Addominali profondi e six pack: cosa serve davvero (senza farti fregare)
Se vuoi addominali di roccia, procurati una roccia.
Detto meglio: un addome forte non nasce da “più crunch”, ma da un core che sa fare tre cose molto concrete:
stabilizzare mentre respiri (non mentre trattieni l’aria);
trasferire forza tra parte alta e bassa del corpo;
non cedere quando il corpo si muove, ruota, accelera, frena.
Il six pack invece è un’altra storia: è il retto dell’addome che diventa visibile quando lo strato di grasso sopra si assottiglia abbastanza.
Allenamento del core e definizione non sono la stessa cosa, ma lavorano insieme.
Per chi è / Non è
Per chi è:
vuoi un addome più forte e “compatto”, senza inseguire routine infinite;
senti che la schiena (soprattutto lombare) prende sempre tutto il lavoro;
vuoi capire la differenza tra controllo del core e “bruciore agli addominali”;
ti interessa un percorso sostenibile, non una sfida da 22 giorni.
Non è per chi:
cerca una scorciatoia per “togliere la pancia” solo con esercizi addominali;
ha dolore acuto, sintomi importanti o condizioni specifiche (gravidanza, post-parto complesso, prolassi, incontinenza, diastasi importante) e vuole fare tutto da solo: qui serve un professionista che ti veda e ti guidi;
vuole una scheda da bodybuilding avanzato per l’addome.
In breve
Il mito degli “addominali profondi” nasce da un equivoco: esistono strati diversi (trasverso, obliqui, retto), ma non esiste un muscolo magico “nascosto” che ti regala la tartaruga.
Quello che funziona davvero:
impari a gestire gabbia toracica e bacino mentre respiri (non mentre trattieni l’aria);
costruisci tenuta (isometrie) e anti-movimento (anti-estensione / anti-rotazione / anti-flessione laterale);
poi aggiungi dinamica controllata: movimenti puliti, non “ripetizioni a caso”;
se vuoi vedere il six pack, la leva grande è la composizione corporea, non la quantità di addominali.
Il test (60 secondi) per capire da dove partire
Non serve “sentire bruciare”. Ti serve capire se riesci a controllare e riesci a respirare mentre il core lavora.
Fai questo mini-check una volta, con calma.
1) Dead bug lento (20–30 secondi)
Sdraiato/a, gambe a 90°, braccia al soffitto.
Espira, “abbassa” le coste, poi muovi lentamente un arto per volta.
Obiettivo: lombare neutra, respiro che continua
2) Side plank corto (15–20 secondi per lato)
Anche se sei forte, tienilo breve.
Obiettivo: bacino stabile, spalle “lontane dalle orecchie”, respiro regolare.
3) Suitcase carry (20–40 metri per lato, o 20–30 secondi se sei in casa)
Prendi un manubrio/kettlebell (o una borsa pesante). Cammina senza “cedere” da un lato.
Obiettivo: tronco verticale, niente apnea.
Se in uno di questi punti devi trattenere il respiro, perdi assetto o senti la lombare accendersi: non sei “scarso/a”. Hai appena trovato il tuo livello di partenza.
Vuoi un percorso “cervello spento” già pronto?
Se vuoi 3 protocolli pronti (Base / Focus / Strength) + test guidato + cue chiari + stop rule (niente apnea, niente burnout), qui trovi la Guida Focus: Addominali & Core – Guida Focus
Princìpi
1) Il core non è solo “addome”
Quando dici “addominali”, di solito pensi al retto dell’addome (la tartaruga). Ma il core è un sistema:
addominali (retto, obliqui, trasverso);
muscoli paraspinali e quadrato dei lombi;
diaframma e pavimento pelvico;
glutei e anche (flessori inclusi).
L’addome forte è un addome che collabora con tutto il resto.
2) “Chiudere le coste” vale più di mille crunch
Il controllo parte spesso da qui: evitare che le coste “schizzino” in fuori e che la zona lombare si inarchi quando aumenti lo sforzo.
Tradotto in segnali semplici:
espiri e senti le coste scendere;
senti l’addome attivarsi senza spingere fuori la pancia;
mantieni respiro e controllo mentre muovi braccia e gambe.
3) Progressione a strati
Se salti i passaggi, il corpo trova scorciatoie: spalle che si irrigidiscono, lombari che si accendono, collo che “tira”.
La sequenza più solida è:
attivazione e timing (respiro + controllo);
isometrie e anti-movimento;
dinamica e trasferimento (accelerare, frenare, ruotare, portare carichi).
Cosa dicono le evidenze
Allenare gli addominali migliora forza e resistenza del tronco, ma da solo non è una strategia affidabile per “dimagrire di pancia”.
La riduzione di grasso localizzata (spot reduction) è un tema più sfumato di quanto si dica nei meme: alcuni studi suggeriscono che un effetto locale possa esistere, ma se c’è, è piccolo e non è la leva su cui costruire l’obiettivo estetico.
Per cambiare davvero la definizione dell’addome, conta molto di più il quadro generale: allenamento complessivo, alimentazione sostenibile, sonno e gestione dello stress.
In pratica
Qui sotto trovi uno starter kit: breve, ripetibile, senza acrobazie.
L’obiettivo non è “spaccarti”: è costruire qualità.
Routine starter (8–10 minuti, 2–4 volte a settimana)
1) Respiro + assetto (2 minuti)
Scegli 1:
90/90 a terra (gambe su sedia): espira, “abbassa” le coste, mantieni respiro calmo;
dead bug facile (solo braccia o solo gambe): lento, senza perdere la lombare neutra.
2) Tenuta e anti-movimento (4–5 minuti)
Scegli 2:
plank (anti-estensione) — corto e pulito;
side plank (anti-flessione laterale) — corto e pulito;
pallof press con elastico (anti-rotazione) — lento, senza torsioni.
Dose: 10–25 secondi (isometrie) o 6–10 ripetizioni lente (pallof), 2–3 serie.
3) Trasferimento (2–3 minuti)
Scegli 1:
suitcase carry (valigia) se hai manubri/kettlebell (o borsa pesante): cammini mantenendo tronco stabile;
chop/lift con elastico: rotazione controllata, bacino stabile.
Dose: 20–40 metri (o 20–30 secondi) per lato, 2 serie.
La regola di progressione (senza scervellarti)
Aumenti difficoltà solo se (tutte e tre):
riesci a respirare senza trattenere;
la zona lombare non “scappa” in inarcamento;
senti lavoro su addome/fianco, non su collo e flessori dell’anca.
Se vuoi una progressione completa (Base/Focus/Strength) con tabelle, cue e stop rule, la trovi qui: Addominali & Core – Guida Focus
Segnali da osservare (e quando fermarti)
Fermati, regredisci o chiedi aiuto se:
compare dolore (non fatica) a schiena, inguine, addome;
senti pressione “verso il basso” sul pavimento pelvico o perdite/incontinenza;
vedi un rigonfiamento centrale dell’addome (doming) quando aumenti lo sforzo;
trattieni il respiro per “tenere duro”;
la zona lombare prende tutto (se ti succede spesso, vedi anche fastidi lombari: routine breve per sbloccare la schiena).
FAQ su addominali profondi e six pack
Gli addominali profondi esistono davvero?
Esistono strati e funzioni diverse. Il trasverso, ad esempio, contribuisce alla stabilità e al controllo. Ma non è un bottone segreto: serve una progressione di controllo, tenuta e movimento.
Plank o crunch?
Non è una guerra di religione. Il plank costruisce anti-estensione e tenuta; il crunch allena flessione del tronco. Se vuoi un core “da vita reale”, non stare su un solo binario: prima controllo e isometrie, poi anche dinamica.
Quanti addominali devo fare a settimana?
Per la maggior parte delle persone: 2–4 micro-sessioni da 6–12 minuti funzionano meglio di una seduta massacrante una volta a settimana.
Gli addominali fanno venire il six pack?
Allenano il muscolo. Per vederlo, di solito serve anche ridurre lo strato di grasso sopra. Se stai inseguendo definizione, guarda il quadro completo: allenamento, alimentazione, sonno, stress.
È vero che posso “dimagrire di pancia” con esercizi specifici?
L’idea che tu possa scegliere dove perdere grasso è spesso raccontata in modo troppo semplice. Se vuoi una lettura completa (senza meme e senza dogmi), ho scritto un articolo dedicato: dimagrimento localizzato (spot reduction): cosa è vero.
Vacuum sì o no?
Può essere un esercizio di consapevolezza e controllo, ma non è obbligatorio e non è la base del percorso. Se ti irrigidisce, ti fa trattenere il respiro o ti dà sensazioni strane sul pavimento pelvico, lascialo perdere.
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Chang YH et al. Effect of exercise intervention dosage on reducing visceral adipose tissue: a systematic review and meta-analysis. Int J Obes. 2021.
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