsi di scrivere ogni 3-5 settimane o usare proprio strumenti che permettano l’invio automatico di messaggio o e-mail (nell’articolo sull’utilizzo di Google Drive abbiamo parlato di alcune funzioni di Google Moduli che permettono qualcosa di simile).

Questo permette di stabilire quel rapporto empatico di cui abbiamo parlato sopra, anche se a distanza: sarebbe altrimenti difficile far percepire la propria presenza e far capire che, anche se online, gli strumenti tecnologici di cui disponiamo ci permettono di “esserci” anche se non fisicamente presenti.

Il vantaggio della comunicazione scritta

Molti pensano che parlare sia meglio che scrivere. Molti altri pensano che scrivere sia meglio che parlare. La verità è che dipende dal contesto: per uno scambio ideativo, è meglio parlare de visu, ma per tutto quanto concerne spiegazioni, istruzioni, e “guide”, è sempre meglio la forma scritta.

Non solo: è meglio scrivere anche per chi è dall’altro lato (il Cliente) in quanto si genera il fenomeno di cui abbiamo parlato su (riorganizzazione mentale). Potremmo parlarne a livello neurologico - come le informazioni vengano passate dalla memoria a breve termine a strutture che ne permettono la visione d’insieme - ma non allunghiamo troppo il brodo e ragioniamo.

Vi siete certamente trovati nella situazione in cui, avendo un problema da risolvere, non avevate carta e penna o qualsiasi supporto su cui scrivere, sforzandovi enormemente per arrivare alla soluzione a mente per poi arrivarci in un lampo appena avete avuto modo di scrivere qualcosa. Anche a scuola, se ricordate, il prof. di Matematica o Fisica ci diceva di scrivere i dati, poi le ipotesi, poi le formule, quindi ogni calcolo che ci passava per la testa.

Scrivere, quando si ha un problema da risolvere, permette di “toglierselo dalla testa” e poterlo analizzare con visione globale. E, dal momento che il cervello funziona in tutti allo stesso modo, sarebbe meglio che i Clienti fossero educati a porre domande le cui risposte richiedono “istruzioni e informazioni”, in forma scritta.

Molto spesso, si rendono conto da soli che hanno già la risposta in testa, solo che mancava loro il modo di “abbracciarla” in maniera concreta, di consapevolizzarla.

E le misure? Il peso? I dati antropometrici?

Queste domande ci fanno sempre venire in mente un problema di definizione degli obiettivi. Chiedete a qualsiasi Professionista se è più importante che il Cliente raggiunga il benessere oppure che abbia 85 e non 87 cm di circonferenza vita e pesi mezzo Kg in meno, e vi risponderà:

Ovvio, è più importante raggiungere il benessere; circonferenza e peso sono una conseguenza di questo.

Eppure, quando si parla di visite, consulenze e quant’altro, se non si hanno dati fisici sembra che si muoia. Come se tutto il valore della professione non vada oltre quanto si è bravi a prendere delle circonferenze (per inciso: qualsiasi sarto vincerebbe a mani basse).

E (anche) per questo le consulenze online sono mal viste: come si possono prendere le misure? Il peso? Le circonferenze? Innanzitutto, si può insegnare a misurarsi da soli. Si possono avere piccoli errori, ma sono appunto piccoli alla luce di una visione globale (3). In secondo luogo: davvero il valore di un Professionista che punta al benessere di una persona, si misura - termine azzeccatissimo - con le misurazioni che riesce a prendere?

Non sarebbe meglio misurarlo su quanto riesce a far sentire la persona motivata, spronata, guidata e supportata? Ancora meglio, quanto riesce a farla sentire educata ed accresciuta da quel percorso? Misurare caratteristiche astratte non lo si può fare con un metro o una bilancia, serve impegno ma non è impossibile: si devono porre le domande giuste per valutare lo stato di Fitness.

È un po’ come per gli strumenti di valutazione delle caratteristiche psicologiche: esistono questionari somministrati a cui rispondere attraverso punteggi, scale, e così via. Nel nostro cammino, abbiamo scoperto un metodo pratico e concreto per avere una panoramica sul livello di Fitness, senza dati antropometrici.

Il solo fatto di non conoscere particolari strumenti, non dà diritto di dire che solo quelli di cui si è in possesso, siano quelli giusti.

[Per Biologi Nutrizionisti] Sì, sappiamo cos’hai in mente!

Se siete Biologi Nutrizionisti in Italia, iscritti all’Ordine Nazionale dei Biologi, sappiamo cosa avete in mente: vi sembra che l’Ordine stia attualmente impedendo di attivare servizi online per il miglioramento del benessere.

Ma non è così.

Quello che sta impedendo è pubblicizzare visite online e fornire diete personalizzate senza mai aver visto la persona. Il “pericolo” di questo impedimento è che non viene fornita una soluzione alternativa: come a dire “Per far star bene una persona, o gli fai la dieta grammata e gliela fai in sede, oppure lasciala stare male”.

Le soluzioni alternative esistono e non sono neppure così alternative, ma oggigiorno più funzionali ed utili sia per il vostro “Fitness professionale” che per il “Fitness personale” dei vostri Clienti. E non hanno nulla a che fare con "fare visite online / diete personalizzata online".

Come Professionisti che puntano a Fitness e benessere di chi si rivolge a loro, infatti, non dovreste pubblicizzare né fare visite online e/o fornire diete personalizzate online, per diversi motivi:

  1. La cultura in questo settore è cresciuta; a meno di persone con patologie, per le quali è soprattutto il Medico a consigliare i vostri servizi - ed in tal caso è bene la visita in sede, visto anche che persone di questo tipo potrebbero essere di una certa età -, tutti gli altri non cercano più “il Nutrizionista”, cercano di stare bene - ed è il motivo per cui hanno preso sempre più piede Professioni quali “il Coach”.

  2. Le persone hanno capito o stanno capendo che “ricevere la dieta” non è più così tanto di valore, dal momento che se ne possono scaricare gratis o quasi, anche di qualità, ormai in ogni dove sul web. Ciò che è importante è il supporto, la guida, l’educazione e l’accrescimento che un Professionista riesce a dare.

  3. La dieta dovrebbe innanzitutto essere soltanto una parte del percorso, in secondo luogo ormai abbiamo tutti capito che, intesa come “grammata e schematica”, la dieta non è la soluzione né per dimagrimento, né per condizioni di salute, né per benessere, se si vuole stare bene a lungo termine; molto meglio basarsi sull’educazione ed il Coaching per il benessere generale prima, per la nutrizione solo dopo.

In sintesi, sarebbe molto più utile e proficuo, per i Professionisti ed i loro Clienti, offrire servizi basati su percorsi per il miglioramento del benessere a tutto tondo, di crescita e miglioramento personale, che niente hanno a che fare con “elaborare una dieta grammata e schematica”.

Vogliono davvero inibire la vostra evoluzione?

Come nota a margine, sappiate inoltre che ciò che sembra potrebbe differire da ciò che è. Non sempre per un’organizzazione strutturata, come l’Ordine Nazionale dei Biologi, è facile far capire gli intenti reali.

Dal canto nostro, possiamo dire di non aver trovato resistenze all’evoluzione e la crescita del settore, quando abbiamo proposto di pubblicizzare una risorsa per “costruire una Dieta Chetogenica autonomamente e online”, direttamente sul giornale ufficiale dell’Ordine, Biologi Italiani.

L’intento era sensibilizzare i Biologi Nutrizionisti ad un argomento così tanto dibattuto (Dieta Chetogenica), proposto in una veste su cui spesso si storce il naso (strutturarla in autonomia) e ancora poco utilizzata (tramite canali online).

Pubblicità Dieta Chetogenica Online su Biologi Italiani

(Uno dei numeri sui quali siamo comparsi - nr. 1 di Marzo 2017; la lista completa è: Febbraio, Marzo, Luglio/Agosto, Settembre, Ottobre, Dicembre, 2017 - se volete dare un'occhiata.)

Era il 2017 e nutriamo la speranza che, ad oggi, siano stati fatti passi avanti. Semplicemente, bisogna vedere le cose da una prospettiva comune. E, ad oggi, questa prospettiva ci suggerisce - con dati certi - che consulenza e percorsi online per il miglioramento del benessere, siano la via da seguire in un mondo sempre più veloce e connesso.

+++

Ricapitolando: il valore del Fitness Coaching Online - o che dir si voglia “rapporto di consulenza online per costruire un percorso di benessere” - è indiscutibile e, con i mezzi tecnologici di cui disponiamo, non sfruttare questo valore va a discapito del Cliente.

Le persone, infatti, sempre più si stanno affidando a mezzi tecnologici per migliorare il proprio benessere, talvolta facendo scelte appropriate, talvolta meno. Che sia offline, online, in collegamento via satellite o tramite piccione viaggiatore, una “guida” (un Mentore, appunto) permette la sicurezza di fare la scelta più appropriata.

La Tecnologia, in un campo come l’educazione nutrizionale ed il fitness Coaching, non andrebbe tralasciata perché “Io sono un tipo all’antica”, in quanto magari i Clienti non lo sono.

Le persone sono già in cerca di soluzioni non solo smart, comode e veloci, ma integrabili nel proprio stile di vita cosicché il loro benessere possa essere vissuto appieno, senza ostacoli imposti da chi non ha avuto voglia e coraggio di evolvere la sua Professione attraverso la Tecnologia.

Riferimenti

  1. Busk K et al. Comparison of In-Person and Online Motivational Interviewing-Based Health Coaching. Health Promot Pract. 2018.
  2. Seltzer LJ et al. Instant messages vs. speech: hormones and why we still need to hear each other. Evol Hum Behav. 2012.
  3. Carranza Leon BG et al. Self-Measured vs Professionally Measured Waist Circumference. Ann Fam Med. 2016.
  4. Kolenda N. The Tangled Mind: Unraveling the Origin of Human Nature. Amazon Publishing. 2019.

Ti è stato utile?
Facci sapere!

0.0/5 di voti (0 voti)

Per sbloccare il tuo Potenziale...
Inizia GRATIS

Quanto hai appena appreso è solo una piccola parte. Ma non temere: esiste un metodo che ti insegna ad adattare le abitudini di Fitness e benessere alla tua vita (e non il contrario!)

Senza dieta da rincorrere, allenamento da organizzare, integratori da ricordare e strane posizioni yoga da emulare. Per vivere il Fitness, non subirlo.


Sei un PRO che lavora nel settore? Se, come noi, vuoi ispirare le persone a migliorare le loro abitudini ed essere il loro riferimento, unisciti a noi! Scopri come qui


Quella domanda che ti frulla in testa...

Leggere in autonomia è il miglior modo per applicare a sé quanto appreso, ma interagire è fondamentale quando quel dubbio o quella curiosità proprio non ti mollano.

Non esitare a porre qualsiasi domanda, riportarci qualsiasi dubbio o semplicemente una tua esperienza usando i commenti qui sotto: saremo felici di approfondire questo argomento con te e consigliarti al meglio.

Per lasciare un commento, Registrati Gratis › Registrati Gratis › oppure Effettua il Login › Effettua il Login ›

Commenti (2)

  • paolo nuzzolillo

    paolo nuzzolillo

    28.08.2019 | 11:24 | #

    Buondì, mi è saltato all'occhio "per non parlare di messaggi vocali, emblema del caos mentale di cui soffrono".
    Io amo mandare messaggi vocali(ben organizzati, non brainstorming). La motivazione sarebbe far sentire la mia voce aumentando il legame empatico, che appunto è difficile da creare /mantenere con una persona al telefono.
    I vocali, non avrebbero dei risvolti positivi in questi termini?

    Rispondi

    • Oukside

      Oukside

      28.08.2019 | 13:59 | #

      Ciao Paolo, grazie per il tuo feedback.

      Quanto scritto si riferiva alla maggior parte, che usano i vocali per pigrizia. Ed il risultato è spesso 60-90'' di "Ehm / Uhm / Dicevo / Quindi..." seguiti da 5-10'' di una frase di senso compiuto.

      La maggior parte di questi vocali potrebbero essere scritti in 10-20 parole. Cosa che richiede impegno ed organizzazione mentale, ma come detto è un'attività utile proprio per questo (come fare una mappa mentale della propria richiesta).

      Se la cosa funziona per te per inviare vocali che abbiano una certa struttura (la maggior parte non li ha, sono confusionari), è ben diverso.

      Speriamo di essere stati utili.

      Cordialmente,
      Team Oukside

      Rispondi

Lascia un commento

Per favore esegui il Login per lasciare un commento.