Dieci anni di Oukside: la realtà è complessa, le tue mosse no
Cara/o Ouksider,
Il 2026 è l’anno in cui Oukside compirà dieci anni (il 16 marzo 2026). Quando ho iniziato (16 marzo 2016) avevo una convinzione semplice e un problema enorme.
La convinzione: la scienza conta.
Il problema: la scienza, quando la porti nella vita reale, non diventa automaticamente utile.
In mezzo c’è stato un fraintendimento che mi sono sentito ripetere mille volte, con intenzioni diverse:
“Vuoi sintetizzare tutto in poche mosse semplici.”
Qui, secondo me, è nato l’equivoco.
Io non ho mai voluto “semplificare la realtà”. Ho voluto tenere in casa la complessità e trasformarla in mosse semplici, umane, replicabili. Non perché la complessità non conti. Proprio perché conta.
La realtà è complessa. Le tue mosse no.
Le materie che non finiscono mai (e perché non le tradisco)
Biochimica, fisiologia, endocrinologia, statistica: sono campi che non “chiudono”. Evolvono, si raffinano, a volte si contraddicono.
E soprattutto descrivono sistemi vivi: non equazioni statiche.
Lo stesso stimolo può produrre risposte simili, ma quasi mai identiche.
due persone mangiano la stessa cosa e reagiscono in modo diverso;
due persone fanno lo stesso allenamento e recuperano in modo diverso;
la stessa persona, in due fasi diverse della vita, reagisce in modo diverso.
Questa non è una scusa per dire “tanto è tutto casuale”. È il motivo per cui serve criterio.
Per questo Oukside non è mai stato anti-complessità. È stato anti-qualcos’altro: l’uso teatrale della complessità.
Paroloni senza criterio. Protocolli da laboratorio incollati sulla vita di chi lavora, dorme poco, ha stress, famiglia, vincoli.
La complessità non è un palco. È un dovere.
Il fraintendimento: “poche mosse” non significa banalizzare tutto
Quando dico “mosse semplici” non intendo “risposte facili”. Intendo mosse che puoi davvero eseguire, ripetere, adattare.
Ecco tre esempi volutamente piccoli:
Un pizzico di sale in certi contesti di sudorazione e fatica può cambiare come ti senti e quanto “reggi”. Non perché il sale sia magico, ma perché liquidi ed elettroliti hanno una logica concreta. (Acqua e sale: cosa cambia davvero)
Un pugno di carboidrati la sera può aiutare alcune persone a dormire meglio. Non perché “i carboidrati conciliano sempre il sonno”, ma perché contano contesto, stress, storia di dieta, introito totale, ritmo della giornata. (Dormire meglio già stanotte)
Walk & breathe dopo i pasti (una passeggiata breve + due minuti di respiro lento) può essere una mossa banale che migliora fame “nervosa” e decompressione. Non perché sia un rituale spirituale: perché fisiologia e comportamento si parlano. (Respirazione rilassante)
La mossa è semplice.
Il perché, il quando, il per chi e il quanto richiedono la parte “dura”. È lì che si decide se la mossa è una chiave o una superstizione.
Semplificare non è banalizzare.
Banalizzi quando copi la mossa senza criterio e fuori contesto.
Pinza vs chiave a brugola
Immagina di dover stringere una vite a brugola.
Puoi usare la chiave a brugola giusta. Oppure puoi usare una pinza.
Con la pinza “più o meno” ci riesci. Ma fai più fatica, scivola, non controlli bene la forza, rischi di spanare.
Nel fitness succede spesso lo stesso:
prendi un protocollo nato per un contesto A;
lo incolli nel tuo contesto B;
e poi ti stupisci se non funziona o se ti costa troppo.
Il punto non è che la mossa sia sbagliata. Il punto è che stai usando una pinza al posto della chiave giusta.
E qui entra la complessità in modo non romantico: non come “accademia”, ma come abilità pratica.
La complessità non è un vezzo: è quello che ti permette di scegliere la chiave giusta per quella vite, in quel momento della tua vita.
Dove si posiziona Oukside nella giungla del fitness
Oukside non è “solo scienza” fredda. E non è “solo esperienza” senza struttura.
È un mix preciso:
scienza come bussola, non come culto;
esperienza come realtà, non come prova assoluta;
criteri come ponte tra i due.
Da qui nascono mosse semplici, adattabili.
Se vuoi leggere il ragionamento in modo ordinato, qui: Esamina Oukside: Never Diet.
Se vuoi la porta d’ingresso al Metodo, qui: Metodo Never Diet.
Un’idea che mi guida da sempre è questa:
criteri > schede, processo > trucchetti, probabilità > promesse.
Oukside non è un metodo segreto.
È una lente e un set di mosse base che puoi riusare mentre la ricerca evolve.
Se vuoi cominciare adesso (quattro mosse semplici, una per Area)
Dopo dieci anni, se dovessi lasciare solo quattro mosse concrete per cominciare oggi, sarebbero queste.
Non perché il resto non conti. Ma perché queste quattro sono pilastri: ognuna sta in piedi da sola e, allo stesso tempo, sostiene tutte le altre.
Mossa 1 — EAT: definisci il tuo “cibo vero di base”
Non ti serve un piano perfetto. Ti servono 1–2 piatti “standard” che riesci a ripetere.
Criteri semplici:
c’è una fonte proteica riconoscibile;
c’è volume e micronutrizione (verdure o frutta, senza fissarti);
c’è un carboidrato o un grasso “da contesto”, non da paura.
Approfondisci qui: Cos’è davvero il “cibo vero”.
Se vuoi smontare una delle ossessioni più comuni (“kcal come religione”): The Calorie Project.
Mossa 2 — MOVE: scegli 2 allenamenti “cardine” da tenere tutto l’anno
Non ti serve il blocco perfetto da sei settimane. Ti serve poter dire: “questo lo posso ripetere”.
Una regola che funziona: 100+ allenamenti l’anno battono 6 settimane perfette.
Template minimale:
due sedute a settimana “full body” (spinta, tirata, squat/hinge, core);
una seduta breve extra quando puoi (camminata intensa, circuitino, mobility).
Per vedere come si fa “senza scervellarti”: Esempio di workout flessibile.
Per il principio “meno ma meglio”: Train less, get more.
Per la versione “non ho tempo”: Allenarti quando non hai tempo.
Mossa 3 — FEEL: proteggi il sistema (prima che ti presenti il conto)
Non devi diventare zen. Devi ridurre rumore e frizione, così le altre scelte diventano più facili.
Una base semplice per molti contesti:
8–15 minuti di camminata facile;
2 minuti di respiro lento.
Non è “mindfulness da poster”: è una mossa che abbassa il costo mentale della giornata.
Se vuoi una bussola chiara: Stress → Relax → Adapt.
Se vuoi un protocollo pratico: Respirazione rilassante.
Mossa 4 — ENJOY: costruisci libertà (e rendila replicabile)
Non ti serve “controllare” il piacere. Ti serve dargli un posto nel sistema, così non torna sotto forma di rigidità o compensazione.
Tre mosse brevi:
slot fisso a settimana (socialità, hobby, due ore offline: in calendario, non “quando capita”);
cornice per i piaceri ricorrenti (inizio/fine chiari: ti aiuta più del controllo);
niente tribunale: noti, impari, vai avanti.
Se vuoi una lente pratica su colpa e flessibilità: Food guilt e flessibilità.
Se vuoi un esempio concreto “piccolo ma umano”: Dolcetto dopo cena.
Se vuoi una riflessione utile su “stare bene vs sentirsi bene”: Vuoi stare bene, o vuoi sentirti bene?.
Se vuoi iniziare oggi, davvero
Never Diet Test — ingresso
Esamina Oukside: Never Diet — per capire come ragiono
Cos’è davvero il “cibo vero” — base EAT
Esempio di workout flessibile — base MOVE
Stress → Relax → Adapt — base FEEL
Food guilt e flessibilità — base ENJOY
Dieci anni dopo: cosa rimane uguale (e cosa no)
Cosa rimane uguale:
la guerra agli estremismi, non alle persone;
il rifiuto della vergogna come strumento;
l’idea che la complessità si onora con criterio, non con parole.
Cosa cambia:
gli esempi;
gli strumenti;
il modo in cui raccontiamo, perché cambiano le persone e cambia il mondo.
E però la frase resta.
La realtà è complessa. Le tue mosse no.
Grazie se ci sei da anni.
E benvenuto, se sei arrivato adesso.
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