Mia nonna è una Biohacker

Mia nonna è una Biohacker

Il Biohacking non è il semplice miglioramento del sonno, la gestione dello stress, dell'alimentazione e del metabolismo. Altrimenti ogni nonna sarebbe una Biohacker.

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Cosa vogliono le persone? 📑 Mia nonna è una Biohacker 7 minuti

Proprio così: mia nonna è (era) una Biohacker! In questo insight voglio farti capire perché, ma prima occorre parlare di Biohacking.

Cos’è il Biohacking?

Troverai varie definizioni in giro, perciò qui voglio dirti la mia partendo dal significato delle parole. Un hack è una “fenditura”. Puoi creare una fenditura in qualsiasi sistema e attraverso di essa intrufolarti per controllare il sistema stesso o parte di esso. In senso più astratto, un hack potrebbe rappresentare anche una “scorciatoia”, nella misura in cui permette di accelerare un certo processo.

Un “hack” informatico, ad esempio, implica creare un’apertura nel codice informatico di un dispositivo (un computer, un telefonino o un circuito di carte di credito) per controllarlo o per accelerare il processo di accesso a determinate informazioni. È importante sottolineare che un hack in senso lato (cioè l’atto di hackerare) non “rompe” il sistema, ma ne sfrutta le sue componenti per farne qualcosa.

Ad esempio, hackerare un circuito di carte di credito significa usare - per dirne una - la funzionalità di trasferimento di denaro per ricaricare indebitamente il proprio conto tramite svariati piccoli acconti dalle carte di credito collegate. Questo senza ledere il sistema stesso, che continuerà a funzionare come prima. 

Con questa definizione in testa, è facile ora capire cos’è il Biohacking: è hacking operato a livello biologico. Il Biohacking consiste nella creazione di “fenditure” che permettono di utilizzare componenti di un sistema biologico in modo differente da come sarebbero state usate “a cose normali”.

Se mi sveglio e mi immergo in una vasca di ghiaccio per 20 minuti assumendo buone dosi di capsaicina, sto “hackerando” il sistema affinché produca calore in modo cospicuo. Cosa che, senza quell’immersione e quella capsaicina, non avrebbe ovviamente fatto.

Mia nonna e il Biohacking

Mia nonna non mi consigliava di entrare in una vasca di ghiaccio e strafarmi di peperoncino (checché i suoi peperoncini erano una bella mazzata!). Il titolo di questo “post” è critico nei confronti della banalizzazione del Biohacking che si sta facendo oggigiorno.

Ricordando che gli articoli di questa sezione - Insight - vogliono essere brevi spunti di ragionamento, vado a farti capire cos’è che mi fa dire che mia nonna era una Biohacker.

Se compri qualsiasi ebook o libro sul Biohacking pubblicato negli ultimi tempi, leggi un articolo divulgativo sul tema o guardi un video di qualche predicante Biohacker, ti trovi di fronte a una serie di consigli che più o meno sono sempre quelli elencati di seguito.

Io qui ti chiedo di fare una cosa importante: leggi questi consigli “a mente aperta”, cioè elimina dalla tua mente il velo con cui hai fatto ingresso qui, cioè il “velo fitness / biohacking” e piuttosto tieniti il “velo buon senso” (e cioè nessun velo). 

Ti chiedo questo perché io farò la lista dei consigli che i “Biohacker” dicono essere “Biohacking” e non li commenterò, lascerò che sia il tuo giudizio ad arrivare all’ovvia conclusione che suonerà tipo “Meh, ma questa roba me la diceva mia nonna e la sapevo da sempre!”. Partiamo…

Biohacking e gestione del sonno

I consigli dei Biohacker per dormire meglio:

  • Fai attività rilassanti prima di dormire. Cioè, nelle ultime ore della giornata, dedicati ad attività rilassanti e non attivanti o, volendo, anche “nessun attività”.

  • Tieni le luci basse di sera e spente di notte. Nelle ore finali della giornata usa luci soffuse e di notte fai il buio completo.

  • Non bere caffè di sera e limita l’alcool. Evita il caffè nel tardo pomeriggio e di sera, e non abusare di alcool.

  • Mangia al caldo e dormi al freddo. Rendi la stanza dove dormi un po’ più fresca dell’ambiente in cui solitamente vivi.

Biohacking e focus mentale

I consigli dei Biohacker per stare più concentrati:

  • Dedicati a lavori soddisfacenti e gratificanti. Anche se il tuo lavoro non è propriamente ciò che vorresti fare, cerca di dedicarti a progetti tuoi che ti diano soddisfazione e gratificazione.

  • Svaga la tua mente interrompendo con lavori creativi. In termini stretti, il “gioco”: dedicati a lavori senza particolare struttura per ricaricare le batterie dal tuo usuale lavoro.

  • Ascolta musica che ti piace e ti fa sentire bene. Mentre lavori o mentre fai le tue cose di vita, ascoltare la musica ti predispone al buon umore.

Biohacking e abitudini di vita

I consigli dei Biohacker per ampliare il benessere generale:

  • Cerca di dormire bene e un numero sufficiente di ore. Fai in modo di dormire 7-9 ore e che il sonno non sia disturbato.

  • Inizia la giornata con un po’ di freddo. Attivati col freddo, ad esempio facendo una doccia calda in cui per qualche secondo metti l’acqua fredda; o, semplicemente, sciacquati il viso con acqua molto fredda.

  • Ogni 30-40 minuti di lavoro, fai una pausa. Specie se stai a sedere quando lavori, fai una pausa per alzarti e sgranchirti ogni 30-40 minuti.

  • Riposa gli occhi e fai “micro-stretching” nelle pause. Ogni 30-40 minuti, distogli gli occhi da ciò che stavi facendo (dal libro che stavi leggendo o il dispositivo che stavi usando) e sgranchisciti ad esempio simulando dei grandi sbadigli.

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C’è da dire altro? C’è davvero da sottolineare che si tratta di consigli della nonna riesumati, impacchettati, ed etichettati come Biohacking (pur non essendo tutto questo Biohacking)?

Io credo di no e credo che alla maggior parte dei consigli - se hai tolto il “velo” come chiesto sopra - tu abbia reagito con un “Ma va?!” (“Ma va?! Pensavo di dover dormire con la luce sparata negli occhi!”).

Cos’è allora il Biohacking?

Il Biohacking non è semplicemente il consiglio della nonna, comunicato in modo grazioso. Consiste piuttosto in una serie di tecniche che implicano una sorta di “forzatura”: ci dovrebbe volere un certo impegno, il sentire che ci si sta spingendo oltre la propria comfort zone e si sta creando quella “fenditura” da cui entrare per controllare alcune componenti del proprio sistema o quella “accelerazione” del funzionamento di tali componenti che altrimenti avrebbero lavorato a ritmi diversi.

Per intenderci...

  • Biohacking: Immergersi in una vasca di ghiaccio è una “forzatura”.
  • Buon senso: Sciacquarsi il viso con acqua fredda per uscire dal torpore mattutino.

Confondere il Biohacking col Buon senso è come dire che prelevare legittimamente soldi da una ATM con la propria carta di credito è “hackerare” il circuito di carte di credito.

Se bastassero semplici consigli della nonna per definire il “Biohacking”, qualsiasi nonna sarebbe una Biohacker, ma così non è: ogni nonna è portatrice di un buon senso che stiamo dimenticando, e il cui recupero non dà diritto di creare etichette commerciali per renderlo più “sexy”.

Il rischio, infatti - e mi pare sia empiricamente ben confermato! - è generare una società di pappamoscia sempre meno avvezzi a uscire dalla propria comfort zone, e sempre più in diritto di sentirsi “eroi” per aver fatto semplicemente ciò che buon senso già dettava.

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