Mangiare più grassi ti fa dimagrire di più? (Non solo.)

L’idea è seducente: “vuoi bruciare grassi? allora mangia più grassi”.

A volte funziona. Spesso no.

Non perché sia “sbagliato” in assoluto, ma perché il corpo non ragiona per slogan. Ragiona per contesto: quanta energia stai introducendo, come è costruita la tua dieta, quanto ti muovi, come dormi, quanto sei sotto stress.

Quindi sì: possiamo parlare di grassi come leva. Ma con una regola: prima capisci cosa stai ottenendo, poi scegli il mezzo.

Per chi è (e per chi non è)

Per chi è

  • Vuoi capire quando “aumentare i grassi” può aiutare davvero.

  • Stai usando low-carb/keto o ci stai pensando e vuoi evitare l’auto-inganno.

  • Vuoi distinguere tra “mangio più grassi” e “ho un contesto che mi fa dimagrire”.

Non è (ancora) per te

  • Cerchi un trucco per dimagrire senza guardare porzioni e stile di vita.

  • Hai condizioni cliniche o terapie in corso: qui trovi criteri, non prescrizioni.

In breve

“Mangiare più grassi” può aiutare quando:

  • ti serve più sazietà e meno fame caotica;

  • stai riducendo carboidrati e vuoi una dieta sostenibile;

  • stai costruendo un contesto che ti porta, nel tempo, in deficit energetico.

Non aiuta (o ti frega) quando:

  • aggiungi grassi senza togliere altro: è facile aumentare le calorie senza accorgertene;

  • li usi per “sentirti keto” ma poi compensi con snack, alcol o poca attività;

  • ti aspetti una “spinta metabolica” automatica.

Se vuoi la lente generale: Low carb vs low fat.

Princìpi

1) “Bruciare grassi” non significa “dimagrire”

Il corpo brucia grassi anche quando non dimagrisci.

Dimagrire significa, nel tempo, perdere tessuto adiposo. E quella perdita, nella pratica, è guidata da bilancio energetico e aderenza.

Qui la scorciatoia mentale è confondere:

  • “sto ossidando più grassi” (metabolismo in quel momento)

  • con “sto perdendo più grasso” (risultato nel tempo)

Se vuoi una bussola anti-guru sulle calorie (senza ridurle a dogma): The Calorie Project.

Adattamenti, “deficit” e la parte che conta davvero

Se per settimane mangi più grassi (e spesso meno carboidrati), il corpo si adatta e tende a ossidare più grassi. Ma questo, da solo, non garantisce dimagrimento: il “deficit energetico” è il saldo finale, non un pulsante.

La domanda più utile è un’altra: quando il saldo è negativo, quanto di quel saldo viene coperto dal grasso corporeo (e non da performance che crolla, fame che esplode o massa magra che perdi)?

È qui che contano le leve: proteine adeguate, allenamento di forza, sonno, stress più gestibile e un contesto che ti fa reggere la traiettoria.

2) I grassi sono una leva di sostenibilità (e quindi di traiettoria)

I grassi possono aumentare la palatabilità e la sazietà, e rendere una dieta più facile da rispettare.

Ma hanno anche una caratteristica pratica: sono densi. Piccole aggiunte fanno grandi differenze.

Questo è il motivo per cui “aggiungo olio di cocco nel caffè” può essere:

  • utile (se sostituisce altro e ti stabilizza),

  • o un modo elegante di aggiungere energia senza accorgertene.

3) MCT, olio di cocco e la promessa “kickstart”

Gli MCT (trigliceridi a catena media) vengono assorbiti e metabolizzati in modo diverso rispetto ad altri grassi.

Questo può aumentare la produzione di corpi chetonici e, in alcune persone, influenzare sazietà e dispendio energetico.

Ma qui il punto è Oukside: effetti piccoli non sono inutili, però diventano utili solo dentro un sistema coerente.

Se vuoi capire la differenza tra “chetosi” e “dieta chetogenica”: Ketosis vs keto diet.

Cosa dicono le evidenze

Semplificando in modo onesto:

  • Diete low-carb e low-fat possono entrambe funzionare: spesso a fare la differenza è aderenza e contesto.

  • I grassi (in particolare MCT) possono avere effetti su chetosi, sazietà e alcuni marker, ma non sono una scorciatoia universale.

  • Il rischio pratico più grande è energetico: se aumenti grassi senza “chiudere il cerchio”, aumenti l’introito e non dimagrisci.

In pratica: quando ha senso “aumentare i grassi”

Scenario A — Hai fame caotica e ti serve stabilità

Qui la domanda non è “più grassi sì/no”. È: quale sostituzione rende la tua giornata più gestibile?

Esempi:

  • colazione più proteica + un grasso “misurato” (olio EVO, frutta secca) al posto di snack dolci;

  • pranzo con più verdure e una quota di grassi insaturi al posto di pane/extra.

Se ti serve una definizione semplice e ripetibile di “cibo vero”: Cos’è il cibo vero.

Scenario B — Stai facendo low-carb/keto e ti manca energia

Se riduci carboidrati, i grassi diventano una quota importante.

La domanda diventa: stai costruendo una dieta che regge o stai inseguendo la perfezione?

Qui può aiutarti:

  • aumentare grassi in modo controllato,

  • mantenere proteine adeguate,

  • non trasformare la dieta in una guerra.

Se ti ritrovi nella spirale “più restrizione = più controllo”: Diet no diet.

Scenario C — Vuoi provare MCT/olio di cocco

Se vuoi testare senza auto-ingannarti:

  • parti con 5–10 g al giorno;

  • valuta tolleranza gastrointestinale;

  • usa una finestra di 10–14 giorni;

  • non cambiare altre cinque cose insieme.

Domanda guida: migliora davvero la tua aderenza e la tua giornata?

Se vuoi un pezzo che ti protegge dai “trucchetti” che sembrano scientifici: Il placebo.

Segnali da osservare (e quando fermarti)

  • Se aumenti i grassi e il peso non si muove, non significa che “sei rotto”. Spesso significa che hai aumentato energia senza accorgertene.

  • Se ti senti più stabile (fame, umore, energia), ma il peso non cala: potrebbe essere un miglioramento reale, ma la traiettoria va valutata con tempo e misure sensate.

  • Se ti senti peggio (digestione, nausea, diarrea), non insistere con MCT.

Se vuoi imparare a leggere oscillazioni e trend senza impazzire: Bilancia e peso corporeo.

FAQ su “mangiare grassi per dimagrire”

Se mangio più grassi entro in chetosi e dimagrisco?
Entrare in chetosi non garantisce dimagrimento. Può aiutare alcune persone a controllare fame e aderenza, ma il risultato dipende dal contesto.

Olio di cocco e MCT sono la stessa cosa?
No. L’olio di cocco contiene una quota di acidi grassi a catena media, ma gli MCT “puri” sono una miscela più specifica e più concentrata.

I grassi fanno male al colesterolo?
Dipende dal tipo di grassi e dal contesto. Per una lettura completa e non terrorizzante: Colesterolo alto: cosa significa davvero.

Se aumento i grassi devo tagliare i carboidrati?
Non necessariamente. La domanda è: cosa ti rende più sostenibile e cosa ti porta, nel tempo, in una traiettoria sensata?

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