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La tecnologia per l’educazione nutrizionale e il fitness coaching

Tecnologia e Fitness: un aiuto per i PRO, per educare al meglio i propri Clienti
By Team Oukside | 21 Agosto 2019

La tecnologia per l’educazione nutrizionale e il fitness coaching

In questo articolo cerchiamo di capire come la Tecnologia può aiutare i Professionisti del Fitness, chi fa Educazione Nutrizionale e chi si occupa di Fitness Coaching, ovvero miglioramento della Persona a tutto tondo.

Dire che la consulenza / il Coaching online è uguale alla consulenza di persona è scorretto. Semplicemente perché le due cose appartengono a due mondi differenti, due modi di comunicare differenti.

Nella consulenza di persona, la differenza sostanziale non è la capacità di effettuare misurazioni antropometriche o analisi della composizione corporea (non sono poi così importanti, come vedremo dopo), ma la possibilità di cogliere il linguaggio non verbale dato da gestualità, postura ed espressioni.

Aspetta però a dire che la consulenza di persona la vince, in quanto non è così. Se esistono differenze in termini di “definizioni”, molto diverso è il discorso in termini di “effetti” che le due cose producono. Il (Fitness) Coaching Online, infatti - se ben fatto - produce risultati molto simili, se non in certi casi superiori, al Coaching di persona (1).

Sono molti i punti che occorre analizzare, per cui… Armati di pazienza e seguici fino in fondo.

Comunicazione non verbale in un mondo connesso a distanza

Molti pensano che comunicazione non verbale significhi esclusivamente l'espressione di emozioni e stati d'animo tramite gesture e movenze. In breve, il "linguaggio del corpo". Ma non è solo questo. La comunicazione non verbale si estenda a un “nuovo mondo”, quello della Tecnologia che permette di connetterci a distanza.

Facciamo un esempio. C’è una bella differenza tra un Cliente che scrive al suo Professionista questo:

Dottore scusi il distrrbo vlv chiederle ma come devo fare per mngnare oggi che sn fuori??!???

e tra un Cliente che, invece, scrive questo:

Salve, Dottore.

Mi scusi per il mio disturbo, ma vorrei chiederle quanto segue.

Tra un paio di giorni avrò una cena fuori, non so bene cosa si mangerà ma credo non sia proprio in linea con il piano nutrizionale concordato.

Secondo il suo parere, cosa potrebbe essere meglio fare?

  1. Mangiare abbastanza liberamente, riducendo poi il mio pasto libero successivo
  2. Mangiare il più possibile in linea con il piano nutrizionale

In attesa di un suo riscontro, la ringrazio di cuore.

La comunicazione non verbale, dunque, in un ambito in cui il corpo non si può vedere, si declina in quella che è la forma con cui si comunica. L’uso della punteggiatura, la disposizione delle parole e del testo, il “flusso” comunicativo, la posizione in cui è inserito l’elemento chiave e così via… Sono tutti elementi che fanno parte della “comunicazione non verbale in forma scritta”.

Nell’esempio sopra, è chiaro capire che la prima persona riflette uno stato di disorganizzazione mentale, fretta e ansia; mentre la seconda centra il punto come un cecchino, in maniera posata e morigerata.

(E non abbiamo parlato di chi manda i vocali! Per la maggior parte, costituiscono l’emblema del caos mentale di cui soffrono.)

Empatia e comunicazione a distanza

Con la persona davanti abbiamo la possibilità di creare più velocemente un legame empatico, che porta sul momento a sensibili variazioni anche dello stato ormonale (abbassamento del cortisolo e aumento dell’ossitocina), infondendo nella persona uno stato di calma e maggiore serenità (2).

Tali modifiche potrebbero non avvenire semplicemente leggendo un messaggio o una e-mail, o potrebbero avvenire in molto tempo. Non è da tutti saper comunicare in forma scritta infondendo quella sensazione di fiducia che i Clienti richiedono quando si interfacciano con un Professionista.

Se così fosse, faremmo gli scrittori di romanzi e poesie. D'altro canto, per stabilire un buon rapporto di empatia quando si comunica in forma scritta / a distanza, sarebbe bene conoscere le basi (e magari anche di più) del "buono scrivere".

Un altro aspetto di diversità riguarda un affascinante meccanismo del nostro cervello, che mette sullo stesso piano ambiti che, in realtà, non lo sono. La nostra pigrizia cognitiva ci porta ad associare i concetti di “vicinanza fisica” con quelli di “vicinanza emotiva” (per capirlo, basti pensare a quanto ci colpisce un incidente che accade ad una persona in un altro Continente, rispetto ad uno che accade al nostro vicino).

Questo aspetto fa sì che il rapporto Professionista - Cliente, la maggior parte delle volte, venga percepito più forte se i due sono territorialmente vicini.

Ciò non vuol dire, comunque, che non si possa fare qualcosa per creare questo "effetto vicinanza" anche comunicando a distanza: non ti è mai capitato di sentirti "vicino" all'autore di un libro o articolo o post che stavi leggendo, tanto era scritto bene?

I vantaggi della consulenza online / a distanza

Quanto detto ti fa capire che la consulenza online / a distanza richiede qualche abilità comunicativa extra: in particolare, saper comunicare - in forma scritta - oltre al messaggio che vuoi comunicare, empatia, emozioni e sensazioni che avresti comunicato col "linguaggio del corpo".

Ciò non toglie che oggi, dove la Tecnologia ha permeato le nostre vite, l’utilizzo di sistemi informatici per seguire le persone nella loro strada per il benessere possa rivelarsi un mezzo più efficiente e più utile.

Qualora si scelga di seguire i propri Clienti online sarebbe bene avere un “luogo virtuale” dedicato alla comunicazione. Diventa quindi poco efficiente ed efficace l’utilizzo dei comuni strumenti per la messaggistica (WhatsApp, Messenger, & co.), in quanto sono ormai dei “mercati di piazza”.

Se possono essere utili per brevi appunti e notifiche, sul lungo periodo possono rivelarsi confusionari, aumentando la facilità di perdere delle informazioni importanti. L’e-mail permette una comunicazione più ragionata, ma può essere anch’essa dispersiva.

Molto più utile sarebbe avere un proprio “luogo virtuale”, o usare uno strumento di comunicazione ad accesso riservato (ti consigliamo Twist - che abbiamo noi stesso utilizzato per molto tempo per il rapporto con i Clienti, e continuiamo ad utilizzare per tutta la comunicazione interna).

Nella comunicazione scritta possono inoltre essere facilitate quelle persone che hanno difficoltà ad aprirsi, per timidezza o soggezione in un incontro di persona (cosa sempre più frequente, specie nei giovani). Anche lo stesso Professionista, avendo tempo per pensare alla risposta, può calibrare meglio le parole, cosa che in una performance verbale non è possibile.

Con un sistema di messaggi (anche automatici) organizzato è possibile tenere costantemente la persona motivata, si possono richiedere feedback frequenti e lavorare su percorsi di miglioramento dove è richiesto un monitoraggio assiduo, difficile da incastrare in uno studio o ambulatorio.

Sfruttando un servizio online è possibile educare la persona ad un corretto auto-monitoraggio dei progressi:

  • rilevamento del peso, con possibilità di suggerire una standardizzazione (ad esempio la mattina a digiuno) cosa che a livello ambulatoriale diventa difficile fare;
  • rilevamento delle circonferenze dei punti di interesse;
  • fotografie;
  • utilizzo di questionari / moduli, spesso più utili se autosomministrati che non in presenza di qualcun altro;
  • invio di materiale educativo (ad esempio, una “F.A.Q.” - lista delle risposte a domande frequenti ricevute nel proprio lavoro).

Tutto questo può spingere il Cliente ad essere più autonomo e faciliterà il mantenimento dei risultati e delle abitudini costruite nel tempo.

La consulenza di persona è davvero di persona?

Oggigiorno, purtroppo, in tema “Tecnologia”, l’ambiente Fitness, Salute, Nutrizione, è intriso di una profonda ignoranza. Questa ignoranza è molto pericolosa per tutto il settore che, se dovesse stare a certi “consigli”, rischierebbe di stagnare e certamente di “farsi superare a destra” da chi ha maggiore conoscenza del settore tecnologico.

Prova ne sono le varie app - contacalorie, fitness tracker e simili - che magari presentano delle inesattezze a livello tecnico (nutrizione, training, etc.), ma essendo estremamente fruibili, costituiscono il più delle volte la "prima scelta" della maggior parte delle persone che vogliono migliorare il loro stile di vita.

Al di là di questo, sarebbe opportuno chiedersi “Ma davvero la consulenza di persona è del tutto di persona?”. In sostanza, è bene che un Professionista veda la persona in studio e successivamente non abbia alcun rapporto con quella persona, telefonico, via SMS, WhatsApp, e-mail, o altro? E, ammesso sia così, questo costituisce un beneficio per il Cliente?

Tutte le prove suggeriscono il contrario: fornire anche solo la “sicurezza” di una presenza, sapere che in ogni momento si può avere un input, un breve consulto, un consiglio, un sostegno, cambia radicalmente le cose. Far passare al Cliente che può chiedere consiglio solo previo appuntamento e presentandosi in studio è sicuramente un deterrente che può demotivare anche proprio ad iniziare il percorso di cambiamento.

E di certo tutti o quasi i Professionisti hanno capito questo e si rendono disponibili “a distanza / online” (con i consueti strumenti per la comunicazione) per supporto e sostegno. Cosa utilissima, che va al massimo ben organizzata, ma sicuramente non esclusa e anzi favorita.

Per questo, vediamo i punti essenziali per organizzare il lavoro di Fitness Coaching Online senza farsi sopraffare.

Fitness Coaching Online: come organizzarlo

Per “Fitness Coaching Online” si intende un percorso in cui il Professionista - con il ruolo di Coach o, meglio, Mentore - permette al suo assistito - il Cliente - di raggiungere un risultato di Fitness e benessere in linea con i suoi obiettivi, e di mantenerlo nel tempo, tramite canali di comunicazione che permettano un rapporto a distanza.

Purtroppo, la consulenza online è stata invasa da finti Professionisti che hanno creduto che non ci volesse organizzazione, quando invece potremmo dire che è proprio il contrario: il rapporto a distanza richiede più impegno in quanto occorre stabilire alcuni punti fermi che non è per tutti semplice rispettare.

Vediamo insieme quali sono, per fornire un servizio di qualità ai propri Clienti.

Scegliere un canale e usare solo quello

Il mondo odierno ci ha (purtroppo) esposto a troppi canali di comunicazione, le persone hanno rapporti superficiali perché una volta si scrivono su WhatsApp, l’altra su Messenger, l’altra ancora su Direct di Instagram… Come si può pensare di “tenere il filo del discorso”?

Ecco perché - per un Professionista - è fondamentale avere forza e coraggio di scegliere un solo canale e usare solo quello. E se un Cliente scrive altrove? Bisogna invitarlo a continuare sul canale scelto. Questo non è sempre facile e si potrebbe pensare di “accompagnare” il processo nel modo descritto nell’esempio:

  • Si sceglie come canale l’e-mail; anche se “più lenta”, il Cliente sa che riceverà sempre risposta dal Professionista entro 48 h (o il tempo concordato insieme).

  • Il Cliente, d’un tratto, prende il telefono e scrive via WhatsApp, ponendo una domanda.

  • Il Professionista può prendere quella domanda, copiarla e incollarla sull’e-mail rispondendo lì.

Ripetere questo processo 2-3 volte produrrà due risultati:

  1. L’abitudine a scrivere tramite il canale scelto e la consapevolezza che su quel canale c’è migliore organizzazione in termini di possibilità di risposta (e lettura) - la messaggistica istantanea può essere utile giusto per scambi veloci.

  2. La comprensione di non superare determinati confini, ragionando prima di fare qualsiasi domanda venga in testa e sicuramente ponendola in modo più chiaro, conciso e organizzato.

Il vantaggio di scegliere un canale e usare solo quello, inoltre, permette di rendere il rapporto online quanto più simile a quello offline per quanto riguarda la percezione di professionalità, ancora meglio se si usa una piattaforma non comune, in cui si entra esclusivamente o quasi per quel rapporto professionale. Come entrare in un ufficio o studio, ma virtuale.

Organizzare il lavoro e creare un database

Per un Professionista, la consulenza online potrebbe presentare lo svantaggio che, non avendo un “processo fisico da seguire” (prendere dati davanti al Cliente, porgli domande, segnare appunti), non venga stabilito quale supporto utilizzare per archiviare appunti e dati.

Abbiamo già discusso su come usare un “gestionale” gratis per i Clienti, qui ribadiamo l’importanza di avere un’organizzazione molto precisa del processo che si seguirà per ogni Cliente, dal primo contatto fino alla fine del percorso insieme.

Questo permetterà due cose:

  1. Recuperare velocemente la “cartella Cliente” e sapere subito dove si è; importante quando si hanno molti Clienti e non si può umanamente ricordare il punto in cui ognuno si trova.

  2. Generare una propria statistica, il che vuol dire avvicinarsi sempre più ad un metodo di lavoro “evidence based”; utile anche, ad esempio, per la costruzione di una “F.A.Q.” accennata sopra.

Impostare orari di lavoro precisi

Consulenza online, troppo spesso, significa ritenersi responsabili di una reperibilità 24/7. Non è solo impossibile, ma truffaldina nei confronti del Cliete (come si può mai pensare di essere reperibili 24/7? E il tempo per dormire? Mangiare? Stare con i cari?).

-- A meno che non si abbia un team di persone che fanno i turni; se fosse così, ne sapresti molto più di chiunque altro di come si gestisce il Fitness Coaching Online, e non staresti leggendo questo articolo. --

Rendersi sempre disponibili, purtroppo, non permette di definire dei confini ben precisi e, a dirla tutta, scaturisce in una sorta di “controllo” da parte del Professionista che non lascia spazio alla crescita personale del suo Cliente.

Pensa a quante volte hai pensato di porre una domanda a un tuo “Mentore”, l'hai scritta, e in quello stesso momento hai capito che avevi già la risposta (affronteremo il fenomeno anche dopo). In quel momento hai subìto una crescita inconsapevole e repentina, ma utilissima: quell’informazione si è indissolubilmente legata a te.

Un Coach - o per meglio dire, un Mentore - non è la persona sempre presente per fornire risposte, ma quella che infonde una conoscenza che permette di arrivare alle risposte anche senza la sua presenza. Questo è il vero significato del termine educare.

Se si è sempre presenti non lasciando mai spazio per il ragionamento autonomo, si finisce per diventare dei “risponditori automatici” che non lasciano altro oltre a qualche consiglio tecnico che potrebbe essere facilmente reperibile da libri, riviste, web o conoscenze. Si diventa, in una parola, sostituibili.

Sarebbe utile, dunque, stabilire degli orari in cui rispondere a tutte le e-mail, i messaggi, e quant’altro (a seconda del canale scelto). Che la cosa sia inizialmente dichiarata (“I miei giorni di risposta sono Martedì, Giovedì, Venerdì, tra le 10 e le 12”) oppure no, nel giro di qualche giorno il Cliente sarà tranquillo e sicuro che la risposta arriverà a determinati orari.

In caso contrario, paradossalmente, sarà più facile che si generi “ansia da non risposta”, in quanto non si sarà creata una struttura precisa. Il Cliente riceverebbe risposta costantemente, è vero, ma cosa accadrebbe se ci fosse un imprevisto?

Inviare reminder a frequenze prestabilite

Oltre a fornire supporto per domande e dubbi, sarebbe utile inviare dei reminder di tanto in tanto, che dovrebbero essere standardizzati e automatizzati.

Standardizzati significa che sono simili tra loro (“Ti scrivo oggi per ricordarti di darmi qualche feedback, il peso misurato stamani e la scala del tuo umore nella giornata di ieri”, ad esempio). Questo è utile anche per raccogliere dati e fare una propria statistica.

Automatizzati significa che sarebbe bene assegnarsi delle scadenze, ad esempio ricordarsi di scrivere ogni 3-5 settimane o usare propri strumenti che permettano l’invio automatico di messaggio o e-mail (nell’articolo sull’utilizzo di Google Drive abbiamo parlato di alcune funzioni di Google Moduli che permettono qualcosa di simile).

-- Alcuni strumenti di messaggistica - come Telegram - o plugin per i principali client di posta elettronica - Gmail, Mail di Apple, Outlook - permettono l'invio programmato dei messaggi. --

Questo permette di stabilire quel rapporto empatico di cui abbiamo parlato sopra, anche se a distanza: sarebbe altrimenti difficile far percepire la propria presenza e far capire che, anche se online, gli strumenti tecnologici di cui disponiamo ci permettono di “esserci” anche se non fisicamente presenti.

Il vantaggio della comunicazione scritta

Molti pensano che parlare sia meglio che scrivere. Molti altri pensano che scrivere sia meglio che parlare. La verità è che dipende dal contesto: per uno scambio ideativo, è meglio parlare de visu, ma per tutto quanto concerne spiegazioni, istruzioni, e “guide”, è sempre meglio la forma scritta.

Non solo: è meglio scrivere anche per chi è dall’altro lato (il Cliente) in quanto si genera il fenomeno di cui abbiamo parlato su (riorganizzazione mentale). Potremmo parlarne a livello neurologico - come le informazioni vengano passate dalla memoria a breve termine a strutture che ne permettono la visione d’insieme - ma non allunghiamo troppo il brodo e ragioniamo.

Ti sei certamente trovato nella situazione in cui, avendo un problema da risolvere, non avevi carta e penna o qualsiasi supporto su cui scrivere, sforzandoti enormemente per arrivare alla soluzione a mente per poi arrivarci in un lampo appena hai avuto modo di scrivere qualcosa. Anche a scuola, se ricordi, il prof. di Matematica o Fisica ti diceva di scrivere i dati, poi le ipotesi, poi le formule, quindi ogni calcolo che ti passava per la testa.

Scrivere, quando si ha un problema da risolvere, permette di “toglierselo dalla testa” e poterlo analizzare con visione globale. E, dal momento che il cervello funziona in tutti allo stesso modo, sarebbe meglio che i Clienti fossero educati a porre domande le cui risposte richiedono “istruzioni e informazioni”, in forma scritta.

Molto spesso, si rendono conto da soli che hanno già la risposta in testa, solo che mancava loro il modo di “abbracciarla” in maniera concreta, di consapevolizzarla.

E le misure? Il peso? I dati antropometrici?

Queste domande ci fanno sempre venire in mente un problema di definizione degli obiettivi. Chiedi a qualsiasi Professionista se è più importante che il Cliente raggiunga il benessere oppure che abbia 85 e non 87 cm di circonferenza vita e pesi mezzo Kg in meno, e ti risponderà:

Ovvio, è più importante raggiungere il benessere; circonferenza e peso sono una conseguenza di questo.

Eppure, quando si parla di visite, consulenze e quant’altro, se non si hanno dati fisici sembra che si muoia. Come se tutto il valore della professione non vada oltre quanto si è bravi a prendere delle circonferenze (per inciso: qualsiasi sarto vincerebbe a mani basse).

E (anche) per questo le consulenze online sono mal viste: come si possono prendere le misure? Il peso? Le circonferenze? Innanzitutto, si può insegnare a misurarsi da soli. Si possono avere piccoli errori, ma sono appunto piccoli alla luce di una visione globale (3). In secondo luogo: davvero il valore di un percorso con un Professionista che punta al benessere di una persona, si misura - termine azzeccatissimo - con le misurazioni che riesce a prendere?

Non sarebbe meglio misurarlo su quanto riesce a far sentire la persona motivata, spronata, guidata e supportata? Ancora meglio, quanto riesce a farla sentire educata ed accresciuta da quel percorso? Misurare caratteristiche astratte non lo si può fare con un metro o una bilancia, serve impegno ma non è impossibile.

È un po’ come per gli strumenti di valutazione delle caratteristiche psicologiche: esistono questionari somministrati a cui rispondere attraverso punteggi, scale, e così via. Nel nostro cammino, abbiamo messo a punto un metodo pratico e concreto per avere una panoramica sul livello di Fitness, senza dati antropometrici.

Puoi usarlo tu stesso non solo per avere visione d'insieme sul livello Fitness di chi segui, ma per fornire una panoramica d'insieme che aiuta il tuo Cliente ad essere consapevole che stare bene non è solo pesare meno o avere meno pancia e fianchi.

[Per Biologi Nutrizionisti] Sì, sappiamo cos’hai in mente!

Se sei Biologo Nutrizionista in Italia, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, sappiamo cosa hai in mente: sembra che l’Ordine stia attualmente impedendo di attivare servizi online per il miglioramento del benessere.

Ma non è propriamente così. 

Quello che l'Ordine Nazionale dei Biologi sta impedendo, infatti, è pubblicizzare visite online e fornire diete personalizzate (schemi dietetici grammati) in ottica "sanitaria" cioè di risoluzione di problematiche di salute. Non in ottica di miglioramento del benessere.

Un conto è fornire una dieta grammata / dieta personalizzata online (intese come "schemi dietetici") per chi ha problemi di salute da risolvere, un conto è fornire il proprio supporto per educare al benessere. Questo ha poco a che fare con "fare visita online / dieta personalizzata online".

Come Professionista che punta a Fitness e benessere di chi si rivolge a te, inoltre, non è consigliato fornire diete personalizzate online, per diversi motivi:

  1. La cultura in questo settore è cresciuta; a meno di persone con patologie, per le quali è soprattutto il Medico a consigliare i tuoi servizi - ed in tal caso è bene la visita in sede - tutti gli altri non cercano “il Nutrizionista”, cercano di stare bene. Questo è anche tra i motivi per cui hanno preso sempre più piede Professioni quali “il Coach”.

  2. Le persone hanno capito o stanno capendo che “ricevere la dieta” non è più così tanto di valore, dal momento che se ne possono scaricare gratis o quasi, anche di qualità, ormai in ogni dove sul web. Ciò che è importante è il supporto, la guida, l’educazione e l’accrescimento che un Professionista riesce a dare.

  3. La dieta dovrebbe innanzitutto essere soltanto una parte del percorso, in secondo luogo ormai abbiamo tutti capito che, intesa come “grammata e schematica”, la dieta non è la soluzione né per dimagrimento, né per condizioni di salute, né per benessere. Molto meglio basarsi sull’educazione ed il Coaching per il benessere generale in generale, con la nutrizione tra i vari aspetti da considerare, non l'unico e di certo non come "schema dietetico".

In sintesi, sarebbe molto più utile e proficuo, per te come Professionista e per i tuoi Clienti, offrire servizi basati su percorsi per il miglioramento del benessere a tutto tondo, di crescita e miglioramento personale.

Puoi basarti su un metodo di lavoro semplice ed intuitivo prendendo spunto dal nostro metodo per Fitness e benessere.

Vogliono inibire la tua evoluzione?

Come nota a margine, sappi inoltre che le disposizioni dell’Ordine Nazionale dei Biologi in merito a "visita online / dieta personalizzata online" non sono per inibire la tua evoluzione.

La posizione dell'ONB suggerisce di non prescrivere una dieta personalizzata online, intesa come schema grammato, in particolare per l'attività sanitaria (che punta cioè a risolvere situazioni medico-sanitarie, non a migliorare / ampliare il benessere).

Ciò non toglie che si possano sviluppare soluzioni alternative per fornire supporto ed educazione nutrizionale ed al benessere.

Ti diciamo questo per esperienza diretta con l'Ordine Nazionale dei Biologi: quando abbiamo proposto di pubblicizzare una risorsa per “costruire una Dieta Chetogenica autonomamente e online”, direttamente sul giornale ufficiale dell’Ordine, Biologi Italiani, la richiesta è stata accolta senza alcuna modifica.

Pubblicità Dieta Chetogenica Online su Biologi Italiani

(Uno dei numeri sui quali siamo comparsi - nr. 1 di Marzo 2017.)

Questo ti fa capire che l'ONB non si oppone alle soluzioni alternativa per supportare ed educare i tuoi Clienti tramite canali online e tecnologici, ma a chi prescrive la dieta personalizzata online intesa come schema alimentare grammato. Consulenza e percorsi online per il miglioramento del benessere, quindi, sono oggigiorno di grande utilità ed efficacia.

+++

Ricapitolando: il valore del Fitness Coaching Online - o che dir si voglia “rapporto di consulenza online per costruire un percorso di benessere” - è indiscutibile e, con i mezzi tecnologici di cui disponiamo, non sfruttare questo valore va a discapito del Cliente.

Le persone, infatti, sempre più si stanno affidando a mezzi tecnologici per migliorare il proprio benessere, talvolta facendo scelte appropriate, talvolta meno. Che sia offline, online, in collegamento via satellite o tramite piccione viaggiatore, una “guida” (un Mentore, appunto) permette la sicurezza di fare la scelta più appropriata.

La Tecnologia, in un campo come l’educazione nutrizionale ed il fitness Coaching, non andrebbe tralasciata.

Le persone sono già in cerca di soluzioni non solo smart, comode e veloci, ma integrabili nel proprio stile di vita cosicché il loro benessere possa essere vissuto appieno e senza ostacoli.

Aiuta al meglio i tuoi Clienti a raggiungere il benessere che desiderano e che meritano, usando la Tecnologia a vantaggio della tua professione e del loro risultato.

Riferimenti

  1. Busk K et al. Comparison of In-Person and Online Motivational Interviewing-Based Health Coaching. Health Promot Pract. 2018.
  2. Seltzer LJ et al. Instant messages vs. speech: hormones and why we still need to hear each other. Evol Hum Behav. 2012.
  3. Carranza Leon BG et al. Self-Measured vs Professionally Measured Waist Circumference. Ann Fam Med. 2016.
  4. Kolenda N. The Tangled Mind: Unraveling the Origin of Human Nature. Amazon Publishing. 2019.
  5. Zocchi G. Nuove linee guida sulla nutrizione e focus sulle diete online. onb.it. 2019.


Ultimo aggiornamento:
19 Marzo 2020


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Commenti (2)

  • paolo nuzzolillo

    paolo nuzzolillo

    28.08.2019 | 11:24 | #

    Buondì, mi è saltato all'occhio "per non parlare di messaggi vocali, emblema del caos mentale di cui soffrono".
    Io amo mandare messaggi vocali(ben organizzati, non brainstorming). La motivazione sarebbe far sentire la mia voce aumentando il legame empatico, che appunto è difficile da creare /mantenere con una persona al telefono.
    I vocali, non avrebbero dei risvolti positivi in questi termini?

    Rispondi

  • Oukside

    Oukside

    28.08.2019 | 13:59 | #

    Ciao Paolo, grazie per il tuo feedback.

    Quanto scritto si riferiva alla maggior parte, che usano i vocali per pigrizia. Ed il risultato è spesso 60-90'' di "Ehm / Uhm / Dicevo / Quindi..." seguiti da 5-10'' di una frase di senso compiuto.

    La maggior parte di questi vocali potrebbero essere scritti in 10-20 parole. Cosa che richiede impegno ed organizzazione mentale, ma come detto è un'attività utile proprio per questo (come fare una mappa mentale della propria richiesta).

    Se la cosa funziona per te per inviare vocali che abbiano una certa struttura (la maggior parte non li ha, sono confusionari), è ben diverso.

    Speriamo di essere stati utili.

    Cordialmente,
    Team Oukside

    Rispondi

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