Che tipo di fame hai?

Qualche tempo fa parlavamo tra Ouksider di “dove si dovrebbe sentire la fame” (è una sensazione di stomaco? di bocca? di testa?). Al che ho pensato a questa divisione:

  • Fame impulsiva

  • Fame emotiva

  • Fame cognitiva

Tutto rientra in un concetto di “fame”, come fosse un tessuto fatto di 3 strati.

In tempi ancestrali bastava “quel crampetto” per giustificare l’andare a cercare cibo. Perché in effetti i 3 strati, vista la mancanza di stimoli esterni artefatti (nuovi cibi, cibi droganti, pubblicità, inviti a cena), si congiungevano.

Oggi quei 3 strati si separano sotto l’influenza di stimoli esterni. E perciò possiamo quasi sentire la fame “separata”.

“Non ho fame, però ho voglia di mangiare” ed espressioni simili sono emblematiche.

Secondo me, per giustificare il mangiare, si dovrebbe attendere il “ricongiungimento” dei 3 strati.

Questo anche perché mentre l’uomo primitivo, da quel crampetto fino al cibo impiegava ore se non giorni, noi allunghiamo il braccio e stiamo nel frigorifero (letteralmente).

Per me questa cosa avviene proprio in “momenti”. Il primo stimolo è fame impulsiva. Una sensazione che nasce senza che ce ne accorgiamo. Appunto, “quel crampetto”, quella cosa che si sente poco sopra lo stomaco e che ci fa dire “Ho fame”.

Poi si passa alla fame emotiva. Cioè quella sensazione si sposta, sale un poco, si generalizza, inizia a spostare il nostro “polo” emotivo (il mood) - non una sensazione negativa, ma qualcosa che inconsapevolmente ci porta a compiere azioni finalizzate al mangiare:

  • Stiamo lavorando → Ci velocizziamo per chiudere e poi mangiare

  • Stiamo dialogando → Iniziamo a mettere nel discorso elementi legati al cibo

  • Etc…

Dopo ancora, si passa alla fame cognitiva, quando anche il pensiero viene volto alla ricerca del cibo. Ci sposta al punto che, effettivamente, è giusto mettere da parte il “da fare” e mangiare. È a quel punto, secondo me, che le 3 fami “si uniscono” ed è bene mangiare.

Non che non lo sia sempre prima di quel momento. Ma probabilmente dovremmo imparare ad attendere fino a quel momento, il più possibile, così da allenarci sempre più a discernere una fame “completa” da un semplice stimolo di appetito.

Neurologia della Fame

Mettiamoci dentro anche un po’ di materia tecnica - se vogliamo: Neurologia del Controllo fame/sazietà, per ricollegare il tutto. Effettivamente noi abbiamo un cut-off, una sorta di scambio (come per i binari del treno), che viene attivato quando la fame è così tanta da doverci pensare. Diventa “saliente” (importante). E questo scambio si può regolare nel corso della vita. Come la resistenza fisica allo sforzo o al dolore. Si può regolare l’asticella affinché la cosiddetta “salienza enterocettiva” (cioè l’importanza e la priorità che attribuiamo agli stimoli che ci arrivano dal nostro stesso corpo) si sposti.

Lo stesso concetto è stato espresso nell’articolo relativo a fame, sazietà e frequenza dei pasti.

Se vogliamo cavarci qualcosa di pratico, finiamo un po’ sempre là, in una cosa che è uscita spesso relativa alla fame: è bene avere abbastanza fame da essere attivi, non troppa fame da sentirsi stanchi o distratti a causa sua.

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Ritmo e frequenza dei pasti: quanti pasti fare al giorno?