“Dieta iperproteica” è spesso una parola sbagliata
Se dici a qualcuno che stai a 1,7–2 g/kg di proteine, spesso la risposta è automatica:
“Eh, però è una dieta iperproteica… non farà male?”
Capisco da dove nasce: suona prudente. Il problema è che, nella pratica, quella prudenza è spesso fuori bersaglio.
Perché mentre ti preoccupi di un numero che, nel contesto giusto, è semplicemente una quota utile, nessuno batte ciglio davanti a una giornata “normale” fatta di pasti senza criterio e snack continui.
Per chi / Non per chi
Per chi è:
vuoi dimagrire o ricomporre senza vivere di fame;
ti alleni (anche 2–3 volte a settimana) e vuoi proteggere massa muscolare e recupero;
ti sei stancato di etichette (“iper”, “troppe”, “sbagliate”) senza contesto.
Non è per chi:
hai una diagnosi renale o fattori di rischio importanti (qui il range proteico va personalizzato);
vuoi trasformare “più proteine” in una scusa per eliminare fibre, vegetali e varietà.
In breve
“Iperproteica” è un’etichetta: senza contesto non significa niente.
Per chi si allena, stare sopra l’RDA può essere ragionevole e utile (sazietà, controllo, massa magra).
Il vero problema, di solito, non è “contare le proteine”: è mangiare a caso e chiamarlo “normale”.
Se devi scegliere tra “perfezione fragile” e “strategia che regge”, indovina quale ti porta più lontano.
Se vuoi anche il pezzo “tecnico” su proteine e funzione renale (sano vs a rischio), qui trovi l’articolo dedicato: Proteine e reni: cosa è vero (e cosa no)
Princìpi
1) I numeri non sono il nemico: lo è l’assenza di criteri
Dire “non contare i grammi” suona liberatorio. A volte però è solo un modo elegante per dire:
“Vai a sensazione in un ambiente che ti spinge a mangiare sempre.”
E la sensazione, in quel contesto, è spesso questa:
mattina dolce (cornetto + cappuccino + succo);
pranzo quasi solo carbo (pasta + pane) e poche proteine;
cena improvvisata o preconfezionata;
snack dolci/salati durante il giorno.
Nessuno la chiama “dieta iperglucidica”. Però poi “iperproteica” sì.
2) “Iper” rispetto a cosa, e per chi?
La stessa quota può essere:
sensata (se ti alleni, sei in deficit, vuoi perdere grasso senza perdere muscolo);
inutile (se sei sedentario e la tua dieta è già abbondante);
da personalizzare (se hai rischio/diagnosi renale).
La domanda utile non è “quante proteine dovrei mangiare in assoluto?”.
È: cosa vuoi ottenere, con quale stile di vita, e quanto deve reggere questa scelta?
3) Nel pratico, più proteine spesso significa più aderenza
Non perché “le proteine sono magiche”.
Perché, molto spesso:
aumentano sazietà e soddisfazione;
rendono i pasti più “stabili” (meno picchi e meno fame di rimbalzo);
ti tolgono dalla modalità “snack continuo”.
E a quel punto non stai ottimizzando un macro: stai riducendo frizione nella tua vita.
Evidenze (solo quello che ti serve)
In nutrizione sportiva, un range tipo 1,4–2,2 g/kg/die è comunemente indicato come utile e sicuro nel contesto di allenamento e composizione corporea.
In deficit calorico, aumentare la quota proteica aiuta a preservare massa magra e facilita l’aderenza grazie a maggiore sazietà.
“Più proteine” non cancella il resto: qualità complessiva, fibre, sonno e stress restano pezzi grossi.
In pratica
Qui non ti chiediamo di diventare un contabile. Ti diamo 4 mosse che fanno davvero la differenza.
1) Usa un range, non un numero
Scegli un intervallo adatto al tuo contesto.
sedentario: stai già facendo un buon lavoro se non sei sempre sotto;
attivo/pesi: salire in un range più alto ha spesso senso.
La parola chiave è coerenza, non perfezione.
2) “Proteine-ancora” a ogni pasto principale
Non devi cambiare tutto. Devi cambiare il centro del piatto.
A pranzo e cena:
scegli una fonte proteica;
poi aggiungi verdure;
e modula i carbo in base a fame e allenamento.
Se vuoi un articolo pratico su come distribuire i pasti, vedi anche: quanti pasti al giorno?
3) Colazione: scegli se farla “stabile” o “dolce e instabile”
Non è moralismo.
È fisica della fame.
Se la tua mattina è dolce e poi “arrivi affamato” a metà mattina, prova una colazione più proteica (anche solo 2–3 volte a settimana) e guarda cosa succede.
Esempi semplici:
yogurt greco + frutta + frutta secca;
uova + pane + frutta;
latte/Skyr + cereali meno zuccherati.
Se ti piace ragionare su dolce vs salato, qui: colazione dolce o salata?
4) Se “contare” ti fa impazzire, conta per un periodo e poi smetti
Paradossale, ma funziona.
Contare per 10–14 giorni serve a costruire occhio e porzioni.
Poi puoi passare a un sistema più leggero (porzioni/ancore) senza perdere direzione.
Ragionamento per assurdo
Se davvero 1,7–2 g/kg fosse “iperproteico” in senso pericoloso, dovremmo preoccuparci ogni volta che qualcuno mangia:
un secondo + un contorno;
uno yogurt proteico;
un panino con tonno.
E invece la preoccupazione scatta selettivamente solo quando quella scelta diventa intenzionale.
È strano: ci spaventa di più una strategia che migliora sazietà e aderenza, che non una giornata “normale” fatta di snack e pasti sbilanciati.
Il punto non è difendere un numero.
È scegliere un criterio che regga la tua vita.
Segnali & stop
Se l’aumento proteico ti sta portando a eliminare fibre e vegetali, stai sbilanciando: correggi la direzione.
Se hai fattori di rischio renale o una diagnosi, personalizza (non improvvisare).
Se l’ansia da numeri ti sta mangiando la testa, cambia strumento: range + ancore, non contabilità.
FAQ su “dieta iperproteica”
1,7–2 g/kg è davvero “iperproteico”?
Dipende dal contesto. Per chi si allena può essere una quota ragionevole e utile. Per chi è sedentario spesso è solo inutile. “Inutile” però non significa “pericoloso”.
Devo contare le proteine ogni giorno?
No. Puoi usarlo come strumento temporaneo (10–14 giorni) per capire porzioni e abitudini, poi passare a un sistema più leggero (ancore proteiche ai pasti).
Se aumento le proteine ingrasso?
Ingrassi se nel complesso sei in surplus cronico. Più proteine spesso aiutano a gestire fame e aderenza, quindi per molte persone rendono più facile non sforare.
Le proteine “da shake” sono diverse?
Sono cibo in forma liquida: utili quando ti semplificano la vita. Non sono obbligatorie e non sostituiscono automaticamente una dieta di qualità.
E i reni?
Nel sano, l’idea “più proteine = danno renale” non è supportata come regola generale. Se vuoi la versione completa (sano vs a rischio), leggi: Proteine e reni: cosa è vero (e cosa no)
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